domenica 4 ottobre 2026

TASS - L' ucraina perde circa 1.395 soldati nella zona militari speciali ..+..la Difesa russo colpisce Kiev in risposta alle azioni di Kiev.

L'esercito ucraino perde circa 1.395 soldati nella zona delle operazioni militari speciali — Ministero

Le forze russe hanno anche colpito infrastrutture di trasporto ucraine utilizzate dall'esercito ucraino, nonché depositi di equipaggiamento militare.

MOSCA, 4 ottobre. /TASS/. L'esercito ucraino ha perso circa 1.395 soldati nelle ultime 24 ore a causa delle operazioni condotte dai battaglioni russi nella zona di operazioni militari speciali, ha dichiarato il Ministero della Difesa russo.

Marco Tosatti - G@z@, I$r@ele Uccide nella Notte. DDL Antisemitismo: Difesa di Netanyahu. Naza, Occhio alle Truffe…

 


Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione di quanto si sta perpetrando in Medio oriente, e quanto si sta perpetrando in Italia per aiutare l’opera. Buona lettura e diffusione.

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Il primo è questo post pubblicato su Instagram in relazione allo sciagurato DDl sull’antisemitismo:

Cavallo di fuoco. L'ITALIA NEL MONDO MULTIPOlARE - Bloqueo, blocco energetico, asfissia economica. Stati Uniti e genocidio a Cuba

Immagine bloqueo Pisa


Gianmarco Pisa

Autore: Gianmarco Pisa

Operatore e ricercatore di pace; saggista; responsabile Esteri PCUP

È stato presentato dal ministro degli Esteri di Cuba, Bruno Rodríguez Parrilla, il «Rapporto di Cuba sulle ripercussioni del blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti».

Byoblu - Mosca, appello a diplomatici e stranieri: «Lasciate Kiev». Cosa succede...?


Esteri — Byoblu
Il ministero degli Esteri russo annuncia «massicci attacchi di rappresaglia». Nei precedenti storici, avvisi simili hanno anticipato un’escalation.
Byoblu·03 ottobre

Il ministero degli Esteri russo ha rinnovato oggi il suo invito ai diplomatici e ai cittadini stranieri presenti a Kiev: lasciate la città e non entrate in Ucraina. Il nuovo appello di Mosca arriva con un avvertimento esplicito. Le forze armate russe, si legge nella nota, «continueranno a sferrare massicci attacchi di rappresaglia». Chi resta, lo fa a proprio rischio.

Maurizio Blondet 4 Ottobre 2026 - Ma esattamente noi perché ci siamo schierati al fianco dell’Ucraina ?

 


Ma esattamente noi perché ci siamo schierati al fianco dell’Ucraina ?

S
Prof Michele Geraci, fmr Undersecretary of State
@michele_geraci
Ma esattamente noi perché ci siamo schierati al fianco dell’Ucraina ?
È ovvio che Ucraina può fare tutte le scelte che ritiene opportune: lottare, arrendersi, chiedere soldi etc. Scelte loro Ma noi?
Qual è il motivo alla base del quale il governo Meloni ha deciso di sacrificare il benessere degli italiani per sostenere Ucraina e non, per esempio, per sostenere la Russia La favola dell’aggredito e aggressore non regge neppure per i bambini dell’asilo, altrimenti la stessa Meloni avrebbe preso stesse misure sanzionatorie contro USA, Israele, la sua amata Francia che lei prendeva in giro per quella cosetta del franco “africano” E quindi, qual è il motivo per aver scelto Ucraina e non la Russia, o ancora meglio, nessuno?

Byoblu - Il Generale Masiello: «Siamo in guerra». Soldati pronti a Est....!

Esteri — Byoblu
Il capo dell’Esercito: sul fianco est «ci è stato chiesto» di schierare unità pronte in tempi rapidissimi.
Ma chi l’ha deciso, e con quale dibattito?
Byoblu·5 ore fa

Il generale Carmine Masiello, capo di stato maggiore dell’Esercito italiano, oggi in una lunga intervista al Corriere ha detto: «Siamo in guerra. Ibrida, ma pur sempre guerra». Dentro quell’intervista c’è una frase pesante: «Sul fianco est ci è stato chiesto di schierare, in tempi molto rapidi, unità capaci di esprimere una deterrenza reale».

venerdì 2 ottobre 2026

Antidiplomatico - Nablus. Le immagini shock dell'ennesimo linciaggio dei "soldati" israeliani (VIDEO)

 

Marco Tosatti - Lavinia Marchetti :"Antisemitismo: il PD si Finge Morto. C’erano una Volta i Valori di Sinistra"

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione questo articolo di Infosannio che ringraziamo per la cortesia. E inoltre un commento si Lavinia Marchetti a cui va il nostro grazie pubblicato sul suo profilo. Buona lettura e diffusione.

