venerdì 24 aprile 2026

'AntiDiplomatico 24 Aprile 2026 08:00 - 90 miliardi in cambio di (nuova) carne da macello...(soldati e popolo Ucraino...).



di Fabrizio Poggi per l'AntiDiplomatico

Una sorta di percorso fatto di due linee parallele, che conducono ugualmente al nodo di quello che viene definito il “progetto ucraino”, sta caratterizzando il panorama politico di questi giorni, tra finanziamenti miliardari UE alla junta nazigolpista di Kiev e moniti russi sulla estrema pericolosità della politica europea di corsa al riarmo e piani di guerra contro la Russia.

Marco Tosatti - I$r@ele in Libano. L’Uccisione della Giornalista Libanese è Durata Varie Ore. Impediti i Soccorsi. General

 


I$r@ele in Libano. L’Uccisione della Giornalista Libanese è Durata Varie Ore. Impediti i Soccorsi. General
Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, ci sembra opportuno tornare con dettagli ed elementi ulteriori sull’uccisione deliberata compiuta da Israele della giornalista libanese Amal Khalil. Interessante notare come il suo assassinio si sia sviluppato per diverse ore, e come sia stato impedito dall’esercito israeliano ai mezzi di soccorso di raggiungerla. Devo dire che tutto questo mi provoca un’onda irrefrenabile di disgusto verso" il governo servile che subiamo", e verso i colleghi che difendono quegli assassini, parlandoci di quanto è brutto e cattivo l’Iran, e esaltando “l’unica democrazia del Medio Oriente”. Quello dell’uccisione deliberata e programmata di giornalisti scmodi da parte di Israele ci sembra un argomento di importanza primordiale:  i giornalisti sono gli occhi e le orecchie, e le voci  di chi viene travolto dalle guerre, i nostri occhi, orecchie e voci.  E mi preme ricordare che questa pratica, da parte di isareleè, cominciata ben prima del fatidico 7 ottobre, come potete vedere a questo collegamento. Spero almeno che in tutto ciò trovino la loro convenienza. Di molti di loro, ahimè finanziati dalle nostre tasse con il reddito di giornalanza siamo sicuri. Fino a quando, Signore? Buona lettura e diffusione.

BYOBLU24 - ISRAELE BOMBARDA LE AMBULANZE IN LIBANO: ACCUSE CHOC E SACCHEGGI...


24 Aprile 2026

Proseguono le violazioni del diritto internazionale da parte di Israele nel corso dell’aggressione ai danni del Libano.

Abbiamo dato conto dell’uccisione della giornalista Amal Khalil, la cui dinamica sembra del tutto equiparabile a quella di un omicidio premeditato. Non finisce qui.

Una strategia mirata per colpire i soccorsi

Perché diversi media internazionali hanno riportato la pratica dell’aviazione israeliana di bombardare per quattro volte di seguito, a intervalli di tempo definiti, uno stesso punto. E qual è l’obiettivo di questa strategia? Distruggere anche i soccorsi.

Maurizio Blondet - Donal Trump :"Guerra contro l’Iran: stallo senza fine in vista"...( ??? ).

 


Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha nuovamente fatto marcia indietro rispetto alle sue minacce all’Iran:

Trump ha affermato che il cessate il fuoco sarebbe dovuto terminare mercoledì, ma ha deciso di mantenerlo in vigore perché il governo di Teheran è “gravemente frammentato”.

giovedì 23 aprile 2026

TASS - La Russia ha bombardato infrastrutture energetiche e di trasporto dell'esercito ucraino negli ultimi giorni.


23 aprile, 15:01

Le truppe russe hanno bombardato le infrastrutture energetiche e di trasporto dell'esercito ucraino negli ultimi giorni.

Secondo gli ultimi dati, nelle ultime 24 ore l'esercito ucraino ha perso più di 1.325 soldati negli scontri con le forze russe in tutte le zone del fronte.

MOSCA, 23 aprile. /TASS/. Le truppe russe hanno colpito infrastrutture energetiche e di trasporto utilizzate dall'esercito ucraino e aree di schieramento nemiche nelle ultime 24 ore, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa russo.

BYOBLU24 - NIENTE SOSPENSIONE ACCORDO UE-ISRAELE, DECISIVO VOTO DELL’ITALIA: “NON È LA VIA GIUSTA”.


