giovedì 9 luglio 2026

Roberto Pecchioli x Maurizio Blondet - L’arco costituzionale europeo

 


L’arco costituzionale europeo

Roberto Pecchioli
Lasciate che per una volta lo scrivano deponga il fioretto e impugni lo spadone: quando ci
vuole, ci vuole. Ricordate il cosiddetto arco costituzionale, lo ius primae noctis eretto per.....
un duplice obiettivo, dare piena legittimazione al PCI finanziato dall’URSS ed escludere il
Msi da alleanze , interlocuzione istituzionale, agibilità politica ? L’alibi era distinguere chi
aveva partecipato alla stesura della costituzione da chi non aveva potuto farlo. L’assemblea
costituente venne eletta quando il Msi non era stato ancora fondato. Lo stratagemma
funzionò per decenni e venne fatto saltare da Silvio Berlusconi. Oggi l’arco costituzionale –
in assenza di uno straccio di costituzione ! – è risorto a Bruxelles, nei mefitici palazzi delle
istituzioni europee. L’inutile eurocamera ha votato a larga maggioranza – 414 voti
favorevoli, 224 contrari e 18 astensioni. un’indagine contro il gruppo parlamentare ESN –
Europa delle Nazioni Sovrane- al fine di verificare , attraverso un organo tutt’altro che
indipendente, l’Autorità per i Partiti e le Fondazioni Politiche –APPF – se la formazione
accusata sia “ conforme ai valori dell’UE e rispetti le condizioni per la registrazione e il
finanziamento previste dal regolamento sullo statuto e sul finanziamento dei partiti politici
europei”.
L’iniziativa è la prima del genere. Nella lingua di legno dei burocrati democratici,
illuminati, aperti e tolleranti, bisogna accertare se i cattivoni dell’ESN – uno è l’italiano
Vannacci- “rispettino i valori fondamentali dell’Ue, quali la democrazia, lo Stato di diritto e
i diritti umani, requisito necessario per la registrazione come partito politico europeo,
conformemente alla procedura prevista dall’articolo 13 del regolamento”. La procedura è
stata richiesta dai gruppi di sinistra e estrema sinistra di Bruxelles “a seguito di un
rapporto di trecento pagine pubblicato dall’APPF che descrive dettagliatamente le
violazioni dei valori fondamentali dell’Ue da parte dell’Esn”. Tombola: chi giudicherà è lo
stesso che ha avviato l’indagine. Devono essere questi i valori europei. La posta in gioco è
sottrarre a ESN i finanziamenti che spettano alle forze politiche votate dai cittadini, ma
non conformi alla democratura europea. Democratura (sintesi di democrazia e dittatura) è
il termine coniato dallo scrittore Eduardo Galeano e dal saggista Predrag Matvejevic per
indicare regimi che mantengono solo l’apparenza della democrazia.
L’obiettivo – in attesa di vietare direttamente i partiti non allineati ai “valori dell’UE” – è
sottrarre loro i finanziamenti, spesso l’unico apporto economico per chi non appartiene al
cerchio magico del sistema. Altri si finanziano agevolmente attraverso le fondazioni
miliardarie ( Soros, Ford, Rockefeller, Bill Gates e simili) le generose dazioni del mondo
economico e finanziario, i mille rivoli del clientelismo nazionale ed europeo. Le vestali
della democratura parlano con ispirati accenti di “nessuna tolleranza per gli intolleranti”,
di “soldi europei che non possono finire nelle casse di organizzazioni neofasciste che
attaccano l’uguaglianza e i diritti umani”. Mettono poi le mani avanti – excusatio non
petita, accusatio manifesta – asserendo che “la questione non è censurare posizioni
controverse, ma evitare che denaro pubblico dei contribuenti italiani ed europei finanzi
formazioni che promuovono posizioni contrarie alla Costituzione e alla Carta Europea dei
Diritti Fondamentali.”
Quale costituzione, che non c’è- esistono solo dei Trattati- quale attentato alla Carta dei
Diritti da parte di chi si presenta alle elezioni nonostante trappole di ogni genere, consegue
voti e partecipa ai lavori dell’Eurocamera conformemente ai pur restrittivi regolamenti?
Stupisce, ma non troppo, il voto favorevole all’indagine di Forza Italia, partito delle libertà
ai tempi del fondatore, i cui eredi, Marina e Piersilvio, sono assai diversi da chi li ha resi

