sabato 25 luglio 2026

La proposta di "Agorà" - Via dalla pazza Europa e dalla NATO.

 


di Fabio Marcelli 

Al di là dello stucchevole scambio di gentilezze tra Trump, sempre più disperato, e la sua fan delusa Giorgia Meloni, la vera notizia degli ultimi giorni è stata data dal Fatto Domenica e concerne l'avvio di una produzione missilistica comune tra Germania, Israele e Ucraina. Molto significativo, dal punto di vista militare, strategico e politico, appare il fatto che i missili di produzione congiunta sarebbero in grado di colpire in profondità il territorio russo.

Byoblu - Super El Niño in arrivo: il più forte degli ultimi 150 anni?


Ambiente — Byoblu
Secondo Nature il fenomeno nel Pacifico potrebbe battere ogni record e spingere le temperature globali del 2027 fino a +1,7 gradi. Ogni volta è la peggiore di sempre. Quando la finiranno?
Byoblu·3 ore fa

Mettetevi comodi, perché la notizia è di quelle grosse. Nel Pacifico si sta rafforzando El Niño, il fenomeno climatico che ogni tanto scalda le acque dell’oceano. E stavolta, secondo la rivista scientifica Nature, potrebbe diventare il più potente degli ultimi 150 anni. Non uno tra i tanti: il più forte mai registrato da quando esistono le misurazioni. Ora, 150 anni fa eravamo ancora nel 1800. Dubito che le misurazioni fossero così certosine come quelle di oggi. Meno male che gli uomini della pietra non annotavano sulle pitture rupestri il caldo, altrimenti oggi staremmo già parlando dell’evento più forte da centomila anni.

Cos’è El Niño, spiegato semplice

Battute a parte, partiamo dalle basi. El Niño (ma esiste anche la moglie: la niña, sul serio) è un fenomeno naturale che si ripete ogni tre-sette anni. Di solito i venti spingono le acque calde del Pacifico verso l’Asia. Quando questi venti si indeboliscono, l’equilibrio salta: le acque calde restano bloccate verso il Sud America e la temperatura del mare può salire anche di tre gradi su aree enormi. Pensate a una pentola gigantesca che comincia a bollire dal basso. Quel calore poi non resta lì: si sposta, cambia le piogge, i venti, le stagioni di mezzo mondo.

L’ultimo episodio c’era stato nel 2023-2024. Quello attuale è partito a giugno e si sta intensificando in fretta.

Cosa dicono i numeri

La NOAA, il servizio meteorologico americano, stima una probabilità del 40% che entro fine anno si sviluppi un evento “molto intenso”. Ed è quasi certo che El Niño durerà almeno fino ad aprile 2027. Michelle L’Heureux, meteorologa della NOAA, spiega che tutti gli indicatori puntano verso un episodio “tra i più duri della nostra storia”.

Il 40% è una probabilità che non lascia sereni, ma non è neanche un’80%. Insomma, come diceva un vecchio libro scritto dai bambini dell’asilo di una scuola degli anni 80: io speriamo che me la cavo.

Ma c’è chi va oltre. Zeke Hausfather, climatologo di Berkeley Earth, ha confrontato 14 modelli climatici: la stima media dice che la temperatura del Pacifico potrebbe superare di circa 0,8 gradi il record del 2015-16. Un margine che lui stesso definisce “sbalorditivo”. Tradotto: le previsioni ufficiali potrebbero essere perfino prudenti.

Se le proiezioni si avverassero, il 2027 diventerebbe l’anno più caldo mai registrato (e ti pareva!) con temperature globali fino a 1,7 gradi sopra i livelli preindustriali. Cioè oltre quella soglia di 1,5 gradi che i governi si erano impegnati a evitare con l’Accordo di Parigi. Ammesso che i governi possano realmente fare qualcosa per dire alla Terra se riscaldarsi o meno. Ammesso cioè che il riscaldamento, come si sostiene, sia realmente di origine antropica e non dipenda piuttosto da cicli naturali su cui difficilmente l’uomo ha il potere di intervenire. Secondo Hausfather anche il 2026 potrebbe già chiudersi con un record di caldo. Meno male, porello. Se no ci restava male.

Le conseguenze concrete

Cosa significa tutto questo per la vita di tutti i giorni? Justin Mankin, ricercatore del Dartmouth College, parla di possibili perdite economiche fino a 10 trilioni di dollari entro il 2032. Diecimila miliardi. E poi c’è la spesa: El Niño colpisce le grandi aree agricole del pianeta. Caffè, cacao, zucchero, riso, mais e grano sono le colture più esposte. Durante l’episodio del 2023-24, per dire, il prezzo del cacao schizzò a livelli record.