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(Gioacchino Musumeci) – Emanuele Fiano afferma che lascerà il Pd qualora si schieri contro il Ddl sull’antisemitismo proposto dal governo Meloni in accordo con alcuni elementi di spicco dell’area riformista Pd.

Secondo Fiano il Pd “ Sta perdendo se stesso”.

Byoblu - Putin: esercitazioni NATO nel Baltico rappresentano un’escalation.


Esteri — Byoblu
Al Valdai il leader russo avverte su Kaliningrad, boccia lo stop agli attacchi a lungo raggio e tende la mano all’Italia. Bruxelles: «Allarmismo»
Byoblu·18 ore fa

Vladimir Putin ha definito oggi un’escalation le esercitazioni militari occidentali nel Mar Baltico e i tentativi di fermare o sequestrare navi russe. Lo ha detto alla sessione plenaria del Valdai Club, il forum annuale che riunisce a Sochi esperti russi e stranieri ed è uno dei canali con cui il Cremlino presenta la propria visione del mondo.

Maurizio Blondet 1 Ottobre 2026 - Trump sfalda la NATO Gli USA escludono Regno Unito, Francia (“volonterosi”)....


Maurizio Blondet  1 Ottobre 2026  

Gli USA escludono Regno Unito, Francia (“volonterosi”), stati baltici (art.5!)  e diversi altri paesi europei dalla riunione NATO .

Nei circoli diplomatici si teme che la selettività di Washington possa portare a una trasformazione dell’intera alleanza. I rappresentanti dei paesi esclusi affermano di non comprendere i criteri di selezione. “Se provano a dividere la NATO in alleati ‘buoni’ e ‘cattivi’, sarà pericoloso per gli USA”, ha detto un diplomatico.---

giovedì 1 ottobre 2026

Partito Comunista di Unità Popolare - ...uniamo i comunisti, i lavoratori, il popolo.

 

Partito Comunista di Unità Popolare



In occasione della fondamentale ricorrenza della costituzione della Repubblica Popolare Cinese

In occasione della storica ricorrenza della fondazione della Repubblica Popolare Cinese, il 1 ottobre 1949, il Partito Comunista di Unità Popolare (Italia) esprime le più fraterne congratulazioni alle autorità e al popolo cinese e a tutti i compagni e le compagne del Partito Comunista Cinese per questo evento determinante, onorando la memoria di tutti quanti hanno contribuito all’eroico sforzo di edificazione della Repubblica Popolare Cinese e riconoscendo nell’azione della Repubblica Popolare Cinese un fattore decisivo, nell’attuale panorama internazionale, per delineare le condizioni di un futuro di pace all’insegna della emancipazione degli uomini e delle donne, dello sviluppo in tutti i settori, della giustizia sociale.

Il processo rivoluzionario di autodeterminazione, di liberazione dal giogo imperialista e coloniale, di emancipazione e di progresso per tutte le comunità presenti nel vastissimo territorio cinese, che ha portato, con la direzione dei comunisti cinesi, alla liberazione del Paese, al contributo determinante nel successo delle forze antifasciste e antimperialiste nel contesto della Seconda Guerra Mondiale, e alla costituzione della Repubblica Popolare Cinese, con un nitido orientamento popolare e socialista, rappresenta infatti uno degli eventi storici di più vasta portata e di più grande risonanza nell’intera storia del XX secolo, nonché uno dei fattori politici più rilevanti e significativi, ai fini dello sviluppo dell’elaborazione teorica e pratica dei marxisti di tutti i continenti, costituendo, al tempo stesso, un fattore continuo di sviluppo e di avanzata per il movimento di classe complessivo, per l’insieme del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici, per l’emancipazione e i diritti delle masse popolari in tutti i continenti e a tutte le latitudini.

