venerdì 10 luglio 2026

AntiDiplomatico - Il giornalista al vertice Nato: “Rutte, lei non ha amor proprio? Come fa a sedere accanto a Trump?”..... E diventa virale!


U.M: Mi permetto di invitarvi...fortemente...di leggere questo post. Vi ringrazio.!
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Un cronista danese chiede a Rutte se gli costi qualcosa in dignità stare in silenzio accanto a Trump, un membro Nato che dichiara di voler annettera la Groenlandia, appartenente a un altro membro Nato.
Byoblu·

Ad Ankara, durante la conferenza stampa a margine del vertice Nato, un giornalista danese di nome Rasmus Rauneborg, inviato dell’agenzia di stampa Ritzau, ha fatto quello che nessun diplomatico, nessun leader europeo, nessun segretario di gabinetto ha il coraggio di fare: ha detto la verità ad alta voce, e davanti alle telecamere.

La domanda era semplice: «Trump minaccia di conquistare la Groenlandia, attacca gli alleati Nato, lancia guerre commerciali. Come fa a stare lì seduto accanto a lui senza aprire bocca? Cose che non sembrano appartenere al vecchio Mark Rutte. Tutto questo ha qualche effetto sul suo rispetto per se stesso?»

Mark Rutte, segretario generale della Nato, è rimasto lì un attimo — visibilmente colto di sorpresa, quasi pentito di aver concesso la parola proprio a quel giovane cronista nordico — e poi ha risposto. Malissimo.....!

La risposta che dice tutto

Niente smentite, niente prese di distanza, niente di coraggioso. Rutte ha scelto la strada dell’elogio istituzionale: «Quello che faccio sempre è riconoscere il merito quando è dovuto. E credo che Trump vada ringraziato, perché la Nato oggi è molto più forte». Ha aggiunto che il presidente americano sta «realizzando ora ciò che gli Stati Uniti cercavano di ottenere fin dai tempi di Eisenhower: equiparare la spesa tra Washington e l’Europa».

Sulla Groenlandia, ha cercato una via di mezzo impossibile: «Sono d’accordo con te sulla Russia, sulla Cina nell’Estremo Nord, ma facciamolo insieme. Abbiamo la Nato per questo». Una risposta che suona come: ho ragione io, hai ragione tu, andiamo tutti d’accordo.

Il punto è che di fronte alle affermazioni di Trump — secondo cui la Groenlandia «è un grande problema per gli Usa e avrebbero dovuto tenerla dopo la Seconda guerra mondiale» — Rutte ha quasi annuito. Annuito. Il segretario generale dell’Alleanza Atlantica che annuisce davanti alla rivendicazione territoriale di un alleato su un territorio che appartiene a un altro alleato.

Cosa è successo veramente ad Ankara

Durante la conferenza stampa congiunta tra Trump e Rutte, il presidente americano si era detto «molto arrabbiato con i Paesi Nato» su tre fronti: la Groenlandia, il mancato aiuto all’operazione contro l’Iran e le spese militari che, a suo dire, gli Usa continuano a sobbarcarsi da soli. Ha chiesto che ogni Paese membro porti la spesa difensiva al 5% del Pil. Ha preso di mira in modo particolare la Spagna, definendola «causa persa» guidata da «gente cattiva», arrivando a invocare l’interruzione di ogni rapporto commerciale con Madrid — «comprese le visite».

Per tutta la durata di questo monologo, Rutte è rimasto in silenzio. Le poche volte in cui ha preso la parola lo ha fatto per elogiare Trump, affermando che molti dei risultati raggiunti dall’Alleanza «non sarebbero stati possibili» senza di lui.

La famiglia disfunzionale della Nato

Interrogato in seguito da un altro cronista sulla distanza siderale tra i toni concilianti dei vertici e le dichiarazioni divisive del presidente americano, Rutte ha usato una metafora casalinga: «È un po’ come in famiglia. Ci sono famiglie che non litigano mai, e poi a un certo punto scoppia tutto». Come se l’Alleanza Atlantica fosse una cena del giovedì sera con uno zio difficile da gestire.

Trump, dal canto suo, ha parlato di «unificazione» tra i leader presenti ad Ankara e di «amore straordinario» in sala. Un amore a senso unico, a giudicare dagli attacchi sferrati agli alleati europei nel corso della stessa mattinata.

Il vero scandalo

La domanda di Rauneborg è diventata virale non per il coraggio giornalistico in sé — che pure c’è — ma perché ha messo a nudo qualcosa che molti fingono di non vedere: il segretario generale della Nato, la massima carica dell’alleanza militare occidentale, siede in silenzio mentre il leader del Paese più potente dell’alleanza aggredisce verbalmente altri membri, rivendica territori altrui e minaccia guerre commerciali. E quando viene interrogato su questo silenzio, risponde elogiando chi lo ha messo in quella posizione.

Si può chiamare pragmatismo, realismo, diplomazia. Si può anche chiamare con un altro nome. Che non si può dire..

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