ricchi e potenti. FI sottolinea di appartenere a “una famiglia politica fondata su libertà,
democrazia, dignità della persona, Stato di diritto e rifiuto di ogni totalitarismo. Non
contamineremo mai i nostri valori con quelli dell’estremismo radicale neonazista. La difesa
dei valori della libertà non è negoziabile”. Doppia tombola: non solo la tedesca Alternative
fuer Deutschland – il cui programma è liberal liberista- ma anche Vannacci è nazista. Un
ottimo viatico per eventuali alleanze.
Il punto è la trasformazione in democratura delle istituzioni e delle prassi politiche, non
disdegnando l’utilizzo del potere giudiziario contro gli avversari. E’ finita l’epoca in cui
Ortega y Gasset poteva affermare che il liberalismo è la teoria che difende le minoranze,
anche le più deboli. L’arco costituzionale senza costituzione è stato eretto e un nuovo muro
divide i Buoni, Giusti, Progressisti dagli altri. Nulla di nuovo: era il progetto di un liberale
di ferro, Karl Popper, cantore della Società Aperta, chiusa a tripla mandata a chi non ne
condivide i principi. La tolleranza vale all’interno del cerchio ed è stabilita, praticata o
revocata dall’alto, avendo cura di chiudere prima i rubinetti economici dei reprobi. E’ ciò
che accade in Germania, in Inghilterra contro Farage e in Francia contro Marine Le Pen,
accusata con di avere speso fondi europei in modo non conforme ai regolamenti,
condannata per impedirle di candidarsi alla presidenza della repubblica . E’ probabile che
le accuse siano in parte fondate, ma “ così fan tutti”. Solo alcuni, tuttavia, finiscono sotto la
lente giudiziaria. Se sei fuori dall’arco costituzionale e non hai il passaporto per varcare le
mura di Babilonia, sei fritto.
In Italia ci siamo abituati. Alcuni possono manifestare in modo violento o senza rispettare
le regole vigenti e non accade nulla. Altri devono subire, oltre alle restrizioni, le
contromanifestazioni ostili. Senza contare ciò che viene pubblicato sulle reti (a)sociali. La
responsabile LGBT del comune di Genova, dall’alto dei 156 mila euro incassati per il duro
lavoro, posta la foto di un topo di fogna paragonato agli avversari. Faccia pure, certe prese
di posizione descrivono gli autori, non i bersagli, ma la smettano di berciare contro “ i
discorsi di odio”. Lo slogan di chi si prepara a contestare una manifestazione politica nella
stessa città è “restiamo umani”, negando la condizione di uomini alla parte opposta.
Gentile, sobrio, democratico. A chi scrive non fa né caldo né freddo; mia zia usava dire “ a
cavallo bestemmiato luccica il pelo”. Conosco lorsignori e lorcompagni, non ho illusioni
sull’atteggiamento della massa dei sedicenti benpensanti, moderati e conformisti, ai quali
ricordo ( ma che glielo dico a fare ?) Carl Schmitt, la sua distinzione tra amico e nemico e la
categoria di “nemico assoluto”, disumanizzato, demoniaco, contro cui tutto è lecito ,
descritta nella Teoria del Partigiano. Uno dei corollari è che se qualcuno ti considera
nemico e si comporta come tale, devi prenderne atto senza illusioni.
L’iniziativa del simil parlamento europeo ha il pregio della chiarezza: il nuovo arco
costituzionale comprende la sinistra più estrema , non sovranisti, populisti e patrioti. Una
medaglia al valore. Il metodo dell’esclusione è tipicamente usuraio: la chiusura dei
legittimi finanziamenti per emarginazione in base a criteri morali (moralità invertita !)
simile alle sanzioni che affamano i popoli, la guerra vigliacca, volgare, il linguaggio e la
prassi degli strozzini. Il finale è rendere illegale- la democatura compiuta- chi dissente
dalla narrazione dominante. E’ l’ora di prenderne atto, di esibire fieramente la diversità e
soprattutto di riconoscere che non stiamo combattendo una normale, per quanto accanita,
battaglia politica, ma ci confrontiamo con un nemico – diamogli il suo nome- che non farà
prigionieri se non verrà fermato dalla volontà popolare. Gramsci odiava gli indifferenti: la
democrazia moderna è fondata sull’indifferenza di massa. Verremo sconfitti dai
conformisti, non dai nemici. Credono a tutto, accettano tutto, pensano addirittura che il
potere voglia il loro bene. Prima o poi l’arco costituzionale cadrà anche sulle loro teste.

