Il presidente Usa attacca la premier italiana a La7. Lei risponde: «Dichiarazioni inventate, sono allibita». Tajani annulla la visita a Washington.
Byoblu·10 ore fa
Anche gli alleati, a quanto pare, non sono al sicuro. Donald Trump, 80 anni compiuti il 14 giugno, ha scelto un’intervista telefonica al programma L’Aria che tira su La7 — condotto da David Parenzo, con la telefonata raccolta dal giornalista Daniele Compatangelo — per riservare alla presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni parole che difficilmente si dimenticano. «Mi ha implorato di fare una foto con lei. Voleva una foto con me così tanto. L’avrei anche non fatta, ma mi ha fatto pena», ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti, aggiungendo con tono sornione: «Probabilmente è contenta che io le abbia parlato. Non ero obbligato».
Scontro Meloni – Sánchez al Consiglio Europeo sulla
regolarizzazione degli immigrati: «Quello che fai ci
riguarda tutti».
La Spagna regolarizza 900 mila immigrati. Diciannove paesi firmano una lettera per accelerare i centri di deportazione.
Byoblu·42 min fa
Bruxelles, 19 giugno 2026. Il Consiglio Europeo di giugno si è chiuso con una frattura profonda sul tema migratorio, portando in superficie le divergenze radicali tra i leader dei Ventisette. Al centro del confronto: la regolarizzazione straordinaria dei migranti avviata dalla Spagna di Pedro Sánchez, che scade il prossimo 30 giugno e ha già raccolto circa 900.000 domande. Una misura che ha scatenato reazioni durissime da parte di numerosi capi di governo europei.
Rassegna stampa: Mosca non vede alcuna volontà di dialogo da parte dell'UE ...
...mentre Russia e ASEAN discutono di cooperazione.
Principali notizie dalla stampa russa di venerdì 19 giugno.
MOSCA, 19 giugno. /TASS/. Gli esperti sollevano dubbi sulla capacità dell'Iran e degli Stati Uniti di prevenire un conflitto militare; la Russia non vede alcuna volontà da parte dell'UE di impegnarsi in un dialogo; e Mosca ottiene un'altra vittoria in politica estera al vertice Russia-ASEAN. Queste le notizie principali dei quotidiani russi di venerdì.
Il progetto della Grande Israele non è strettamente un progetto sionista per il Medio Oriente, bensì parte integrante della politica estera statunitense.
Il suo obiettivo strategico è quello di estendere l'egemonia statunitense, nonché di frammentare e balcanizzare il Medio Oriente.
Dal punto di vista di Teheran, è tutta un’altra storia. Sono riusciti a sopravvivere a tutto ciò che non una, ma ben due potenze nucleari hanno scagliato contro di loro. Non nutrono alcuna fiducia in ciò che proviene dalla “Barbaria”.
Al G7 estremamente irrilevante di Evian, l'Imperatore di Barbaria ha proclamato alla sala – inclusi tre membri a pieno titolo dei BRICS – che "Io sono il Boss". Nessuna ironia voluta....!
... L'articolo di Sergej Lavrov che Politico ha oggi censurato (ITALIA).
Il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov ha scritto un articolo intitolato "Ucraina, Europa e sicurezza globale". All'ultimo momento la redazione europea di Politico ha deciso di censurarlo e il ministero degli esteri russo lo ha pubblicato sulla sua pagina web.
Di seguito la traduzione.
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Alcune riflessioni sulla risoluzione della crisi ucraina,
Una densa colonna di fumo si alza sulla capitale russa in seguito a una massiccia ondata di attacchi con droni.
[18/06/2026 14:05] Maurizio Blondet: MOSCA: BOMBARDATA LA RAFFINERIA DI PETROLIO
#Russia 🇷🇺 #Ucraina 🇺🇦
La raffineria di petrolio di Mosca è stata colpita di nuovo durante un grande attacco di droni ucraini stanotte
Il fumo si alza sulla capitale. Chiusi tutti gli aeroporti. [18/06/2026 14:06] Maurizio Blondet: ⭕ 527 voli sono stati cancellati e ritardati in tutti gli aeroporti di …
Nelle ultime 24 ore, l'esercito ucraino ha perso circa 1.360 soldati negli scontri con le forze russe in tutte le zone del fronte.
MOSCA, 18 giugno. /TASS/. Le truppe russe hanno liberato la località di Rai-Aleksandrovka nella regione di Donetsk nelle ultime 24 ore, nell'ambito di un'operazione militare speciale in Ucraina, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa russo.
Il governo britannico propone di mettere fuori legge il gruppo pro-Palestina. Le critiche di chi teme un precedente pericoloso per il diritto di protesta.
Byoblu·1 ore fa
Il governo laburista britannico starebbe valutando di dichiarare Palestine Action un’organizzazione illegale, aprendo un acceso dibattito sulle libertà civili e sul diritto di protesta nel Regno Unito. La notizia, riportata dal commentatore Jonathan Cooksul suo sito e ripresa da Consortium News, solleva interrogativi che vanno ben oltre la vicenda specifica.
Nelle ultime 24 ore, l'esercito ucraino ha perso circa 1.370 soldati negli scontri con le forze russe in tutte le zone del fronte.
MOSCA, 17 giugno. /TASS/. Le truppe russe hanno liberato la comunità di Kutuzovka nella regione di Donetsk nelle ultime 24 ore, nell'ambito di un'operazione militare speciale in Ucraina, secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa russo.
