
Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, durante il question time in Senato...
Vertice a Palazzo Chigi. Escalation in Arabia, il contingente si sposta
Riunione tra Crosetto, Mantovano e i vertici militari “Uomini e mezzi via dai luoghi meno sicuri”.
L’escalation della minaccia Houthi spinge il Governo a ridefinire la mappa della presenza militare nel Golfo Persico.
È il dossier finito al centro di un vertice ad altissimo livello convocato ieri a Palazzo Chigi, alla presenza del ministro della Difesa Guido Crosetto, del sottosegretario alla presidenza con delega ai servizi di sicurezza Alfredo Mantovano e dei vertici di Forze armate e intelligence. Un incontro decisivo per fare il punto sui principali scenari di crisi, ma soprattutto per analizzare l’ultimo report stilato dalla Difesa e richiesto dallo stesso Crosetto a seguito dell’attacco subito dalla base saudita di Ta’if, in cui è andato distrutto un caccia italiano.La priorità assoluta resta la sicurezza dei nostri militari sul campo. Le verifiche sui rischi reali stanno portando a una rimodulazione dei contingenti italiani nel Golfo: tra le opzioni al vaglio, la decisione più probabile indicherebbe una “movimentazione di militari” verso territori più sicuri – senza escludere riposizionamenti all’interno dello stesso territorio saudita –, ipotesi ritenuta preferibile rispetto a una riduzione tout court del contingente.
Del resto, le norme consentono il ridislocamento delle truppe in qualsiasi momento. L’Italia mantiene una struttura operativa articolata nell’area: oltre alla Task Force Arabia di stanza nell’hub di King Fahd – finito nel mirino dei miliziani yemeniti –, il nostro Paese è impegnato in Kuwait, Bahrein e negli Emirati Arabi Uniti. In queste ore si valuta lo spostamento dei tre caccia Eurofighter rimasti operativi dopo l’ultimo raid, del velivolo radar Gulfstream Caew (tra i più costosi della flotta aerea), del sistema missilistico di difesa terra-aria Samp-T di nuova generazione abbinato al radar Kronos Grand Mobile High Power dislocato a King Fahd, fino al sistema d’arma Skynex nel Golfo.---
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