Maurizio Blondet - Forza Italia vota con la Sinistra contro il gruppo europeo di Vannacci...

 

U.M: "A Strasburgo è caduta la maschera". Iniziata una "guerra Eu"verso-ENS...vi invito a non perdere di leggere il contenuto. Grazie.

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Il Parlamento europeo ha dato il via libera a una verifica contro ESN – Europa delle Nazioni Sovrane, il gruppo europeo di cui fa parte Roberto Vannacci.
Un gruppo che difende ciò che a Bruxelles dà più fastidio:
sovranità nazionale, identità dei popoli, libertà di pensiero, sicurezza dei confini e diritto delle nazioni a non farsi commissariare dai burocrati.

mercoledì 8 luglio 2026

TASS - La Russia ha colpito i centri logistici e i siti di trasporto dell'esercito ucraino nelle ultime 24 ore.


Nelle ultime 24 ore, l'esercito ucraino ha perso circa 1.450 soldati negli scontri con le forze russe in tutte le zone del fronte.

MOSCA, 8 luglio. /TASS/. Nelle ultime 24 ore, le truppe russe hanno colpito centri logistici e infrastrutture di trasporto dell'esercito ucraino, nonché postazioni nemiche, nell'ambito di un'operazione militare speciale in Ucraina, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa russo.

Partito Comunista di Unità Popolare - Unità e costruzione del Partito! Pubblichiamo la relazione del Segretario nazionale del PCUP

 

Unità e costruzione del Partito! Pubblichiamo la relazione del Segretario nazionale del PCUP al Comitato Centrale dello scorso 28 giugno 2026 a Roma, tenutasi presso l’Associazione “Enrico Berlinguer”. La relazione, messa ai voti, è stata approvata con una astensione.

di Fosco Giannini Segretario nazionale PCUP

Care compagne e cari compagni del Comitato Centrale del PCUP,

vorrei innanzitutto ringraziarvi di cuore e senza retorica per essere qui, oggi, a Roma, in questa domenica 28 giugno caldissima e afosa, a vivere ed essere protagonisti del nostro dibattito, venendo da lontano, da ogni parte d’Italia, da Udine a Reggio Calabria, in uno spirito di sacrificio che è un segno positivo ed importante di adesione al nostro Partito.

BYOBLU - Giorgia Meloni al vertice NATO di Ankara: ecco cosa ha detto

La premier in conferenza stampa su difesa, Ucraina, Iran e truppe USA in Europa.
Byoblu·51 min fa

Si è concluso oggi ad Ankara il vertice della NATO, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha tenuto una conferenza stampa nella quale ha illustrato la posizione italiana sui principali dossier affrontati nell’incontro. Un vertice definito «breve ma intenso», che secondo Meloni ha confermato «un’alleanza unita, consapevole delle sfide che ha di fronte, determinata a rafforzarsi».

AntiDiplomatico - "Aggressione palese": L'Iran risponde al pesante attacco USA e blinda lo Stretto di Hormuz

 

 AntiDiplomatico  08 Luglio 2026 08:30

La scorsa notte ha segnato un drammatico punto di svolta nelle tensioni nel Golfo Persico, con l'avvio di una massiccia operazione militare statunitense e la fulminea controrisposta iraniana.

 Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato che le operazioni sono scattate martedì, in reazione diretta ai recenti attacchi contro tre navi mercantili in transito nello strategico Stretto di Hormuz, azioni che Washington ha esplicitamente attribuito a Teheran, nonostante il governo iraniano abbia mantenuto una linea di ambiguità senza confermare né smentire il proprio coinvolgimento.

