
Sosteniamo, partecipiamo e alimentiamo la mobilitazione permanente contro il c.d. “ddl antisemitismo” in vista della discussione in aula alla Camera per il prossimo 2ottobre.
La Segreteria dell’Unione Giovanile Democratica Palestinese (PDYU) ha lanciato un appello urgente alle organizzazioni giovanili, studentesche, progressiste, di sinistra e democratiche di tutto il mondo ad esprimere la propria solidarietà a seguito dell’arresto del compagno e leader giovanile Hassan Shehadeh, capo della PDYU in Cisgiordania e a Gerusalemme.
All’alba di giovedì 17 settembre 2026, le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione nell’abitazione del compagno Hassan Shehadeh ad Abu Dis, a est di Gerusalemme occupata, lo hanno arrestato e tratto in custodia. Immediata, da parte della PDYU, la ferma condanna dell’arresto, un vero e proprio attacco diretto ai leader e agli attivisti giovanili palestinesi e al ruolo più ampio svolto dal movimento giovanile e studentesco nella difesa dei diritti del popolo palestinese. Al tempo stesso, siamo certi che l’arresto del compagno Hassan Shahadeh non metterà a tacere il movimento studentesco e giovanile palestinese, né spezzerà la sua determinazione a continuare la lotta per i diritti del popolo palestinese, a partire dai fondamentali diritti alla libertà, all’autodeterminazione, alla giustizia, all’indipendenza e al ritorno.
Come Partito Comunista di Unità Popolare, Italia, da sempre a fianco della lotta di resistenza e di liberazione del popolo palestinese, uniamo la nostra voce a quella di tutte le organizzazioni progressiste e antimperialiste che si stanno esprimendo e stanno manifestando per la immediata liberazione del compagno Hassan Shehadeh, e di tutti i prigionieri politici palestinesi, e rinnoviamo il nostro appello a tutte le forze sinceramente amiche dei popoli, impegnate per la pace, la solidarietà internazionalista e la libertà dei popoli, alla più convinta solidarietà e alla più solida mobilitazione, a difesa dei diritti dei popoli in lotta contro l’imperialismo, l’oppressione e il neocolonialismo in tutte le sue forme, e con la lotta di resistenza e di liberazione del popolo palestinese.
Tutti i leader del movimento dei prigionieri, di cui Ahmad Sa’adat, Segretario Generale del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina (FPLP), è figura di spicco, insieme a Marwan Barghouti, Abdullah Barghouti, Ahed Abu Ghoulmeh, Anas Jaradat, Hassan Salameh, Abbas al-Sayyed, Ibrahim Hamed, Jamal Abu al-Haija, Muammar Shahrour, Muhannad Shreim e altri esponenti del movimento, sono costantemente e sistematicamente presi di mira e subiscono abusi. Sono stati ripetutamente aggrediti e picchiati dalle guardie carcerarie, minacciati di morte, privati di cure mediche, lasciati morire di fame e rinchiusi in isolamento.
Ora più che mai, dobbiamo organizzarci e far sentire la nostra voce per salvare, proteggere e liberare tutti i prigionieri palestinesi, e sostenere questi leader della resistenza e del movimento di liberazione sotto attacco. I prigionieri palestinesi sono leader della resistenza, in prima linea per la giustizia e la liberazione, in mezzo alle condizioni più terribili di tortura, abusi, negligenza medica e uccisioni deliberate. Questo è un momento cruciale per agire, intensificare la lotta e far sentire la loro voce – per la giustizia, la liberazione e il ritorno.
Come Partito Comunista di Unità Popolare, Italia, lo ribadiamo con ancora più forza: cessazione immediata del genocidio, dell’occupazione e stop immediato alle aggressioni in Libano, Yemen, Iran; ingresso immediato e senza condizioni degli aiuti umanitari; pieno e incrollabile sostegno alla lotta di resistenza e di liberazione del popolo palestinese; liberazione dei prigionieri politici palestinesi; diritto al ritorno dei rifugiati palestinesi; pieno riconoscimento del diritto di autodeterminazione del popolo palestinese; cessazione immediata dell’esportazione di armi verso Israele, embargo militare, legittime sanzioni economiche, diplomatiche e militari; ripresa e rilancio della campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS), e interruzione immediata di ogni rapporto istituzionale di gemellaggio con Israele da parte degli enti locali.
Contro la criminalizzazione delle lotte e del conflitto, e contro ogni, assurda e strumentale, equiparazione tra antisionismo e antisemitismo, portata avanti anche in Italia con il cosiddetto “ddl antisemitismo”, che, attraverso l’adozione della cosiddetta “definizione IHRA”, consapevolmente confonde la legittima critica alle politiche dello Stato di Israele con l’odio antiebraico, aprendo la strada a una pesante limitazione della libertà di espressione e di critica e in particolare del diritto di denunciare violazioni dei diritti umani, politiche coloniali, apartheid, pulizia etnica, genocidio e le gravi, durature e sistematiche sofferenze inflitte al popolo palestinese, una deliberata confusione avanzata con l’unico obiettivo di delegittimare la lotta contro il genocidio, l’occupazione e la colonizzazione del territorio palestinese.
In tal senso, partecipiamo e alimentiamo la mobilitazione permanente contro il cosiddetto “ddl antisemitismo” in vista della discussione in aula alla Camera per il prossimo 2 ottobre.----
Nessun commento:
Posta un commento