giovedì 30 luglio 2026

Byoblu - Covid, Fauci invoca il Quinto emendamento al Senato Usa...

 

Impossibile caricare "". Invalid response: Error code = 7, Path = /_/BloggerUi/data/batchexecute, Message = There was an error during the transport or processing of this request., HTTP status = 0, Unknown HTTP error in underlying XHR

Cento volte «mi avvalgo della facoltà di non rispondere»
 davanti alla commissione di Rand Paul, che ora annuncia il

 voto per oltraggio al Congresso.

Byoblu · 13 ore fa ·

🔊 Ascolta l’articolo

Anthony Fauci, per trentotto anni alla guida dell’Istituto nazionale statunitense per le allergie e le malattie infettive e volto pubblico della gestione americana della pandemia, si è presentato oggi davanti alla Commissione per la sicurezza interna del Senato degli Stati Uniti e ha scelto il silenzio. Non uno, non dieci: circa cento volte, in quasi tre ore di audizione, ha ripetuto la stessa formula. «Su consiglio del mio legale, decliniamo rispettosamente di rispondere sulla base dei diritti garantiti dal Quinto emendamento della Costituzione».

L’audizione, convocata dal presidente della commissione Rand Paul, senatore repubblicano del Kentucky e medico oculista, doveva servire a fare luce sull’origine del Sars-CoV-2 e sulle scelte compiute a Washington durante l’emergenza. Fauci era stato citato con un subpoena, cioè un ordine formale di comparizione. È comparso, ma non ha risposto.

Alla fine della seduta Paul ha annunciato che la commissione voterà la prossima settimana sull’incriminazione per oltraggio al Congresso, sostenendo che a Fauci la protezione del Quinto emendamento non spetterebbe. E ha congedato l’ex consulente della Casa Bianca con due domande retoriche pesantissime: le sue azioni hanno prodotto la più grande pestilenza artificiale della storia? Milioni di morti sono il frutto dei suoi esperimenti? Fauci ha lasciato l’aula in silenzio, scortato dagli agenti.

Il diario, il perdono preventivo e il nodo del gain of function

Dietro lo scontro personale c’è un cortocircuito istituzionale che merita più attenzione del teatrino. Fauci ha ricevuto da Joe Biden un perdono preventivo, firmato il 19 gennaio 2025: lo copre dalle azioni federali per fatti anteriori a quella data, ma secondo i giuristi non lo proteggerebbe da un’eventuale accusa di falsa testimonianza resa oggi sotto giuramento. È esattamente lo spazio in cui si è infilato il silenzio: dichiarare qualcosa oggi significherebbe esporsi domani. Paul gli ha contestato di volere «le cose in entrambi i modi».

Nel fine settimana lo stesso Paul ha reso pubbliche oltre 1.100 pagine del diario dattiloscritto di Fauci, materiale consegnatogli — come ha dichiarato lui stesso — dal segretario alla Salute Robert F. Kennedy Jr., secondo il quale non si tratta di appunti privati ma di «documenti governativi creati su un computer governativo da un dipendente federale». Fauci ha parlato di un’operazione costruita per umiliarlo e intimidirlo, denunciando l’«ossessione» del senatore per una sua incriminazione. Un amico di lunga data ha spiegato che quelle pagine servivano alla stesura di un libro di memorie, poi pubblicato nel 2024. Byoblu è stato l’unico editore ad avere il coraggio di pubblicare, in Italia, il libro “Il vero Anthony Fauci” di Robert F. Kennedy Jr., alla base delle accuse di oggi.

Al centro dell’inchiesta c’è la cosiddetta ricerca gain of function: la manipolazione genetica di virus per studiarne l’evoluzione. L’istituto guidato da Fauci ha finanziato ricerche presso il laboratorio di Wuhan; il National Institutes of Health ha ripetutamente affermato che i virus studiati con denaro pubblico americano erano diversi da quello che ha causato il Covid. Paul contesta la definizione stessa adottata da Fauci, sostenendo che fosse abbastanza stretta da lasciare fuori proprio le attività più rischiose. «Gli americani non chiedevano un dibattito semantico», ha detto. E qualcosa deve aver fatto breccia anche alla Casa Bianca: ieri Donald Trump ha annunciato nuove restrizioni su quel tipo di esperimenti.

Un’audizione che assomiglia a un processo, non a una verifica del Congresso

È qui che la giornata mostra il suo lato peggiore. Perché un’inchiesta parlamentare seria su come sia nata una stagione pandemica che ha stravolto la vita di miliardi di persone avrebbe potuto essere una pagina alta della democrazia. È stata, invece, in gran parte una recita a soggetto. Josh Hawley ha chiesto a Fauci di che colore fosse la sua cravatta e il tappeto davanti a lui, sapendo che non avrebbe risposto, per poi definirlo «un megalomane e un bugiardo». Rick Scott gli ha attribuito personalmente lockdown, morti, danni da vaccino e crollo di fiducia nella sanità pubblica.

Sull’altro versante la scena non è stata migliore. I democratici hanno usato il loro tempo per elogiare i cinquant’anni di servizio dell’immunologo e attaccare le politiche sanitarie dell’amministrazione Trump, senza rivolgergli una sola domanda. Gary Peters ha accusato Paul di aver costruito un’indagine politica per «legittimare una conclusione predeterminata». Quando l’avvocato di Fauci, David Schertler, ha provato a parlare, il presidente lo ha zittito e fatto accompagnare fuori dall’aula. La sua dichiarazione, in cui le accuse di Paul sono definite «false e disonorevoli», è stata letta a verbale da Richard Blumenthal.

Morale: due schieramenti, due liturgie, zero risposte. E i cittadini in mezzo.

Ciò che nessuno vuole chiarire

Chi ha deciso di finanziare, con denaro pubblico e senza dibattito pubblico, esperimenti potenzialmente capaci di generare agenti patogeni pandemici? Fauci è il simbolo di un modo in cui le istituzioni sanitarie occidentali hanno separato la competenza tecnica dal controllo democratico, chiedendo obbedienza ai cittadini e riservando a sé stesse l’opacità.

Se l’unico esito di questa vicenda sarà un voto per oltraggio al Congresso contro un ottantacinquenne coperto da un perdono presidenziale, allora avremo di nuovo il capro espiatorio al posto delle soluzioni. E la prossima volta — perché una prossima volta ci sarà — le cose andranno alla stessa maniera o anche peggio. Cambiare tutto per non cambiare niente. Vendicarsi senza comprendere. L’audizione di oggi è uno show buono per i titoli dei giornali, ma la giustizia e il naturale cambiamento che ne consegue non si sono avvicinati di un solo passo.

Nessun commento:

Posta un commento