Soffrono anche gli oceani: le barriere coralline, già sbiancate dal caldo, rischiano grosso, e i mari potrebbero assorbire meno carbonio dall’atmosfera.

Come che sia, l’estate che stiamo vivendo è veramente devastante. Pensate solo ai roghi che tutt’ora stanno assediando Madrid.

E in Italia? Occhio all’inverno

Qui da noi El Niño arriva di rimbalzo, come effetto indiretto. I primi modelli per l’inverno 2026-2027 indicano un possibile indebolimento del vortice polare, quella specie di coperchio che tiene chiusa l’aria gelida sul Polo Nord. Se il coperchio si allenta, il freddo scivola verso sud: ondate di gelo e neve anche a bassa quota, proprio dopo un’estate rovente.

Ma serve onestà: sono solo proiezioni. Nel 2015 un super El Niño portò un inverno più mite del previsto. Gli esperti parlano soprattutto di una stagione più instabile, con settimane calde e secche alternate a fasi di maltempo violento.

Insomma, il quadro è questo: alcuni scienziati vedono uno scenario da record assoluto, altri invitano alla cautela perché le previsioni a lungo termine restano previsioni. Quello che è certo è che i titolisti dei giornali (ma anche i blogger, a quanto pare) avranno da fare per molto tempo a venire.

Maurizio Blondet - L’Italia distrutta dalle privatizzazioni...!

 


L’Italia distrutta dalle privatizzazioni- 


Sono state privatizzate Alfa Romeo, Finsider, Italsider e Italstat, STET, Finmeccanica, ENI, ENEL, Credito Italiano, SME, Telecom Italia (nata dalla fusione di SIP, Iritel, Italcable, Telespazio e SIRM), Nuovo Pignone, Agip, SNAM, Banca Commerciale Italiana, IMI, INA, Alitalia, Autostrade.

venerdì 24 luglio 2026

TASS - Gli Stati Unit modificano la strategia sull'Ucraina mentre l'UE introduce nuove sanzioni contro la Russia.

 4 luglio, ore 12:00

Principali notizie dalla stampa russa di venerdì 24 luglio
Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov. Ministero degli Esteri russo/TASS

Il Segretario di Stato americano Marco Rubio e il
 
Ministro
 
degli Esteri russo Sergey Lavrov


© Ministero degli Esteri russo/TASSPrincipali notizie dalla stampa russa di venerdì 24 luglio

MOSCA, 24 luglio. /TASS/. Mosca e Washington sembrano mantenere aperti i canali diplomatici mentre gli Stati Uniti cercano un nuovo approccio per risolvere il conflitto in Ucraina; l'ultimo pacchetto di sanzioni dell'UE riflette un compromesso tra l'inasprimento della pressione sulla Russia e la protezione degli interessi economici del blocco; e l'approvazione da parte della Germania della produzione di combustibile nucleare di progettazione russa sottolinea la continua dipendenza dell'Europa dalla tecnologia nucleare russa. Queste notizie hanno dominato i titoli dei giornali russi di venerdì.

Marco Tosatti - ENTRARE IN UNA NUOVA ERA DEL GENOCIDIO ...di Omer Bartov.

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, ieri abbiamo offerto alla vostra attenzione questo articolo sul Gaza, Omer Bartov, professore specializzato in Olocausto, israeliano e il genocidio. Oggi, grazie alla cortesia di Lavinia Marchetti, che ringraziamo sinceramente, offriamo alla vostra attenzione l’articolo integrale di Omer Bartov sul New York Times. Buona lettura e diffusione.

                                                             §§§

ENTRARE IN UNA NUOVA ERA DEL GENOCIDIO
Omer Bartov
(Articolo su NYT international 22 luglio 2026)
traduzione Lavinia Marchetti, disponibile anche qui, per chi è interessato: https://laviniamarchetti.substack.com/…/entrare-in-una…
Come finiscono i genocidi?

Byoblu - Hormuz, verso conferenza a Londra: gli USA rompono e l’Europa paga.

🔊 Ascolta l’articolo
Secondo Axios, Washington e Londra preparano un vertice sulla coalizione per lo Stretto. E chiedono agli alleati navi, dragamine e droni.
Byoblu·2 ore fa

Stati Uniti e Regno Unito starebbero organizzando una conferenza ad alto livello a Londra, la prossima settimana, dedicata alla coalizione internazionale per proteggere la navigazione nello Stretto di Hormuz. L’indiscrezione arriva da Axios, che cita due diplomatici europei e altre due fonti informate.