23 Aprile 2026Michele Crudelini


PS: Lei, parlamentare per il popolo Italiano...con la sua risposta:---"Non è la via giusta"....ha probabilmente offeso tutto il popolo Itaiano che invece sperava di cercare di fermare questi omicidi giornalieri. U. M. 

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L’Unione europea ha avuto una grande occasione per uscire dallo schema del doppio standard cui ci ha abituato. L’occasione è stata però mancata.

L’accordo Ue-Israele che favorisce Tel Aviv

Si è tenuta al Consiglio affari esteri dell’UE la votazione sulla proposta di interrompere l’accordo di associazione tra Israele e Unione europea. Si tratta di un accordo siglato nel 2000 e che prevede una lunga lista di facilitazioni commerciali tra Tel Aviv e i Paesi membri dell’Unione.

Il volume totale di interscambi garantiti da questo trattato equivale a circa 40 miliardi di euro all’anno e, sicuramente, la bilancia dei benefici tende dalla parte di Israele. Circa un terzo del commercio estero israeliano ha destinazione nell’Unione e ne rappresenta così il mercato più importante. L’interruzione dell’accordo di associazione avrebbe quindi potuto avere un effetto dirompente sull’economia israeliana, senza nemmeno l’utilizzo delle sanzioni.

C’erano tutte le ragioni per sospenderlo

A portare al Consiglio la proposta di bloccare l’accordo ci hanno pensato Spagna, Irlanda e Slovenia, sulla base dell’articolo 2 dello stesso trattato, che così recita: “Le relazioni tra le Parti, così come tutte le disposizioni dell’Accordo stesso, si baseranno sul rispetto dei diritti umani e dei principi democratici, che guidano la loro politica interna e internazionale e costituiscono un elemento essenziale del presente Accordo”.

Tra il massacro a Gaza, che in diverse sedi internazionali è stato definito genocidio, l’occupazione illegale della Cisgiordania, l’occupazione illegale del Libano e della Siria, e la recente introduzione della pena di morte per alcuni prigionieri palestinesi, possiamo dire che Israele ha un problema oggettivo di rispetto di diritti umani. Questo non è bastato però per sospendere l’accordo.

Italia e Germania hanno fatto opposizione

Perché l’Italia e la Germania si sono opposti. “In Italia abbiamo sospeso la conferma automatica del memorandum sulla difesa con Israele, le pressioni le stiamo facendo, ma devono essere pressioni sul governo, non sulla popolazione civile. Abbiamo una posizione diversa dalla Spagna, perché la loro non ci sembra la via giusta. La nostra posizione è identica alla Germania”, ha così dichiarato il ministro degli esteri Antonio Tajani.

Oltre al no secco di Italia e Germania, ci sono poi le posizioni più sfumate come quella della Francia che ha proposto, insieme alla Svezia, limitazioni commerciali mirate, soprattutto verso i territori occupati della Cisgiordania. Nemmeno questa proposta è però passata. E così mentre è stato approvato il 20esimo pacchetto di sanzioni contro la Russia, Israele può continuare a beneficiare del mercato europeo, mentre occupa illegalmente tre Stati, bombardandone un quarto e mettendo a morte prigionieri su base etnica.

mercoledì 22 aprile 2026

TASS - Cosa si sa sulla ripresa del transito di petrolio attraverso l'oleodotto Druzhba


 22 aprile, 16:31

La società ungherese MOL ha ricevuto una notifica ufficiale dall'operatore ucraino dell'oleodotto Druzhba in merito alla sua disponibilità a riprendere il transito di petrolio dalla Russia verso Ungheria e Slovacchia.

BUDAPEST, 22 aprile. /TASS/. La compagnia ungherese MOL è stata informata dall'Ucraina che il flusso di petrolio attraverso l'oleodotto Druzhba, che collega la Russia alla Bielorussia e porta petrolio in Ungheria e Slovacchia, dovrebbe riprendere entro giovedì.

TGCOM24 - Insulti alla Meloni, ambasciatore russo alla Farnesina: "Mosca non ha offeso la premier".