Stilum Curiae/Marco Tosatti - “Stiamo morendo, ma a nessuno importa.”

 

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae , vi proponiamo alcune riflessioni su quanto sta accadendo in Medio Oriente, con la complicità attiva del nostro governo, dei nostri media e delle lobby finanziarie filo-israeliane che governano e influenzano entrambe le parti. Buona lettura e condividete.

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Il primo è questo post di Instagram. Racconta la storia del dottor Abu Safiya, pediatra e direttore di un ospedale a Gaza, arrestato 556 giorni fa senza accuse specifiche, torturato, picchiato e ora in fin di vita nelle cosiddette prigioni democratiche israeliane, dove alla Croce Rossa non è consentito l'accesso. Clicca   sul link per guardare il video.

martedì 7 luglio 2026

Partito Comunista di Unità Popolare - L’UTILIZZO DELLA GOLDEN POWER SAREBBE UNA DOVEROSA APPLICAZIONE DELLA COSTITUZIONE

 

Il piano industriale Stellantis di Elkan è un progetto di deindustrializzazione per l’Italia. Il governo può e deve intervenire sul controllo di Stellantis per impedire il declino industriale. La golden power è lo strumento applicabile dal governo.

Di Leonardo Locci responsabile Lavoro Piemonte, del Comitato Centrale PCUP

L’UTILIZZO DELLA GOLDEN POWER SAREBBE UNA DOVEROSA APPLICAZIONE DELLA COSTITUZIONE

Il piano industriale Stellantis presentato a Detroit il 21 maggio scorso rappresenta una condanna alla deindustrializzazione ed emarginazione del ruolo dell’Italia nel settore automotive sul piano internazionale. Infatti, i 60 miliardi di euro di investimenti previsti fino al 2030 e i progetti di sviluppo produttivo e commerciale sono destinati prevalentemente agli Stati Uniti, alla Spagna, alla Francia, al Marocco e all’Algeria.

ANTIDIPLOMATICO - 07 Luglio 2026 17:49 / Da Mosca su Kiev la risposta russa al vertice NATO a Ankara.


di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico

Si racconta che, affranto per la caduta di Konstantinovka e le massicce incursioni di droni e missili russi su Kiev degli ultimi giorni, Vladimir Zelenskij abbia dato in escandescenze. Il nazigolpista-capo era affranto non tanto per le vittime dei bombardamenti, quanto per il repentino mutamento di clima strategico attorno all'Ucraina in vista del vertice NATO del 7-8 luglio. Non appaia strano che le indiscrezioni sulla crisi isterica di Zelenskij provengano dall'entourage del sindaco di Kiev Vitalij Klichkò, non nuovo alle uscite, quasi sempre puntuali e appropriate, contro el jefe de la junta. È stato dunque proprio Klichkò a riferire che Zelenskij aveva perso le staffe al punto da diventare più rauco del suo solito, imprecando contro il comandante in capo Aleksandr Syrskij e il ministro della guerra Mikhail Fëdorov. Pare che l'isteria fosse degenerata a tal punto che si fossero dovuti allertare i medici, dato che Zelenskij stava soffocando per la rabbia. Questo non gli ha impedito di tornare a ripetere che i paesi UE e NATO dovrebbero condividere con l'Ucraina le tecnologie per la produzione di missili: «L'Europa deve smettere di essere negligente in questo senso» ha detto el jefe al Financial Times; «Deve condividere la tecnologia e le capacità industriali con altri Paesi, perché i Patriot non saranno mai sufficienti per tutti». Signorsì, rispondono prontamente da Bruxelles.


