venerdì 31 luglio 2026

Marco Tosatti - L'accusa di oltre 550 Ex vertici della sicurezza is'?"raeliliana.

 

Marco Tosatti

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, offriamo alla vostra attenzione qualche elemento di valutazione di quanto sta accadendo in Medio Oriente, e nel Mediterraneo. Buona lettura e diffusione.

§§§

Il primo è questo post pubblicato su Instagram:

Migliaia di immigrati hanno violato la frontiera dell’enclave spagnola in Nord Africa, causando allora all’allarme in Ceuta.
Il presidente regionale Jesus Vivas ha dichiarato “emergenza umanitaria e sociale assoluta” e ha chiesto al governo spagnolo di inviare truppe per aiutare a riprendere il control appropriato sull’enclave.
Sono state anche segnalate notizie secondo cui le autorità marocchine hanno utilizzato grandi veicoli per trasferire migranti (praticamente tutti uomini adulti) per consegnare i siti dove entreranno nel territorio spagnolo.
Le mosse sembrano essere state pianificate da governi stranieri nell’obiettivo di destabilizzare la Spagna 🇪🇸.

Le prove più chiare provengono dal figlio di Netanyahu (Yair Netanyahu), che in precedenza aveva minacciato la Spagna con migranti nel 2019, chiedendo agli arabi del Nord Africa di invadere il territorio spagnolo e suggerendo anche la possibilità che Israele finanziasse movimenti separati all’interno del territorio spagnolo.

Gli Stati Uniti stavano dichiarando a aprile di quest’anno che Ceuta e Melilla non fanno parte della Spagna.

Il mondo non era sicuro se questa fosse una minaccia contro l’integrità territoriale della Spagna, ma il governo spagnolo sembra sapere da dove verrà la minaccia e non da Iran o Palestina….

https://www.elespanol.com/reportajes/20260401/diaz-balart-halcon-cercano-marco-rubio-ceuta-melilla-no-espana-marruecos-cosas-discuten-amigos-aliados/1003744191505_0.html?utm_cmp_rs=linksinline

#currentevents #spain #morocco #geography #bruh

***

Sullo stesso argomento questo articolo di Inside Over. Cliccate per il video:

 

La Spagna è in piena emergenza dopo che miglia di migranti sono arrivati in pochissime ore a Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, da anni al centro della contesa tra governo spagnolo e marocchino.

Almeno 18 persone sono annegate mentre cercavano di raggiungere Ceuta. La Spagna sta inviando truppe.

La destra spagnola accusa il governo del primo ministro Pedro Sánchez di essere lassista nei controlli alle frontiere.

Il Ministro degli esteri italiano Antonio Tajani ha dichiarato di essere favorevole alla chiusura dello spazio Schengen con la Spagna. Dichiarazione che ha subito scatenato la reazione del suo omologo spagnolo José Manuel Albares che ha definito “inaccettabili” le parole di Tajani, ministro di un Paese “amico e partner” e ha convocato l’ambasciatore italiano.

Nel frattempo qualcuno sembra che si stia godendo lo spettacolo della Spagna di Sánchez in piena emergenza.

Innanzitutto il Marocco che da sempre rivendica il territorio di Ceuta alla Spagna. Il giornalista italiano @leonardo_panetta_ in un X sottolinea la coincidenza temporale: “Sánchez ha appena compiuto una visita ufficiale ad Algeri il 20 luglio 2026. Il Marocco è ai ferri corti con l’Algeria. Come mostrare di non avere gradito? Ceuta, migliaia di immigrati liberi di andare in Spagna”.

Anche Israele guarda con soddisfazione: nel 2019 Yair Netanyahu, figlio del premier israeliano, nel 2019 chiedeva ad arabi e musulmani di “liberare Ceuta”. Poche ore fa l’ambasciatore di Israele all’ONU Danny Danon su X ha fatto la morale alla Spagna per l’emergenza migranti.

Infine gli USA. Un rapporto del Congresso USA di aprile afferma che Ceuta e Melilla sono “in territorio marocchino” e invita il Segretario di Stato Marco Rubio a modificare lo status delle due enclavi amministrate dalla Spagna.