Allo stesso tempo, il contributo decisivo che la Repubblica Popolare Cinese ha offerto, nella lotta decennale per porre fine al colonialismo, nella liberazione dei popoli oppressi, nella decolonizzazione e nello sviluppo di un sistema di relazioni internazionali basato sulla eguaglianza sovrana tra tutti gli Stati del mondo e sulla cooperazione reciproca e paritaria, in condizioni di parità e uguaglianza, improntata al mutuo beneficio e allo sviluppo solidale, rappresenta un fattore potente e duraturo, per un diverso ordine delle relazioni internazionali, la cui efficacia continua a manifestarsi e accrescersi.

Nel tempo presente, sempre più segnato da ambizioni unipolari, propensioni egemoniche, politiche militariste, imperialistiche e neocolonialiste, il contributo della Repubblica Popolare Cinese rappresenta un elemento cruciale, per contrastare le pretese egemoniche e aprire la strada a una piena democratizzazione delle relazioni internazionali, basata sull’eguaglianza sovrana, la non ingerenza, il rifiuto dei doppi standard, il mutuo beneficio, il diritto allo sviluppo, la costruzione della pace.

Ci uniamo dunque al disegno strategico che le autorità e il popolo della Repubblica Popolare Cinese hanno avanzato ai fini di una compiuta Iniziativa per la Governance Globale, a partire dai suoi principi ispiratori fondamentali, il rispetto dell’eguaglianza delle nazioni, il primato della giustizia internazionale, lo sviluppo del multilateralismo, l’approccio basato sulle persone e sui popoli, la ricerca di soluzioni effettive ed efficaci, e ci riconosciamo nello sforzo decisivo ai fini della costruzione di una Comunità umana dal futuro condiviso, consapevoli che solo attraverso la politica e la cooperazione, unendo i popoli del mondo nello sforzo comune di fronte alle gradi questioni che affliggono l’umanità intera, sarà possibile conseguire risultati in linea con la comune aspirazione di tutti i popoli del mondo alla emancipazione, al progresso e alla giustizia.

Per parte nostra lavoreremo, nel nostro Paese, per sviluppare e approfondire la conoscenza e gli apprendimenti del Socialismo con caratteristiche cinesi per una nuova era e per la costruzione di condizioni sempre più avanzate per l’elaborazione e lo sviluppo del Socialismo nel nostro Paese, nonché per sollecitare e promuovere sempre più articolati e profondi legami tra il popolo italiano e il popolo cinese, tra l’Italia e la Repubblica Popolare Cinese, nella comune ispirazione allo sviluppo e alla giustizia sociale, al progresso e alla pace.

Roma, 30 settembre 2026

Marco Tosattin - Anna Foa: il DDl Antisemitismo dà a Israele Licenza di Fare qualunque Cosa. Gaza, la Strage Continua

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione del provvedimento liberticida che è stato approvato ieri in Commissione in Parlamento, mentre quello che vorrebbe essere l’erede dei partiti della sinistra italiana usciva per non esprimersi…le ossa dei leader di sinistra di una volta si saranno riv voltate  nella fossa. Buona lettura e diffusione.

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Il primo è questo commento della storia Anna Foa, riportato in un post su X (Twitter):

La storica Anna Foa, osteggiata ed emarginata dalle leadership ebraiche italiane (sempre più spostate a destra) parla della portata deleteria e odiosa del ddl Gasparri-Delrio: «È un boomerang che farà aumentare l’antisemitismo invece di combatterlo. Il punto è che un testo considerato buono dieci anni fa non lo è per forza oggi. Ora abbiamo dietro le spalle un genocidio, la minaccia di apartheid per i palestinesi nei Territori occupati e dentro Israele, dove i partiti che li rappresentano vengono esclusi dalla corsa elettorale. Nel 2016, in Israele non era stata ancora varata la legge sul suprematismo ebraico. La situazione attuale è gravissima e questa definizione la alimenta… Perché dà a Israele la licenza di fare qualunque cosa, immune dalle critiche. Il problema non è neanche la definizione, ma gli esempi: l’Ihra dice che è antisemitismo paragonare le attuali vicende del Medio Oriente alla Shoah, il che blocca ogni discussione storiografica. Con la massima stima per Fiano, non è vero che la critica è aperta. Anche se nel testo sono state eliminate le ricadute penali, resta lo stigma… Molti pensatori ebrei del passato sarebbero considerati antisemiti, così. Penso ad Hannah Arendt ed Albert Einstein, che firmarono nel 1948 sul New York Times il monito contro gli eccidi dei palestinesi e il rischio degli ebrei di trasformarsi nei nazisti [Q]uando il mondo vedrà che solo Israele è esente da critica cresceranno i sentimenti di antisemitismo…». (Via @fattoquotidiano)