Indiscrezioni, certo, quelle di Klichkò; non dissimili, però, da quelle, di segno opposto, diffuse dai laudatori italici del nazigolpismo di Kiev, tra cui si distinguono sempre i sanfedisti euro-atlantisti de Linkiesta, arrivati a esaltare una presunta «lezione di Zelensky all’Europa su come si tratta con Trump», data dal «contrasto tra la fermezza del presidente ucraino e le esitazioni dell’Ue». In cosa consisterebbe tale “fermezza”? Semplice: alla vigilia «del delicato vertice Nato di stasera ad Ankara», scrive il 7 luglio il signor Francesco Cundari, «con tutte le incognite e le preoccupazioni legate all’imprevedibilità e direi anche all’instabilità di Donald Trump, c’è almeno un punto fermo da cui non si può prescindere: l’Ucraina ha conquistato l’iniziativa e una posizione di crescente vantaggio nei confronti della Russia». Più avanti vedremo in cosa consista tale “vantaggio” che, a detta dei torquemadisti usi a magnificare i nazigolpisti, avrebbe «consentito all’Ucraina di resistere al voltafaccia americano e alle esitazioni europee, inventando e producendo da sé quasi tutto quello di cui aveva bisogno per difendersi e contrattaccare (e spiega anche perché lo sclerotizzato regime putiniano ben difficilmente potrà tenere il passo)». In sintesi, tacendo sulla produzione di armi per l'Ucraina disseminata tra le più varie industrie europee, il panegirico dovrebbe servire a esaltare l'ennesima predica che Zelenskij si appresta a declamare a Ankara, bacchettando gli “alleati” per una certa “noncuranza” con cui si atteggiano alla questione ucraina e a ribadire due punti fermi: la Russia è in fin di vita, dato che non ha più missili, e si diano altri miliardi alla junta di Kiev. In altri termini, Zelenskij potrebbe addirittura risparmiarsi il tour questuante in Turchia: hanno già elemosinato per lui i furfanti guerrafondai de Linkiesta.

Peccato che, da Kiev, il colonnello Roman Kostenko, segretario del Comitato difesa della Rada, constati che le forze ucraine continuano a perdere costantemente il territorio sotto il loro controllo, il che contraddice la narrazione promossa dalla TV ucraina riguardo a una "svolta al fronte". Il massimo che si possa dire, afferma Kostenko, è un «miglioramento della nostra posizione e delle nostre tattiche di combattimento». Le forze russe, dice, hanno iniziato a prendere il controllo di un numero inferiore di territori a maggio rispetto ai periodi precedenti; ma «il nemico continua a impadronirsi del nostro territorio... dobbiamo essere realistici e capire che il nemico non ha perso l'iniziativa; sta avanzando e continua a conquistare più territorio di quanto noi lo stiamo liberando».

Fa eco indiretto dagli USA la consigliera per gli affari esteri ed ex sottosegretaria alla difesa, Celeste Wallander, la quale assicura che, come prima, i russi hanno ancora molti soldi per i missili: gli ultimi attacchi a Kiev dimostrano che la Russia ha imparato a eludere le sanzioni occidentali e conserva la capacità di produrre missili in massa. Purtroppo, dice Celeste, «nelle ultime due settimane, abbiamo visto questa macchina militare continuare a produrre missili balistici e da crociera di alta gamma, oltre a numerosi droni» e l'unico modo per costringere il Cremlino a ridimensionare l'operazione speciale è quello di esercitare pressione sull'economia russa, dato che Putin «ha bisogno di denaro per mantenere la macchina militare».
Intanto, comunque, il corrispondente di guerra Aleksandr Kots riporta su Komsomol'skaja Pravda quanto constatato dai siti ucraini più seguiti a proposito dell'ultimo attacco russo su Kiev: «Uno degli attacchi peggiori che si ricordi... Non è stato abbattuto un solo missile balistico o “Tsirkon”. In effetti, il Ministero della difesa russo ha reso noti gli obiettivi colpiti a Kiev la notte del 6 luglio e le riprese delle ripetute detonazioni confermano che sono stati colpiti obiettivi militari, con depositi di materiali esplosivi, e non “garage vuoti” o edifici residenziali, dato che depositi e fabbriche di armi sono stati scientemente dislocati nelle aree cittadine. Sono state così centrate fabbriche di droni a lungo e medio raggio e radar, veicoli blindati, testate per droni, istituti di ricerca per sistemi di controllo del tiro, contromisure optoelettroniche, sistemi di navigazione. È dunque evidente, scrive Kots, che l'intelligence russa abbia operato in modo capillare, nell'individuazione dei punti esatti da colpire. Inoltre, secondo i dati ufficiali ucraini, la notte del 2 luglio la difesa aerea ha abbattuto solo 4 dei 24 missili balistici “Iskander-M/S-400” e nessuno dei 4 “Tsirkon” e le cose non sono andate meglio il 6 luglio. Soprattutto, le massicce e ripetute detonazioni secondarie significano che siano stati colpiti i depositi dei prodotti finiti, tra gli “edifici residenziali”. Basterebbe ricordare l'attacco agli studi cinematografici “Dovženko” a Kiev, dopo il quale giornalisti ucraini avevano casualmente rinvenuto una pila di ali per droni FP-2 tra le macerie di un "camerino". Oggi è difficile concentrare la produzione di armi in un unico luogo e Kiev cerca di frammentare gli impianti e distribuirli in diverse aree cittadine. 

