L’oligarchia burocratica sente  il bisogno di una “nuova narrativa”. Ha cominciato nel 2013 l’allora presidente della Commissione  Europea,  Barroso: “Dobbiamo continuare il racconto, continuare a [essere noi a]  scrivere il libro del presente e dell’avvenire. Ecco perché occorre una nuova narrativa all’Europa”, ed ha esortato “artisti,  ricercatori  e intellettuali” a pensare a un nuovo racconto.  Donald Tusk con la  Merkel a fianco, l’agosto 2016, ha fatto appello ai 27 governi:  riuniamoci a Bratislava per metterci  d’accordo su una  nuova narrativa.  Anche Macron,  nel marzo 2017,  ha incitato alla creazione di  un “racconto  nazionale”, una  “storia evocatrice”, da distinguere  dalla storia  vera e propria: “Ciò che importa, nella storia, è che ci sia sì questa parte di ermeneutica, ma che non giunga a decostruire questo rapporto” con  il gran racconto della Francia in Europa...