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Poi c’è questa lettera indirizzata a Liliana Segre, e pubblicata su X (Twitter):

Si, Liliana Segre, per me, è stata come Ed Sheeran. L’ho amata molto quando ancora non la conoscevo abbastanza. Adesso, le scriverò una lettera. Senatrice, la mia insofferenza per le sue parole non è nata oggi. Mi sono già sentita nauseata, molto prima di questo ultimo appello, dalla alla sua insistenza sulla semantica.

Davanti all’orrore di Gaza, il suo richiamo è stato quello di non usare con leggerezza la parola genocidio.

Null’altro.

Con quale leggerezza dovremmo parlare della morte di migliaia di bambini, Senatrice? Non posso fare a meno di domandarmi come lei possa invocare l’unanimità per un decreto che proprio sulla semantica fa una gran confusione. Perché criticare Israele non ha nulla a che fare con l’essere antisemiti.

Un ebreo non è Israele. Un palestinese non è Hamas. Un governo non è un popolo e una religione non è uno Stato. Criticare le decisioni di uno Stato non significa odiare chi appartiene a un’etnia o a una religione. E se perdiamo questa distinzione, perdiamo anche la possibilità di discutere.

Vede Senatrice, la memoria della Shoah, per me, non è solo teoria. La mia famiglia l’ha vissuta. Franco, il fratello di mio nonno fu deportato quando aveva 13 anni. Morì a Mauthausen, anche se non era ebreo ed è stato il più giovane “deportato politico” italiano a perdere la vita nei lager. Un bambino, che di politica non ne sapeva proprio nulla. Se il mio tempo fosse stato quello del nazismo, voglio credere che sarei stata per lei una spalla e che avrei aperto la porta per nasconderla, proteggerla, salvarla.. E oggi sto facendo esattamente la stessa cosa: protesto, sciopero, manifesto, aiuto come posso.

Può spiegarmi perché questo invece non dovrebbe andare bene? Mi consenta di parlare della memoria, argomento che so esserle molto caro. lo penso, Senatrice, che la memoria non dovrebbe insegnarci a decidere chi meriti di essere difeso. Dovrebbe insegnarci a riconoscere quando qualcuno ha bisogno di essere difeso e a non restare indifferenti. E qui torno alle sue parole, che non mi piacciono, perché da chi ha conosciuto la disumanizzazione, ci si aspetta una sensibilità assoluta davanti alla sofferenza degli altri.

Non una gara di semantica, non una graduatoria delle vittime e di certo non una memoria utilizzata come confine tra chi possiamo compatire e chi dobbiamo prima giustificare. Non oso immaginare a lei, ma a me la Shoah ha insegnato una cosa semplice: che il primo passo verso l’orrore è convincersi che qualcun altro sia un problema e che possa essere sacrificato. lo, Senatrice, voglio poter piangere per un bambino ebreo e per un bambino palestinese senza dover scegliere quale dolore sia più legittimo.

E voglio poter dire “genocidio” se è questo è il termine che ritengo più adeguato a descrivere ciò che vedo, senza che qualcuno decida per me che quella parola mi renda antisemita. Perché io non accetto che un mio diritto, la libertà, mi sia venduto come gentile concessione.

Valeria Mei Cagnoli

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E c’è questo post di Instagram, che ci fa capire quale sarà il futuro se lo sciagurato DDL sull’antisemitismo verrà approvato. Se direte che Gesù era palestinese potrete avere dei guai con la Digos! Cliccate sul collegamento per il video.

Un corso per la polizia italiana considera antisemita dire che “Gesù era palestinese” e paragona il boicottaggio di università e prodotti israeliani alle leggi razziali del ‘38.