Un duro colpo per Kiev, insomma. Zelenskij non aveva certo intenzione di presentare un'immagine simile al vertice NATO: proprio nella nottata precedente 625 droni sono stati lanciati sul territorio russo e il nazigolpista avrebbe mostrato la mano tesa con un asso nella manica: "Guardate, signori, in cambio delle vostre sterline e euro, colpisco i depositi di petrolio russi. Datemi altri soldi”. Ma, dei 625 droni, 613 non sono arrivati a destinazione. Un vero peccato! Proprio ora, dopo che negli ultimi tre mesi, afferma l'esperto militare Vladislav Šuryghin, la guerra dell'informazione era andata eccezionalmente bene per Kiev: gli attacchi in profondità contro la Russia e le raffinerie erano stati accolti con tale plauso nella UE, che Kiev e il partito della guerra in Europa erano riusciti a creare l'immagine di una svolta vittoriosa nel conflitto. Tutto era predisposto affinché a Ankara venissero presentate a Trump "prove inconfutabili" dell'imminente collasso della Russia, e che quindi fosse giunto il momento di modificare la posizione degli Stati Uniti, apparentemente quasi "neutrale", quantunque tutti sappiano, dice Šuryghin, che gli americani sostengono pienamente l'Ucraina, con servizi di intelligence, comunicazioni e vendite di armi finanziate dalla UE.  
Invece, ecco l'attacco a Kiev, stravolgendo l'usuale ritmo degli attacchi russi, è mirato a «rovinare il contesto dell'incontro tra Zelenskij e Trump» in Turchia, afferma il politologo ucraino Ruslan Bortnik. Un attacco senza precedenti per tipologia e tempistica, due o tre giorni dopo l'attacco precedente; non dopo una settimana, due settimane o dieci giorni, quale era il ritmo degli attacchi russi. L'attacco attuale, afferma Bortnik, è «chiaramente un tentativo di influenzare il vertice NATO in Turchia... La Russia ha esposto la propria tesi su come intende por fine alla guerra... dimostrando la propria forza e dicendo: “Abbiamo il controllo della guerra”».

In effetti, Moskva sta cambiando l'approccio agli attacchi su Kiev e altre città ucraine, dichiara il generale russo a riposo Leonid Rešetnikov. Pare che sia stata presa la decisione di colpire con più sistematicità: «è una sorta di dimostrazione di forza per la NATO, e anche loro dovrebbero trarne delle conclusioni: un cambiamento di tattica militare». Non a caso, la scorsa settimana, il portavoce presidenziale Dmitrij Peskov aveva detto che «È in corso una vera guerra... tutto è iniziato come un'operazione militare speciale. Continua come una guerra perché alle spalle di Kiev ci sono Berlino, Parigi, L'Aia, Oslo e, purtroppo, Washington».
Guarda caso, proprio in questi giorni, il ministro della difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz ha reso noti alcuni dati sulle armi trasferite all'Ucraina dal 2022. Solo nel biennio 2022-2023, il valore stimato è di circa 15 miliardi di zloty. Tra le forniture, figurano carri armati T-72, PT-91 e Leopard; blindati trasporto truppe; lanciamissili, MANPADS, cannoni semoventi e mortai; droni; aerei MiG-29 ed elicotteri Mi-24; sistemi di difesa aerea; munizioni per artiglieria e carri armati; armi leggere. Nel 2024-2026, sono stati forniti missili Patriot, sistemi missilistici, bombe guidate, munizioni per lanciagranate, equipaggiamento e pezzi di ricambio per aerei, radar di difesa aerea, munizioni per artiglieria e carri armati, per un totale di 412 milioni di dollari. «Continuiamo a fornire assistenza. Naturalmente, in misura significativamente minore. Perché tutto ciò che si poteva donare è già stato donato», ha detto Kosinyak-Kamysh. A detta del vicepresidente del Parlamento, Krzysztof Bosak, Varsavia aveva fornito segretamente a Kiev missili Patriot, sebbene fossero destinati all'uso interno. Mosca, scrive RIA Novosti, ritiene che le consegne di armi a Kiev coinvolgano direttamente nel conflitto i paesi NATO e il Cremlino ha ripetutamente detto che qualsiasi fornitura costituirebbe un legittimo obiettivo militare per la Russia. 

