U. M. :"Considerando e leggendo il "NO" a Pirlo e il continuo supporto militare con armi e molto spesso con valanghe di- E uri - dai Parlamentari al Governo e no, della nostra Italia...si potrebbe portare in Parlamento una proposta nella quale si "obliga" chi vota a favore di suppoti Militari e Euri per continuare alle molte guerre che cancellano la liberta di nazioni sullaTerra del mondo? Grazie!--
-----------------------------------------------------------------------------------
Andrea Pirlo sta per diventare il nuovo commissario tecnico della Nazionale. La nomina è ormai quasi ufficiale. E cosa succede, puntuale come le tasse? Scoppia il caso. Non sul suo curriculum da allenatore (oddio, qualcuno ha da ridire, ma gli andrebbe ricordato che da Guardiola in giù non c’è la fila per allenare una nazionale imbarazzate, che ha bucato tre mondiali di fila), non sulle sue idee di gioco (tutti all’attacco, fantastico), e neppure sul futuro del calcio italiano, dato che i giovani non si fanno crescere e le squadre ormai scendono in campo solo con formazioni di stranieri (e poi si chiedono perché non abbiamo più campioni). No. Sul fatto che Pirlo è testimonial di Fonbet, il principale operatore di scommesse russo. Potevano non occuparsi di una questione così fondamentale, i nostri politici, mentre la gente fa la fila mesi o anni per un’esame diagnostico? Ma occuparsi di quello per cui vi paghiamo, sant’Iddio, ovvero di risolvere i problemi del Paese, no? Pirlo si occupa di fare una finanziaria, ad esempio?
Carlo Calenda (chi?), segretario di Azione (ah, beh), ha sentenziato che «chi fa propaganda per la Russia non dovrebbe ricoprire cariche nazionali». Prendete nota. Mauro Berruto (chi?), responsabile Sport del PD (ah, beh), si è detto imbarazzato per il legame con il provider russo. Prendete nota. E poi lei… poteva farsela mancare? Pina Picierno, vicepresidente del Parlamento europeo, che già a fine maggio aveva attaccato l’ex centrocampista con parole al vetriolo: «Firma palloni a Mosca, non sa come stare al mondo con onore e schiena dritta», perché «i soldi non possono comprare la credibilità». Ieri il bis: la Figc sbaglia, Pirlo sarebbe «il piano Z del calcio italiano». Da castigatori di filorussi ad esperti di calcio, il passo è breve, si sa. Pure La Russa, tra una presidenza del Senato a un’altra, allena l’Inter.
Il dettaglio che smonta la polemica
Peccato che, a guardarla da vicino, questa montagna partorisca un topolino. Stando a quanto emerge sulla natura di questi accordi commerciali, il contratto che lega Pirlo al bookmaker russo sarebbe vincolato alla sua attività di allenatore di club: senza una panchina di società, l’accordo perderebbe efficacia. E indovinate un po’? Se Pirlo diventa ct della Nazionale, con i club chiude. Il presunto scandalo si dissolverebbe da solo, nel momento esatto in cui accettasse l’incarico. Si agita lo spauracchio russo per qualcosa che, con la nomina, semplicemente cesserebbe di esistere.
Ma la verità è che il merito non interessa a nessuno. Interessa il riflesso condizionato: c’è scritto “Russia” da qualche parte? Fuoco a volontà. È il nuovo galateo del potere: non serve più argomentare, basta evocare Mosca e chiunque diventa impresentabile. Un meccanismo di propaganda rovesciata che conosciamo bene, perché lo vediamo applicato da anni a giornalisti, artisti, scienziati. E ora tocca agli sportivi.
Da che pulpito: l’Europa dei predicatori
E poi, scusate, ma chi sono i predicatori? Sono gli stessi azzeccagarbugli di una Unione Europea che ha soffocato la nostra competitività sotto una montagna di paletti ideologici e investimenti col contagocce, mentre trova — magicamente — miliardi di euro da riversare nell’industria bellica. L’industria della morte finanziata a piene mani, e poi le lezioni di etica a un allenatore di calcio per un contratto pubblicitario. Ma mi faccia il piacere!, avrebbe detto Totò.
E non è la prima volta che questa Europa politica mette le mani sulla cultura e sullo sport per epurare tutto ciò che odora di Russia. Ricordiamo i tagli ai finanziamenti alla Biennale finiti nel mirino delle polemiche, e soprattutto il caso della pianista Valentina Lisitsa, il cui concerto in Italia fu annullato per le sue posizioni: fu Byoblu, allora, a organizzarlo, perché la musica non ha colore né divisa. Prima l’arte, poi la cultura, adesso il pallone. C’è ancora qualcosa che questa classe dirigente non abbia provato a normalizzare a colpi di strali e di accuse infamanti e oltraggiose?
E già che ci siamo, ricordiamo anche chi è Pina Picierno: la stessa vicepresidente del Parlamento europeo che ebbe l’ardire di presentare un’interrogazione alla Commissione Europea per chiedere la chiusura di Byoblu, l’unica televisione dei cittadini al mondo e – diciamocelo – solo perché a Messora non poteva fare una telefonata per chiedere che un’intervista non andasse in onda, come ha fatto con la Rai. Chiedere la chiusura di una testata giornalistica, nel cuore delle istituzioni che si riempiono la bocca di “libertà di stampa”, c’è qualcosa di più immorale? Di questo personaggio stiamo parlando. Una che vorrebbe decidere chi può fare informazione, e oggi pretende di decidere pure chi può allenare la Nazionale.
L’Europa che vogliamo non è questa
Se Pirlo firmi o non firmi palloni a Mosca non è il punto. Il punto è che non è questa l’Europa che vogliamo. Un’Europa a cui non basta massacrare l’arte e la cultura, dove si fanno interrogazioni per chiudere una televisione che non piace, e che adesso non si vergogna di mettere le mani anche sullo sport, trasformando ogni panchina in un tribunale ideologico.
Noi stiamo dalla parte dei cittadini e contro tutte le ingiustizie, sempre. E questo è un processo sommario a un campione che ha dato lustro all’Italia nel mondo, che ne ha celebrato le qualità, per un contratto commerciale che verosimilmente decadrebbe il giorno stesso della nomina. Tutta questa sceneggiata non è altro che l’espressione più truce di una arrogante bramosia di potere ormai incancrenita nelle pieghe della nostra società, che sfrutta una cordata di influenze e di pressioni politiche che partono dalle posizioni più influenti e vanno giù a cascata infiltrandosi in tutti i gangli della nostra organizzazione sociale, e che può arrivare perfino a chiedere la chiusura delle televisioni libere. Ma non era una democrazia, questa? Squadrismo abietto condotto senza un briciolo di morale. Sparare sul “filorusso” di turno è l’equivalente del bullismo. È quello che fa il branco quando si scaglia contro chi è estraneo alle dinamiche di gruppo..
A Pirlo tutta la mia solidarietà. Conosco questa gente e so di cosa sono capaci. E se i censori di professione hanno da ridire, rispondo come si risponde nelle curve e nelle piazze, e fatelo anche voi:
FORZA PIRLO!
Nessun commento:
Posta un commento