Pubblichiamo la relazione che la Presidente Buimpe Diombelay ha svolto a Kinsasa, Repubblica Democratica del Congo, il 1 agosto 2026 e ha ci consegnato per “Cavallo di Fuoco”.
---Permettetemi innanzitutto di ricordare una verità fondamentale: un popolo che dimentica la propria storia diventa vulnerabile a ogni forma di manipolazione. Per questo la memoria storica costituisce un’arma essenziale nella lotta contro il fascismo, l’oppressione e tutte le ideologie che cercano di distorcere la realtà per dominare i popoli.
Il nostro tema, “La memoria storica come arma antifascista”, ci invita a riflettere sull’importanza della conoscenza del passato nelle lotte del presente e nella costruzione del futuro.
Il fascismo spesso prospera in un ambiente dominato dall’ignoranza. Cerca di cancellare le lezioni della storia, falsificare i fatti e riscrivere gli eventi per i propri interessi. Quando le persone perdono la memoria delle proprie lotte, dei propri sacrifici e delle proprie vittorie, diventano più facili da manipolare.
La memoria storica non è semplicemente un ricordo del passato. È una coscienza viva. Ci permette di comprendere da dove veniamo, cosa hanno affrontato i nostri predecessori e perché certe conquiste sociali, democratiche e umane abbiano richiesto sacrifici così immensi.
La storia umana è segnata da lotte contro lo sfruttamento, il colonialismo, la schiavitù, il razzismo, il sessismo e ogni forma di dominio. Milioni di donne e uomini hanno dato la loro energia, la loro libertà e talvolta la loro vita per difendere la dignità umana. Dimenticare queste lotte significherebbe abbandonare l’eredità che ci hanno lasciato.
Il fascismo spesso cerca di banalizzare i crimini del passato. Minimizza la violenza, giustifica la discriminazione e a volte presenta persino gli oppressori come eroi. Di fronte a ciò, il nostro dovere è preservare la verità storica. Pertanto, dobbiamo trasmettere alle nuove generazioni una comprensione veritiera e rigorosa degli eventi, affinché possano riconoscere i segnali premonitori dell’autoritarismo e dell’odio.
La memoria storica ci insegna che i diritti di cui godiamo oggi non sono mai stati concessi gratuitamente. Sono il frutto di lunghe lotte e di continue mobilitazioni popolari. Il diritto all’istruzione, il diritto di voto, i diritti dei lavoratori, i diritti delle donne e le lotte per l’indipendenza nazionale e l’uguaglianza sono stati conquistati attraverso la resistenza collettiva.
Per i popoli africani, la memoria storica riveste un’importanza particolare. Il nostro continente porta i segni della schiavitù, della colonizzazione e di numerose forme di dominazione esterna. Ma porta anche l’eredità di un’eroica resistenza. I nostri antenati non hanno mai smesso di lottare per la loro dignità e la loro libertà.
Conoscere questa storia rafforza la nostra fiducia nelle nostre capacità collettive. Ci ricorda che i popoli africani non sono mai stati semplici vittime della storia; sono stati anche protagonisti coraggiosi e determinati.
La memoria storica svolge inoltre un ruolo fondamentale nella lotta contro la disinformazione. Oggi, i social media e alcuni organi di informazione consentono la rapida diffusione di narrazioni false. Quando comprendiamo la nostra storia, siamo meglio attrezzati per distinguere i fatti dalla manipolazione.
La storia diventa quindi uno strumento di vigilanza civica.
L’antifascismo non è solo una reazione a una minaccia immediata. È anche un processo continuo di trasmissione. Ogni generazione ha la responsabilità di tramandare alla successiva gli insegnamenti delle lotte passate. Libri, testimonianze, archivi, commemorazioni e divulgazione scientifica svolgono un ruolo fondamentale in questa missione.
Anche le donne occupano un posto centrale in quest’opera di memoria. Troppo spesso, il loro contributo è stato reso invisibile dalle narrazioni ufficiali. Eppure, hanno partecipato a lotte di liberazione, movimenti sociali, lotte per l’uguaglianza e lotte di resistenza contro varie forme di oppressione. Preservare la memoria delle donne combattenti è una questione di giustizia storica.
La memoria storica è anche una forza unificante. Ci ricorda che le nostre vittorie sono state spesso conseguite attraverso la solidarietà. Quando impariamo a conoscere le esperienze di altri popoli, scopriamo aspirazioni condivise di libertà, giustizia e dignità.
Questa consapevolezza favorisce la cooperazione tra i movimenti progressisti di tutto il mondo.
Tuttavia, la memoria non deve essere una mera celebrazione del passato. Deve guidare l’azione nel presente. Ricordare ha senso solo se ci aiuta a comprendere meglio le sfide attuali e a costruire un futuro migliore.
La memoria storica ci insegna che il fascismo non nasce mai dal nulla. Si sviluppa in contesti caratterizzati da disuguaglianza, crisi sociali, paura e disinformazione. Avanza quando i cittadini abbandonano il pensiero critico e quando la solidarietà viene meno. Per questo la conoscenza della storia è un vero strumento di prevenzione.
Essere antifascisti significa difendere la verità dalle menzogne. Significa proteggere la memoria dall’oblio. Significa tramandare le esperienze di resistenza affinché gli errori del passato non si ripetano.
Dobbiamo incoraggiare i giovani a interessarsi alla storia, a leggere, a interrogarsi e ad analizzare.
Un giovane consapevole del proprio patrimonio storico è meglio preparato a difendere i valori democratici, la giustizia sociale e i diritti umani.
Dobbiamo inoltre preservare i luoghi della memoria, raccogliere le testimonianze degli anziani e celebrare le storie dei combattenti per la libertà.
Ogni storia salvata dall’oblio è una vittoria contro coloro che cercano di cancellare le tracce delle lotte popolari.
La memoria storica è molto più di un semplice sguardo al passato. È una bussola per il presente e una luce per il futuro. Ci ricorda le sofferenze che l’umanità ha patito, ma anche la sua straordinaria capacità di resistere e di risorgere.
- Di fronte al fascismo, opponiamo la memoria.
- Di fronte alla falsificazione, opponiamo la verità.
- Di fronte all’oblio, opponiamo il tramandare.
- Di fronte all’odio, opponiamo la solidarietà.
Perché un popolo che conosce la propria storia è un popolo che protegge la propria libertà. Un popolo che preserva la propria memoria è un popolo che resiste alla manipolazione. E un popolo che tramanda le proprie lotte prepara le vittorie di domani.