Prof. Michel Chossudovsky e di Drago Bosnic - La Germania è una potenza nucleare all'interno del complesso militare-industriale europeo (EMIC)

 


La Germania è una potenza nucleare all'interno del complesso militare-industriale europeo (EMIC).

Antidiplomatico - Le dispute ministeriali a Kiev e la stella cadente di Zelensky

 

Partito Comunista di Unità Popolare - ...a Mosca incontro delegazione del Partito Comunista di U. P. con il Partito della Federazione Russa.

 

Incontro alla Duma di Mosca tra la delegazione del Partito


 Comunista di Unità Popolare.... e la delegazione del 


 Partito Comunista della Federazione Russa!

---- di Salvatore Fedele, membro del Dipartimento Esteri del PCUP

Giovedì 09 luglio 2026, presso i locali del PCFR della Duma di Mosca, si è tenuto un importante, cordiale e sincero incontro fra Salvatore Fedele del Dipartimento Esteri del Partito Comunista di Unità Popolare e una delegazione del Partito Comunista della Federazione Russa guidata da Tatiana Desyatova (del Dipartimento Esteri) e Sergey Kostantinovich (capogruppo alla Duma di Mosca).

L’incontro è stato aperto dalla compagna Tatiana Desyatova che ha portato i saluti di tutto il partito e ringraziato calorosamente la delegazione del nostro partito per essere tornata a Mosca per sviluppare ulteriormente il rapporto politico-culturale già da tempo avviato; inoltre la compagna Desyatova ha evidenziato la forte importanza del fatto che questo incontro sia avvenuto in stretta vicinanza con il Forum Internazionale Antifascista e Antiterrorista che si è svolto a maggio e che ha visto l’attiva presenza di una delegazione del Partito Comunista di Unità Popolare, rappresentato, in quella circostanza, dal Responsabile Esteri, Gianmarco Pisa, e dalla prof. Marinella Mondaini, docente di filologia e compagna del Dipartimento Esteri del Partito, rafforzando in tal modo la collaborazione fra i due Partiti.

Ha preso quindi la parola il compagno Salvatore Fedele, che ha portato i saluti del Segretario Generale del Partito Comunista di Unità Popolare, Fosco Giannini, e di tutto il Comitato Centrale, e ringraziato i compagni del PCFR per la grande ospitalità e disponibilità.

A questo punto ha esposto il ruolo del PCUP in Italia in questo importante momento storico che vede l’attacco sempre più aggressivo dell’imperialismo USA, dell’UE e della NATO sia a livello nazionale che mondiale; una forza politica piccola ma fortemente attiva e impegnata per la costruzione dell’unità comunista più ampia possibile pur all’interno di una imprescindibile omogeneità politico-ideologica. Tutto il Partito si sta impegnando su questo terreno.

Ha quindi spiegato come in Italia ci sia un governo di destra che ormai strizza l’occhio quotidianamente alla estrema destra; del resto non c’è da stupirsi, a guidare il governo in Italia è la presidente del consiglio Meloni, del partito Fratelli d’Italia, erede di quel Movimento Sociale Italiano a sua volta erede dei fascisti della Repubblica Sociale Italiana collaborazionista della Germania nazista. Nello stesso tempo bisogna dire con chiarezza e fermezza come le forze del blocco borghese del cosiddetto centrosinistra a trazione PD conducono una finta opposizione in quanto nei fatti sono sempre allineate alle politiche guerrafondaie, imperialiste degli USA, dell’UE e della NATO con una forte caratterizzazione russofoba.

Ha così concluso dicendo che questa visita nasce per rafforzare ulteriormente il rapporto del PCUP con il PCFR sia sul piano politico sia sul versante culturale. Rafforzare l’impegno antifascista e contro il terrorismo sionista e contrapporre all’imperialismo sempre più aggressivo un rafforzamento della politica economica e strategica dei BRICS, realtà che, seppur con inevitabili contraddizioni, pone le reali condizioni per un blocco all’espansionismo sempre più aggressivo dell’imperialismo.

Vista l’importanza che oggi riveste l’internazionalismo, è stato richiesto di stabilire un rapporto con la Brigata Internazionale del PCFR per meglio sviluppare tale processo di consultazione e di cooperazione politica. Dopo uno scambio di vedute fra i vari compagni presenti sulla situazione attuale nei rispettivi Paesi, la compagna Tatiana Desyatova ha concluso ringraziando il compagno Salvatore Fedele per la sua presenza ed il Partito Comunista di Unità Popolare per il suo forte impegno per l’unita dei comunisti sia in Italia sia a livello internazionale.

