lunedì 13 luglio 2026

Marco Tosatti: Carissimi StilumCuriali, nei giorni scorsi si è perpetrato in casa UE un altro pesante attacco ....

 Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, nei giorni scorsi si è perpetrato in casa UE un altro pesante attacco alle nostre libertà personali, con la complicità degli eurodeputati del PD e di Forza Italia. Offriamo alla vostra attenzione due elementi di valutazione dell’evento. Buona lettura e condivisione.

Il primo è questo post su Instagram:

Il Parlamento Europeo ha dato il via libera alla cosiddetta Chat Control 1.0, una misura che permette ai giganti della tecnologia di scansionare in massa le comunicazioni private di circa 450 milioni di cittadini europei fino al 2028.

Il via libera è arrivato giovedì 9 luglio, l’ultimo giorno di seduta prima della pausa estiva, al termine di una seduta definita “caotica” e caratterizzata da “scene tumultuose”.

La misura è stata approvata nonostante una maggioranza di deputati si sia espressa contro.

Il segreto di questo paradosso – tutt’altro che “democratico” – risiede in un escamotage procedurale voluto dalla presidente del Parlamento Roberta Metsola (Ppe), che ha riproposto in extremis il testo, già respinto due volte a marzo, attraverso un procedimento d’urgenza.

L’atmosfera nell’aula di Strasburgo è stata tesa e confusa. L’eurodeputato non iscritto Friedrich Pürner ha raccontato su X di “scene tumultuose” e ha denunciato che “un numero considerevole di deputati non aveva la più pallida idea di cosa si stesse votando”.

Pürner ha anche sollevato il sospetto che una votazione-chiave sia stata tenuta aperta per un tempo insolitamente lungo, forse in modo intenzionale, prima che i dispositivi venissero chiusi. “I risultati sono decisi da tempo»” ha tuonato Pürner, definendo l’intero processo “altamente antidemocratico” e il Parlamento un “parlamento fittizio”.

La Chat Control 1.0 è una deroga temporanea alle norme europee sulla privacy (ePrivacy) che consente a colossi come Meta e Google di effettuare scansioni volontarie delle comunicazioni private alla ricerca di materiale pedopornografico. La versione 2.0, attualmente in negoziazione, mira a rendere tale obbligo permanente e vincolante per tutti i fornitori di servizi.

Il timore, più che fondato, è che questo provvedimento, nato con l’intenzione di proteggere i minori, si trasformi in uno strumento di controllo di massa, mettendo a rischio categorie vulnerabili come giornalisti, whistleblower e attivisti.

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E poi c’è questo post su Facebook di Savino Balzano.

Guardate che quello che è accaduto ieri con la votazione sul #ChatControl è di una gravità inaudita e va ben oltre il merito della questione. Partiamo dal metodo. La deroga alla direttiva ePrivacy era in scadenza. Una deroga, appunto, detta Chat Control 1.0, che consente ai fornitori di servizi di analizzare automaticamente i contenuti delle comunicazioni private. A marzo viene portata in Parlamento europeo una proposta per la proroga di quella deroga e il Parlamento dice di no: boccia la proroga. La deroga infatti scade ad aprile. Il Consiglio, tuttavia, riporta in Parlamento la proposta di proroga attraverso una procedura d’urgenza. Anche questa volta la maggioranza dei votanti si esprime contro la proroga. Siccome, però, per via della particolare procedura adottata, era necessaria la maggioranza assoluta per respingere la posizione del Consiglio, il Chat Control 1.0 è passato. Ora, restando al metodo: come si può non vedere che l’architettura europea presenti un evidente problema di legittimazione democratica? Gli unici rappresentanti eletti direttamente dai cittadini sono i membri del Parlamento europeo, un organismo che, per poteri e funzioni, non è nemmeno lontanamente paragonabile ai parlamenti nazionali. Nonostante ciò, ogni qual volta prova a esprimere un dissenso, anche nella sua condizione di debolezza istituzionale, emergono meccanismi che possono di fatto aggirarne la volontà. È una dinamica che abbiamo già visto anche su altri dossier europei, come il #Mercosur, dove il Parlamento ha espresso forti riserve sull’accordo, arrivando a chiedere un parere alla Corte di giustizia, mentre il processo politico è andato avanti. Come si può accettare che i destini del nostro Paese e del nostro popolo vengano decisi da un manipolo di tecnocrati lontani dal controllo democratico e rispondenti a logiche che nulla hanno a che vedere con la volontà dei cittadini? È questo che ha in mente Sergio #Mattarella quando incensa, sommerso dagli applausi, la cosiddetta sovranità europea? Una sovranità che nemmeno esiste: un abuso, un sopruso, una sopraffazione bella e buona. Siamo oltre la limitazione della sovranità e non è più nemmeno una cessione: questa è un’estorsione di sovranità. Inaccettabile. E adesso veniamo al merito della questione. La deroga, il Chat Control 1.0, consente ai fornitori di servizi di effettuare la scansione automatizzata delle comunicazioni private. Una questione di enorme portata. Ce lo ricordiamo cosa recita l’articolo 15 della nostra Costituzione? Eccolo: «La libertà e la segretezza della corrispondenza e di ogni altra forma di comunicazione sono inviolabili. La loro limitazione può avvenire soltanto per atto motivato dell’autorità giudiziaria con le garanzie stabilite dalla legge». E dunque mi domando: tutti quelli che ci fanno una testa così sulla tutela dei nostri principi costituzionali, sulla necessità di indugiare ancora su fascismo e antifascismo, dove sono finiti? Come la pensano? Ve lo dico io: la maggioranza della delegazione del Partito Democratico ha sostenuto questa iniziativa europea. Anche qui, il Presidente della Repubblica, garante della Costituzione, non ha nulla da dire? Al di là dei suoi poteri, che evidentemente non gli consentono alcun intervento formale o procedurale, non ha nulla da affermare? E i media, la cosiddetta informazione, la stampa? Serve davvero una reazione popolare: non è possibile non cogliere la gravità della situazione, lo svuotamento della nostra democrazia, il progressivo asservimento dell’apparato istituzionale del Paese a poteri che perseguono strategie in netto contrasto con il nostro interesse nazionale. Basta!---


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