mercoledì 8 luglio 2026

AntiDiplomatico - "Aggressione palese": L'Iran risponde al pesante attacco USA e blinda lo Stretto di Hormuz

 

 AntiDiplomatico  08 Luglio 2026 08:30

La scorsa notte ha segnato un drammatico punto di svolta nelle tensioni nel Golfo Persico, con l'avvio di una massiccia operazione militare statunitense e la fulminea controrisposta iraniana.

 Il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) ha annunciato che le operazioni sono scattate martedì, in reazione diretta ai recenti attacchi contro tre navi mercantili in transito nello strategico Stretto di Hormuz, azioni che Washington ha esplicitamente attribuito a Teheran, nonostante il governo iraniano abbia mantenuto una linea di ambiguità senza confermare né smentire il proprio coinvolgimento.

 

L'offensiva americana sarebbe stata imponente, da Washington riferiscono che le forze statunitensi hanno bersagliato oltre ottanta obiettivi strategici sul suolo iraniano, devastando sistemi di difesa aerea, reti di comando e controllo, siti radar costieri e complessi missilistici antinave, oltre a distruggere più di sessanta piccole imbarcazioni in dotazione alle Guardie Rivoluzionarie.

 

I media statali di Teheran hanno confermato forti esplosioni in diverse aree chiave dell'Iran meridionale, tra cui la città portuale di Sirik e le isole di Qeshm e Kharg, oltre alla base strategica di Bandar Abbas.

 

Secondo l'emittente radiotelevisiva statale IRIB, i raid americani avrebbero tuttavia colpito prevalentemente aree civili, provocando il ferimento di diverse persone a causa delle schegge piovute sul molo commerciale di Sirik. La reazione dei vertici militari iraniani non si è fatta attendere.

Il quartier generale centrale Khatam-al-Anbiya ha condannato l'azione definendola un palese atto di aggressione e avvertendo che le forze armate avrebbero risposto in modo schiacciante, ribadendo la ferma intenzione di non tollerare interferenze esterne nello Stretto di Hormuz e proclamando che l'unico transito sicuro per mercantili e petroliere resta la rotta stabilita da Teheran.

Dalle parole l'Iran è passato rapidamente ai fatti, estendendo il conflitto ai paesi vicini ospitanti infrastrutture occidentali. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha infatti rivendicato la distruzione di ottantacinque installazioni militari statunitensi attraverso un massiccio attacco coordinato con droni e missili che ha preso di mira il Bahrein e il Kuwait.

Nel corso delle prime ore del mattino, le sirene d'allarme antiaereo hanno risuonato a più riprese in Bahrein, mentre il Kuwait confermava ufficialmente di essere sotto il fuoco di ordigni ostili.

Tra i bersagli principali rivendicati dalle forze iraniane figura la base aerea di Sheikh Isa, in Bahrein, colpita da uno sciame di droni. In una nota ufficiale dai toni durissimi, i comandi di Teheran hanno definito le conseguenze della violazione del cessate il fuoco da parte di Washington come un atto di natura criminale, avvertendo che, da questo momento, ogni singola base americana dislocata nella regione sarà considerata un obiettivo militare legittimo.--------

La Redazione de l'AntiDiplomatico

La Redazione de l'AntiDiplomatico

L'AntiDiplomatico è una testata registrata in data 08/09/2015 presso il Tribunale civile di Roma al n° 162/2015 del registro di stampa. Per ogni informazione, richiesta, consiglio e critica: info@lantidiplomatico.it

Nessun commento:

Posta un commento