La riunione si è conclusa con l’auspicio di una sempre più stretta collaborazione e di un prossimo incontro a Mosca su un tema specifico. Lavorare per lo sviluppo per una piattaforma digitale che abbia  l’obiettivo primario di raggruppare le forze comuniste per la più ampia e diffusa azione internazionalista, antifascista, antimperialista, antiterroristica e che sviluppi i rapporti socio-economici con i Paesi aderenti ai BRICS, in linea anche con gli obiettivi strategici del Partito Comunista di Unità Popolare, non solo per l’uscita dell’Italia dalla Nato, dall’Ue e dall’euro, ma anche per un sempre più convinto avvicinamento economico e strategico dell’Italia ai BRICS e al mondo multipolare che avanza.----

mercoledì 22 luglio 2026

Marco Tosatti - Omer Bartov sul New York Times:"Israele sta commettendo un genocidio contro il popolo palestinese.».

Marco Tosatti

Cari amici e  nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento relativo a un articolo scritto per il New York Times da Omer Bartov, uno dei maggiori specialisti mondiali in tema di genocidi. Omer Bartov è cresciuto in Israele e ha prestato servizio nelle Forze di Difesa Israeliane. In seguito ha intrapreso studi di storia sull’Olocausto e sul genocidio. In questa intervista spiega al responsabile della rubrica “Opinioni”, Daniel J. Wakin, perché ritiene che Israele stia commettendo un genocidio a Gaza e cosa ciò comporti per il futuro del Medio Oriente e per la prossima generazione di ebrei in Israele e negli Stati Uniti, e per il mondo.

Omer Bartov è nato nel 1954 a Ein HaHoresh, in Israele. Suo padre, Hanoch Bartov, era un autore e giornalista i cui genitori erano immigrati nella Palestina mandataria dalla Polonia prima della nascita di Hanoch. La madre di Bartov emigrò nella Palestina mandataria da Buchach, in Ucraina, a metà degli anni ’30. Bartov frequentò Tichon Hadash a Tel Aviv e prestò servizio nel Nahal. Ha frequentato l’Università di Tel Aviv, laureandosi in storia nel 1979. Bartov ha frequentato il St Antony’s College di Oxford per gli studi di dottorato, ottenendo un D.Phil in storia nel 1983.

Bartov è stato Junior Fellow presso la Harvard Society of Fellows dal 1989 al 1992. Nel 1984 è stato Visiting Fellow presso il Davis Center for Historical Studies della Princeton University. Dal 1992 al 2000, Bartov ha insegnato alla Rutgers University, dove ha tenuto la cattedra Raoul Wallenberg in diritti umani. Alla Rutgers, Bartov è stato anche Senior Fellow presso il Rutgers Center for Historical Analysis. Bartov è entrato a far parte della facoltà della Brown University nel 2000. È stato eletto membro dell’American Academy of Arts and Sciences nel 2005.

Bartov ha fatto parte del comitato editoriale di Yad Vashem Studies per due decenni, ma si è dimesso durante la guerra di Gaza perché sentiva che i colleghi della rivista erano dell’opinione che “l’uccisione e la mutilazione di migliaia di bambini non è affare suo o perfettamente giustificata”.[1] (credit Wikipedia).

Buona lettura e condivisione. 

§§§

Nell’incipit del suo editoriale, Bartov afferma:

“Un mese dopo l’attacco di Hamas su israele del 7 ottobre 2023, credevo che ci fosse evidenza che l’esercito israeliano avesse commesso crimini di guerra e potenzialmente crimini contro l’umanità nel suo contrattacco a Gaza. Ma contrariamente alle grida dei più fieri critici di Israele l’evidenza non mi sembrava tale da presentare il crimine di genocidio.

Per il maggio 204 l’IDF aveva ordinato a circa un milione di palestinesi che trovavano rifugio a Rafah – la città più a sud della striscia di gaza e quella relativamente meno danneggiata – di spostarsi all’area della spiaggia di Mawasi, dove non c’era quasi rifugio. L’esercito poi procedette a distruggere la maggior parte di Rafah, un obiettivo compiuto per agosto.

A quel punto non apparve più possibile negare che il modello delle operazioni dell’IDF era coerente con le dichiarazioni che denotavano un intento genocidario fatto dai leader israeliani nei giorni dopo l’attacco di Hamas. Il primo ministro Benjamin Netanyahu aveva promesso che il nemico avrebbe pagato “un prezzo enorme” per l’attacco e che l’IDF ridurrebbe parti di Gaza in macerie, dove c’era Hamas operativo, e avvisò i residenti di gaza di ‘andarsene adesso perché opereremo con forza ovunque’”.