Le accuse sono contenute nei video di due corsi online presenti, dai primi di dicembre 2025, sulla piattaforma Sisfor per la formazione delle forze dell’ordine, realizzati in collaborazione con l’Ucei e finanziati dall’Unione europea.

Tra i materiali, ottenuti da @ludovicajona, si ascolta la ex presidente dell’Ucei Noemi Di Segni affermare: “Associare Gesù al popolo palestinese vuol dire attualizzare quel deicidio, oggi al conflitto israelo-palestinese”.

Ma da dove arrivano i dati che l’Italia sta usando per scrivere il DDL antisemitismo?

Dal CDEC — Centro di Documentazione Ebraica Contemporanea. Controllato dall’UCEI, l’ente che lavora per rafforzare i rapporti tra Italia e Israele.

Tra gli episodi classificati come antisemiti nel rapporto 2025 del CDEC, un post di Alessandro Di Battista che paragona una frase di un generale israeliano – devono morire 50 palestinesi per ogni israeliano anche i bambini – al massacro nazista di Via Rasella, bollato come antisemita solo perché accosta Israele al nazismo, secondo la definizione IHRA.

Il tema diventa particolarmente rilevante alla luce del disegno di legge sull’antisemitismo che il 2 ottobre approderà alla Camera e che punta a introdurre nella legislazione italiana la definizione dell’IHRA.

E UCEI e CDEC entreranno, per legge, nel comitato che detta la linea a cinque ministeri. Nessuna voce ebraica critica di Israele è stata inclusa.

L’inchiesta di @ludovicajona sui corsi sull’antisemitismo per le forze di polizia è stata pubblicata anche su @altreconomia

#israel #ddlantisemitismo

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E intanto, mentre il Parlamento discute di come bloccare le critiche a Israele a Gaza Isarele continua a massacrare. Avete per caso sentito qualche commento di Liliana Segre o di Emanuele Fiano? Cliccate per il video sul colegamento.

 

  • L’autobus pubblico attraversava il quartiere di Tel al-Hawa, a Gaza City, trainando un piccolo carretto.

    Sopra sedeva una donna. Mercoledì 30 settembre un raid aereo israeliano ha centrato l’autobus in pieno: sei palestinesi uccisi sul colpo.

    “Ho sentito un’esplosione fortissima. Non avevo mai sentito niente del genere prima”, racconta a Drop Site Mohammad Al-Qasbouri, che in quel momento camminava per strada.

    “Il carretto era fissato a questo autobus e quando l’autobus è stato colpito, il carretto si è staccato. C’era una donna seduta sopra che è morta sul colpo. E qui, c’erano anche altre cinque persone uccise. Tutte fatte a pezzi”. Poi trova solo due parole: “Terrore. Terrore assoluto”.

    Nelle stesse ore, nel sud della Striscia, un drone israeliano ha colpito un gruppo di civili vicino a una moschea di Al-Mawasi, a nord di Khan Younis.

    Tra i morti c’è anche Mohammed Al-Najjar, giornalista, voce di una radio coranica, imam, sfollato dalla sua Khuza’a.

    A casa lo aspettavano la moglie e tre figli. Il suo corpo è stato restituito alla famiglia senza la testa. In un video la moglie e le figlie lo piangono mentre giace avvolto in un sudario. Senza testa.

    Mohammed è tra gli oltre 300 giornalisti e operatori dei media uccisi a Gaza dal 7 ottobre 2023. Nel 2025, nel mondo, sono stati uccisi 129 giornalisti. Due su tre per mano di Israele, secondo il Committee to Protect Journalists.

    Tutto questo accade durante una cosiddetta “tregua”.

    Da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore a ottobre 2025, le forze israeliane lo hanno violato almeno 5.188 volte, una media di 14,6 violazioni al giorno, e hanno ucciso 1.431 persone. Sono i dati di un rapporto che la parte palestinese ha consegnato ai mediatori, ottenuto dal giornale Drop Site.

    Il 27 ottobre Israele va al voto. Netanyahu non vuole farsi vedere mentre tratta i palestinesi come esseri umani. E i massacri aumentano.

    Un autobus, un carretto, una donna seduta sopra. Un padre che i figli non hanno potuto guardare un’ultima volta. 

Questa è la “tregua” a Gaza.

    #gazagenocide

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