Genocidio di Gaza ed orrori in Cisgiordania: Israele come nuova “Sparta” e teocrazia imperialista nel bacino del Mediterraneo


Autore: Stefano Zecchinelli
Giornalista; della redazione della testata on line “L’Interferenza
Il genocidio dei palestinesi di Gaza e la violenza dei coloni in Cisgiordania spingono storici e giornalisti ad interrogarsi sul futuro di Israele: alleata strategica dell’imperialismo USA (in realtà Washington sembrerebbe subordinata alle diverse lobby sioniste), Israele, secondo grandi analisti come Chris Hedges, è già diventata una teocrazia distopica.
Il regime israeliano, anche per gli osservatori d’orientamento socialdemocratico (storicamente vicini al laburismo sionista), dall’ottobre 2023 ha gettato la maschera, disvelando al mondo la propria natura: uno Stato fascista, raccogliendo la definizione socio-criminologica che gli storici danno dello Stato razzialista costruito da Mussolini.
Le notizie che la stampa non allineata (comprese le fonti arabe ed iraniane) dà dai territori occupati della Cisgiordania, fin dai primissimi giorni dell’agosto 2026, sono drammatiche. Leggiamo, solo per menzionare un esempio, Radio IRIB: “Le forze sioniste hanno fatto irruzione nelle località di Bal’a, a est di Tulkarem, e di Al-Zababdeh, a sud di Jenin, in Cisgiordania. Anche il villaggio di Beit Dajan, a est di Nablus, è stato preso di mira dalle forze del regime occupante sionista.
Le truppe del regime sionista hanno inoltre fatto irruzione nel campo profughi di Al-Fawwar, in Cisgiordania. Un’altra incursione ha interessato la località di Deir Ghazaleh, a est di Jenin, nel nord della Cisgiordania. Secondo fonti locali, all’ingresso del villaggio i militari sionisti hanno arrestato diversi giovani palestinesi. Fonti di stampa hanno inoltre riferito di un bombardamento di artiglieria del regime sionista contro Deir al-Balah, nel centro della Striscia di Gaza. L’emittente Al Mayadeen ha infine riferito di un attacco aereo del regime sionista contro le alture di Ali al-Taher, nei pressi della città di Nabatieh, nel Libano meridionale.” 1
I musulmani sciiti, nei loro organi di stampa, parlano di “cospirazione sionista”, ciò nonostante Israele ha un progetto che va ben oltre la costruzione della “Grande Israele”: riposizionare Tel Aviv come nuova Cartagine nel bacino del Mediterraneo, costruendo la “Super Sparta” ovvero una dittatura imperialista capace d’aggredire un grande Paese come la Turchia o, perfino, sfidare l’egemonia dell’imperialismo carolingio (franco-tedesco) della Ue.
Nonostante il sionismo non si presenti come un blocco monolitico, nell’adesione all’ideologia neocoloniale e razzista, i partiti israeliani sono tutti uguali: menzionando una fonte interna, il quotidiano Haaretz, in questi giorni un movimento giovanile che si definisce socialista-sionista, starebbe valutando di insediarsi nella Valle del Giordano, espellendo le popolazioni autoctone, per garantire alle forze di occupazione una presenza di “sinistra” in Cisgiordania. Non abbiamo soltanto i coloni dichiaratamente neonazisti, ma attenendoci ad una disamina storica più approfondita furono proprio i laburisti, nel 1967 attraverso il Piano Allon, ad accelerare la costruzione d’uno Stato d’apartheid dove la pulizia etnica è stata istituzionalizzata. Leggiamo un’interessante osservazione dell’attivista Agnese Boffano, pubblicata dal giornale “Invicta Palestina”, testata sempre ben documentata: “L’iniziativa solleva anche una questione più ampia, ovvero se il rifiuto della violenza dei coloni sia sufficiente a distinguere un insediamento apparentemente progressista dall’impresa stessa degli insediamenti.” 2
Parlare dell’esistenza del sionismo “di sinistra” equivale ad attribuire dignità politica al fascismo sansepolcrista o, peggio ancora, alle Squadre d’Assalto (SA) hitleriane eliminate dalle SS durante la “notte dei lunghi coltelli” (1934). Il sionismo, ideologia imperialista radicata nella transizione al “capitalismo della sorveglianza”, è l’epicentro d’una dittatura globalista mondiale.