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C’è questo post su Instagram che dà un report completo dell’articolo:

Dopo Gaza, il genocidio avrà un futuro

«Sono uno studioso di genocidi. So riconoscerne uno quando lo vedo.»

È il titolo scelto da Omer Bartov per il suo intervento sul New York Times. Bartov non è un commentatore qualsiasi: è uno storico israeliano, professore di Studi sull’Olocausto e sul genocidio alla Brown University e uno dei maggiori studiosi mondiali della materia.

La sua conclusione è esplicita:

«La mia inevitabile conclusione è che Israele sta commettendo un genocidio contro il popolo palestinese.»

Ma la denuncia di Bartov non riguarda soltanto ciò che Israele sta facendo a Gaza. Riguarda ciò che Gaza rischia di fare al mondo.

In un altro suo saggio, pubblicato sulla New York Review of Books, Bartov pone una domanda destinata a perseguitare il nostro tempo:

«Com’è stato possibile che lo Stato di Israele, presentatosi come la risposta al genocidio degli ebrei, abbia potuto compiere un genocidio contro i palestinesi nella quasi totale impunità?»

L’ordine giuridico internazionale costruito dopo il 1945 nacque affinché il «crimine dei crimini» fosse riconosciuto, impedito e punito. Eppure, proprio la memoria dell’Olocausto, scrive Bartov, è stata perversamente utilizzata per giustificare la distruzione di Gaza e lo straordinario silenzio con cui è stata accolta.

Per questo screditare come antisemiti gli studiosi che denunciano il genocidio non serve soltanto a proteggere Israele dalle proprie responsabilità. Significa colpire le fondamenta stesse degli studi sul genocidio e la possibilità di riconoscerlo, prevenirlo e punirlo.

La conclusione è atroce: se Gaza può essere distrutta sotto gli occhi del mondo e nella quasi totale impunità, allora non è soltanto il luogo di un genocidio.

È il precedente che insegnerà ai prossimi carnefici che il genocidio è ancora possibile.

***

 

E c’è questo post su Instagram.

Israele sta commettendo un genocidio contro la popolazione di Gaza, scrive Omer Bartov, professore di studi sull’Olocausto e sul genocidio all’Università Brown, in un articolo per ospiti per @nytopinion. “La designazione ha gravi ramificazioni politiche, legali e morali. Le nazioni, i politici e i membri dell’esercito sospetti di aver commesso o di essere stati condannati per genocidio vengono considerati al di là della soglia dell’umanità e potrebbero compromettere o perdere il diritto di rimanere membri della comunità internazionale”, scrive. Clicca sul link nella nostra bio per leggere di più. | 🎨 Kristie Bailey/The New York Times; immagini di fonte da Iryna Veklich, Anadolu/Getty Images #nytopinion


TASS - Russia:"bombardati porti, navi e centri logistici ucraini"..+..le truppe Russe liberano due comunità in 24 ore...!


22 luglio, 17:33

Armi di precisione lanciate da terra e dall'aria, nonché droni d'attacco, hanno colpito una nave mercantile nel porto di Chernomorsk mentre scaricava rifornimenti destinati alle forze armate ucraine.

MOSCA, 22 luglio. /TASS/. Le forze russe hanno condotto attacchi per tutta la giornata del 22 luglio, colpendo i porti e i centri logistici ucraini utilizzati dall'esercito ucraino, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa russo.

L'agenzia TASS ha raccolto informazioni chiave sugli scioperi.

TASS - Il Cremlino attacca gli impianti di Wildberries e le truppe straniere in Ucraina.


21 luglio, 13:26

Dmitry Peskov ha sottolineato che la Russia considera assolutamente inaccettabile qualsiasi potenziale dispiegamento di truppe straniere in Ucraina.

MOSCA, 21 luglio. /TASS/. Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha parlato degli attacchi ucraini contro i magazzini gestiti dalla società di e-commerce Wildberries e dei piani per il dispiegamento di truppe straniere in Ucraina durante il suo briefing quotidiano di martedì.

Maurizio Blondet - Violando tutti i trattati di non-proliferazione...Trump dà all’Arabia Saudita il permesso di farsi l’atomica


Violando tutti i trattati di non-proliferazione....!

Sauditi e Usa stringono un accordo per il regno per arricchire

 l’uranio, dicono i rapporti

Donald Trump ha detto di aver approvato un accordo per aiutare il regno a produrre combustibile per i reattori civili, che gli osservatori temono possa aprire la strada a un’arma nucleare

Personale e agenzie del Guardian – Mer 22 Lug 2026

 07.43 CEST