Insomma sembra proprio che qualcuno stia assistendo con soddisfazione alla crisi del governo Sánchez. E forse non solo…

#ceuta #spain #morocco #israel #usa

***

Poi c’è questo articolo di Jewish Voice for Peace:

 

«Per la prima volta nella mia vita mi sono sentito completamente impotente. Io ero da solo e loro erano più di 40, sostenuti dalle forze di occupazione. Mi lanciavano pietre mentre scappavo; non avevo idea se alcuni di loro fossero armati. Avevo a malapena il fiato per gridare contro di loro, anche solo per sentirmi non un semplice spettatore della distruzione della mia stessa casa».

In un racconto di prima mano per @972mag, @mohammad_hesham___ descrive cosa si prova a subire un pogrom da parte dei coloni israeliani.

«Quando sono arrivato a casa, la prima cosa che ho visto è stata la mia auto avvolta dalle fiamme. Ma in quel momento non mi importava: l’unica cosa che contava per me era sapere se la mia famiglia fosse al sicuro.

“Ho trovato mia madre e le mie sorelle che piangevano e tremavano. Per grazia di Dio, erano tutte sane e salva, ma i vetri delle nostre finestre in frantumi erano sparsi ovunque sul pavimento. Il terrore, il panico e la paura che abbiamo provato tutti quella notte rimarranno con noi per sempre — intensificati dalla consapevolezza che potrebbe succedere di nuovo domani…

«[I coloni israeliani] sapevano che non avrebbero subito alcuna punizione per i loro crimini — e che se avessimo cercato di difenderci, l’esercito israeliano sarebbe accorso in difesa dei coloni, arrestandoci o addirittura sparandoci senza un attimo di esitazione».

I coloni israeliani, aiutati dall’esercito israeliano, stanno ora compiendo in media sei attacchi al giorno, il tasso più alto mai registrato, in quella che è stata una campagna coordinata di pogrom. La scorsa settimana, il ministro delle Finanze israeliano Smotrich ha annunciato che il governo israeliano inizierà a costruire decine di nuovi insediamenti illegali nella Cisgiordania occupata.

In tutta la Palestina, il governo israeliano cerca da tempo di realizzare l’obiettivo del sionismo: l’appropriazione permanente delle terre palestinesi. Il genocidio a Gaza e l’escalation di violenza da parte dei coloni in tutta la Cisgiordania occupata rappresentano l’ultima escalation di una guerra di annientamento contro il popolo palestinese che dura da decenni.

Leggi l’articolo su bit.ly/pogromshuraini
.
JVP Action, la nostra organizzazione 501c4, opera ora con il nome di JVP; JVP Lab, la nostra organizzazione 501c3, continua a operare separatamente e rimane concentrata sul nostro lavoro educativo e culturale apartitico.

***

E c’è anche questo post su Instagram:

OLTRE 550 EX VERTICI DELLA SICUREZZA ISRAELIANA ACCUSANO IL GOVERNO: «PROTEGGE TERRORISTI EBREI»

Non Hamas, non l’ONU, non attivisti palestinesi: Commanders for Israel’s Security, che riunisce oltre 550 ex generali, colonnelli e alti dirigenti di IDF, Mossad, Shin Bet, polizia e apparati di sicurezza israeliani, accusa direttamente il governo Netanyahu.

Nella lettera inviata a Donald Trump il 27 luglio, il CIS denuncia che esercito e intelligence israeliani sono «fortemente limitati quando si tratta di terroristi ebrei» e afferma che «alcuni membri del nostro attuale governo orchestrano il caos».

L’accusa è ancora più grave: esponenti del governo proteggerebbero dall’applicazione della legge seguaci armati e «spinti da pulsioni messianiche».

Gli stessi ex vertici della sicurezza parlano esplicitamente di «Jewish settler terror activity» — terrorismo dei coloni ebrei — e avvertono che, se questa violenza e l’indebolimento dell’Autorità Palestinese continueranno, le conseguenze potrebbero essere «ancora più catastrofiche» di quelle seguite al 7 ottobre.

Il loro avvertimento finale non lascia spazio a equivoci:

«La tendenza è chiara e le prove sono sotto gli occhi di tutti. Non facciamoci cogliere di nuovo impreparati.»

A dirlo non sono i nemici di Israele. Sono uomini che per decenni ne hanno comandato esercito, intelligence e sicurezza.

§§§


Nessun commento:

Posta un commento