Tant'è: il presidente finlandese Alexander Stubb ha dichiarato papale papale al Financial Times che tutti i leader della NATO approvano i raid aerei ucraini in profondità nel territorio russo e «tutti ritengono che sia necessario continuare ad aumentare la pressione». Stubb ha avvertito che un'escalation del conflitto rimane probabile e che la NATO sta valutando diversi scenari.

A questo proposito, a fine giugno, il viceministro degli esteri russo Aleksandr Gruško aveva dichiarato che l’Occidente si prepara ad uno scontro con Moskva intorno al 2030 e che l'obiettivo di UE e NATO è la sconfitta strategica della Russia. E il Ministro degli esteri Serghej Lavròv ha osservato che l'Europa cerca di guadagnare tempo per raggiungere la propria "efficienza bellica" entro il 2030; nel frattempo, come cinicamente affermato dal Capo di Stato Maggiore belga, gli europei dispongono di «qualche anno in più grazie al sangue degli ucraini, che ci stanno comprando questo tempo».
Da militare, il belga ha detto chiaro e tondo quale sia il vero senso dell'euro-atlantista “Slava Ukraini”.

Fabrizio Poggi

Fabrizio Poggi

Ha collaborato con “Novoe Vremja” (“Tempi nuovi”), Radio Mosca, “il manifesto”, “Avvenimenti”, “Liberazione”. Oggi scrive per L’Antidiplomatico, Contropiano e la rivista Nuova Unità.  Autore di "Falsi storici" (L.A.D Gruppo editoriale)

 

TASS - USA e d UE potrebbero scontrarsi sull'Ucraina...mentre i missili cinesi allarmano la regione del Pacifico!.

 7 luglio, ore 12:00

Rassegna stampa: Stati Uniti ed Europa potrebbero scontrarsi sull'Ucraina, mentre i missili cinesi allarmano la regione del Pacifico.

Principali notizie dalla stampa russa di martedì 7 luglio
Foto del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di Andrew Harnik/Getty Images
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump

© Foto di Andrew Harnik/Getty Images

Principali notizie dalla stampa russa di martedì 7 luglio

MOSCA, 7 luglio. /TASS/. Gli Stati Uniti e l'Europa potrebbero entrare in conflitto sull'Ucraina al prossimo vertice NATO, poiché si prevede che le aziende occidentali trarranno ulteriori vantaggi dagli ordini nel settore della difesa. Nel frattempo, il test missilistico cinese ha destato preoccupazione nella regione Asia-Pacifico. Queste notizie hanno dominato i titoli di martedì in Russia.

Maurizio Blondet 7 Luglio 2026 - I pediatri italiani aprono all’ideologia “gender”..+..

 

📰 Alan ha 3 anni. Preferisce vestiti, giochi e ruoli associati alle femmine. I genitori un po’ confusi decidono di chiedere un consiglio al pediatra.

La risposta del pediatra è “varianza di genere“: da quel momento Alan diventa Anna, nuovo nome, carriera alias, accesso al bagno delle femmine.

Non è una storia che ci siamo inventati noi. È scritto in “Oltre lo sguardo“, la guida ufficiale che la Società Italiana di Pediatria (SIP), insieme all’Associazione Culturale Pediatri (ACP), ha pubblicato il 15 giugno 2026 rivolta non solo ai pediatri, ma anche a genitori, insegnanti ed educatori.

Tra le indicazioni contenute nella guida:....