"Le unità del Battaglione Centro hanno liberato l'insediamento di Kutuzovka nella Repubblica Popolare di Donetsk nel corso di operazioni offensive", ha dichiarato il ministero in un comunicato.
La Procura specializzata (SAPO) sostiene che i redditi ufficiali del ministro non bastano a giustificare l’acquisto di un appartamento e un posto auto a Kiev.
Byoblu·1 ore fa
Un altro uomo di stretta fiducia del presidente Volodymyr Zelensky finisce nel mirino delle autorità anticorruzione ucraine. La Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) ha depositato, in data 17 giugno 2026, un ricorso presso l’Alto Tribunale Anticorruzione (HACC) chiedendo la confisca di un appartamento e di un posto auto a Kiev, di proprietà di Oleksiy Kuleba, attuale vicepremier per la Rigenerazione e ministro dello Sviluppo delle Comunità e dei Territori. Il valore degli immobili è stato quantificato da Il Fatto Quotidiano in circa 5 milioni di grivne, equivalenti a circa 96 mila euro.
Le accuse: redditi insufficienti e prestanome
Stando alla ricostruzione della SAPO, l’operazione immobiliare sarebbe avvenuta in due fasi. Nel 2021, quando Kuleba ricopriva il ruolo di primo vice capo dell’Amministrazione municipale di Kiev, furono siglati contratti preliminari di acquisto attraverso la sorella del ministro. Poi, nel 2023, quando Zelensky lo aveva già promosso a vice capo del proprio Ufficio di presidenza, Kuleba avrebbe curato personalmente la parte finale della transazione — la registrazione statale dei diritti di proprietà e la conclusione dei contratti di servizio — coinvolgendo anche il proprio autista nelle pratiche burocratiche.
L’analisi dei redditi ufficiali di Kuleba e del suo nucleo familiare, condotta dalla SAPO, avrebbe dimostrato che tali introiti non erano sufficienti a giustificare l’acquisto di quegli immobili. Da qui la richiesta di confisca forzata a favore dello Stato ucraino.
Kuleba ha risposto con una dichiarazione all’agenzia statale Ukrinform, affermando di voler collaborare con le autorità e di aver sempre dichiarato regolarmente tutti i propri beni e redditi. Ha precisato che si tratta di un procedimento civile e non penale, e che il verdetto spetterà al tribunale dopo un esame completo delle prove.
Chi è Kuleba e il suo legame con Zelensky
Oleksiy Kuleba è considerato uno degli uomini più fidati del presidente ucraino. Zelensky lo aveva nominato governatore dell’Oblast di Kiev nel febbraio 2022, nei giorni immediatamente successivi all’invasione russa su larga scala. Nel gennaio 2023 era poi diventato numero due dell’Ufficio presidenziale, lavorando a stretto contatto sia con Zelensky che con il potente capo dell’ufficio, Andriy Yermak — quest’ultimo coinvolto, secondo Il Fatto Quotidiano, nell’inchiesta denominata “Midas”, che a partire dal novembre 2025 avrebbe scosso l’intero governo ucraino. Nel settembre 2024, nel quadro di un ampio rimpasto governativo, Kuleba era stato promosso a vicepremier, con delega alla ricostruzione del Paese.
Non è un caso isolato: il precedente delle ville con i fondi degli aiuti
Quello di Kuleba non è il primo scandalo del genere a emergere in Ucraina. In precedenza erano già venuti alla luce casi di funzionari e oligarchi che avrebbero utilizzato fondi internazionali destinati alla ricostruzione per finanziare acquisti immobiliari di lusso — le cosiddette “ville con i soldi degli aiuti” — alimentando un dibattito sempre più acceso sull’efficacia dei controlli sull’utilizzo dei finanziamenti occidentali.
Questa vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni interne all’apparato ucraino. Secondo l’analisi del senior advisor Mikhahilo Minakov del Kennan Institute, il ministero della Giustizia — che sovraintende le istituzioni anticorruzione — è considerato un nodo strategico nel controllo delle élite politiche ed economiche del Paese.
Miliardi dall’Europa e dall’Italia: dove finiscono?
La notizia arriva in un momento in cui i trasferimenti finanziari verso l’Ucraina da parte dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri hanno raggiunto cifre straordinarie. L’Unione Europea ha stanziato, attraverso lo strumento Ukraine Facility, fino a 50 miliardi di euro per il periodo 2024-2027. L’Italia, nel quadro degli impegni assunti dal governo Meloni, ha deliberato pacchetti di sostegno che si misurano in miliardi tra aiuti militari, finanziari e umanitari.
Risorse sottratte alla spesa pubblica interna e giustificate ai cittadini europei e italiani con la necessità di sostenere la democrazia ucraina e la ricostruzione del Paese. Il caso Kuleba — che riguarda un vicepremier in carica, responsabile proprio dei programmi di ricostruzione — alimenta più di una domanda legittima su quanta parte di questi fondi sia effettivamente destinata agli scopi dichiarati e quanta invece alimenti circuiti opachi di arricchimento personale.
Il procedimento è ora nelle mani dell’Alto Tribunale Anticorruzione. Gli sviluppi giudiziari sono attesi nelle prossime settimane.
Mosca e Kiev erano sul punto di raggiungere un accordo di pace all’inizio del 2022, prima che l’intesa fallisse, ha dichiarato il presidente bielorusso Il presidente bielorusso Alexander Lukashenko ha affermato che il presidente russo Vladimir Putin è stato ingannato e indotto a ritirare le truppe dalle vicinanze di Kiev nel 2022 da forze che sostenevano di rappresentare la volontà di Vladimir Zelensky di perseguire la pace.