L'ambasciatore russo a Roma Alexey Paramonov è stato ricevuto mercoledì mattina alla Farnesina, a seguito della convocazione voluta dal ministro degli Esteri Antonio Tajani per protestare contro le dichiarazioni offensive del conduttore televisivo russo Vladimir Solovyov contro la premier Giorgia Meloni. "Ancora una volta le autorità diplomatiche italiane hanno preso una cantonata, convocandomi al Ministero degli Affari Esteri italiano": così l'ambasciatore aveva commentato sui social la sua convocazione alla Farnesina. "Meloni è - scrive - un Сapo di governo legittimo e nessun rappresentante delle autorità russe ha mai espresso giudizi offensivi nei confronti suoi o dell'Italia". "A nessuna persona ragionevole verrebbe mai in mente d'interpretare valutazioni personali di chicchessia come dichiarazioni ufficiali del governo di uno Stato".

BYOBLU24 - Insulti a Georgia Meloni da "un giornalista russo Solovyov: " Quando la critica politica supera il limite della civiltà ......


meloni solovyov
PS: ...mi sia permesso copiare sul post dove ho letto e sto scrivendo: "Negli ultimi anni parole molto dure sono state rivolte a tanti leader internazionali. Lo stesso Vladimir Putin è stato attaccato con accuse e giudizi pesanti. Ma, nella gran parte dei casi, quel limite ultimo non era stato oltrepassato Qui invece sì"....quale sarebbe ?" ...Negli ultimi anni parole molto dure sono state rivolte a tanti leader internazionali. Lo stesso Vladimir Putin è stato attaccato con accuse e giudizi pesanti. Ma, nella gran parte dei casi, quel limite ultimo non era stato oltrepassato. Qui invece sì.?
U. M./Grazie -------
22 Aprile 2026 Virginia Camerrieri
Esiste un confine che separa la critica politica dall’insulto personale. Un confine che esiste nel giornalismo, nel dibattito pubblico e nel diritto di critica: si può contestare duramente un leader, demolirne le scelte, denunciarne gli errori, ma non si può scadere nella volgarità gratuita, nella denigrazione personale, nell’offesa triviale.

Per questo quanto accaduto durante il programma russo Polnyj Kontakt, condotto dal giornalista Vladimir Solovyov, merita una condanna. Gli insulti rivolti al presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, espressi con termini volgari e degradanti, non appartengono alla dialettica politica. Appartengono a chi sostituisce gli argomenti con il dileggio e la violenza verbale. E quando il confronto scende a questo livello, perdono tutti: chi parla, chi ascolta e il contesto democratico nel quale ci si dovrebbe muovere.

Si può essere in totale disaccordo con le posizioni di Giorgia Meloni, si può criticare la linea del governo italiano sulla guerra in Ucraina, sui rapporti con la Russia o su qualsiasi dossier internazionale (e noi non abbiamo mai risparmiato critiche in tal senso!). Questo rientra nella normale dinamica democratica. Ma quando si ricorre all’insulto sessista, alla caricatura personale, alla volgarità studiata per umiliare, si esce dalla critica e si entra nel fango.

Chi oggi pensa di poter minimizzare perché colpita è un’”avversaria politica” cade in errore. Sì, oggi il bersaglio è Giorgia Meloni ma domani potrebbe essere qualunque altro rappresentante delle istituzioni, o perché no qualsiasi cittadino italiano.

Negli ultimi anni parole molto dure sono state rivolte a tanti leader internazionali. Lo stesso Vladimir Putin è stato attaccato con accuse e giudizi pesanti. Ma, nella gran parte dei casi, quel limite ultimo non era stato oltrepassato. Qui invece sì.

non c’è alcun tifo da stadio in questa posizione. Meno di un anno fa, in un nostro programma avevamo ospitato proprio Vladimir Solovyov. A dimostrazione che non esiste alcun interesse a stare “da una parte” per partito preso. Proprio per questo oggi è necessario dire con chiarezza che in questo caso il confine è stato superato.

Quando una televisione sceglie il linguaggio dell’insulto invece dell’analisi, mostra debolezza, non forza. Chi ha argomenti li espone. Chi non li ha, urla. A questo punto la convocazione dell’ambasciatore russo da parte della Farnesina va letta non certo come gesto teatrale, ma come risposta istituzionale doverosa.

Maurizio Blondet - Il pasticcione Trump non sa negoziare ...!

 

Trump estende unilateralmente il cessate il fuoco dopo che Vance ha annullato il viaggio in Pakistan – afferma che il blocco portuale iraniano rimarrà in vigore. Tasnim afferma che la “decisione definitiva” dell’Iran è di non partecipare ai colloqui.

Trump avverte: “Aspettatevi… bombe” e sollecita Teheran a “liberare le donne” che si dice siano nel braccio della morte.