Il nuovo fascismo israeliano
Qual è l’involucro ideologico che tiene insieme i crimini di IDF e Mossad a Gaza con la violenza neonazista dei coloni (compresi quelli di “sinistra neoliberale”) in Cisgiordania? Leggiamo da un articolo del Premio Pulitzer Chris Hedges, intitolato “Israele e l’ascesa del fascismo ebraico”: “Itamar Ben-Gvir, del Partito ultranazionalista Otzma Yehudit, “Potere Ebraico”, sarà il nuovo Ministro della Sicurezza Interna. Otzma Yehudit è popolato da membri del Partito Kach del Rabbino Meir Kahane, a cui è stato vietato di candidarsi alla Knesset nel 1988 per aver sposato una “ideologia di tipo nazista” che includeva il sostegno alla pulizia etnica di tutti i cittadini palestinesi di Israele e di tutti i palestinesi che vivono sotto l’occupazione militare israeliana. La sua nomina, insieme a quella di altri ideologi di estrema destra, tra cui Bezalel Smotrich, a responsabile dei Territori Palestinesi Occupati, elimina di fatto la vecchia retorica che i sionisti liberali usavano per difendere Israele, che è l’unica democrazia del Medio Oriente, che cerca una soluzione pacifica con i palestinesi in una soluzione a Due Stati, che l’estremismo e il razzismo non hanno posto nella società israeliana e che Israele deve imporre forme drastiche di controllo sui palestinesi per prevenire il terrorismo.” 3
Israele è uno Stato fascista avendo dichiarato guerra agli ideali di democrazia solidale cristallizzati durante la Rivoluzione francese e le successive rivoluzioni liberali, chiarito ciò quando l’entità sionista passerà dall’intimidazione all’assassinio mirato delle sue dissidenze interne (perlopiù attivisti del Partito Comunista, giornalisti non allineati e storici antifascisti) potremmo parlare, in termini socio-criminologici, di dittatura nazista.
Il premier Netanyahu, dopo l’ottobre 2023, ha superato ideologicamente il neoconservatorismo USA per abbracciare, senza vergogna, il nazismo. Figlio di Benzion Netanyahu, segretario personale di Vladimir Jabotinsky, il suo intento è quello di costruire un impero ebraico-sionista alleandosi strategicamente coi “nazionalisti-integralisti” ucraini e minacciando l’Eurasia. Israele, in quanto “stato etnicamente omogeneo”, a detta di molti storici (es. Ilan Pappe) non ha il diritto d’esistere.
L’aumento sistematico della violenza in Cisgiordania corrisponde alla progressiva fascistizzazione della società israeliana, indottrinata al Talmud babilonese; con cinismo e nell’indifferenza, i rabbini d’estrema destra considerano i “non ebrei” come “animali parlanti” disumanizzando le popolazioni musulmane. Tutto ciò in criminologia prende il nome di “dissociazione morale”, permettendo ai politologi coscienziosi di procede con l’accostamento fra l’odierno “Stato sionista” e la Germania nazista; non si tratta d’uno slogan politico, ma d’una attenta disamina criminologica.----
Il brutale annichilimento dell’eroico popolo palestinese, giustificato dalla subordinazione dei governi europei alle diverse lobby sioniste (Zionist Power, per dirla col sociologo marxista James Petras), può essere fermato soltanto in un modo: con la vittoria militare della Resistenza antimperialista iraniana-sciita, la quale ha sancito la morte cerebrale del mondo unipolare. Il socialismo come necessità storica.
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