Una separazione conflittuale, un padre accusato di violenza e una madre accusata di essere alienante. Al centro c’è una bambina, Stella (nome di fantasia) diventata famosa a suo malgrado come la bambina di Monteverde.
Già diversi mesi fa, infatti, i servizi sociali avevano provato ad allontanare la piccola dalla casa della madre, ma la bambina si era nascosta sotto al tavolo, aveva dato segno di non voler andare via. E l’intervento anche di alcuni condomini, che da subito si sono mobilitati in favore della mamma della bambina, hanno impedito che la piccola venisse portata via.
Questo fino a venerdì scorso, quando la nonna è andata a prendere Stella a scuola, come ogni pomeriggio, e non l’ha trovata.
Il racconto della nonna
“Dicono che è venuto il padre, la polizia e i servizi sociali a prelevarla, senza che nessuno della famiglia sapesse nulla“, dice nonna Eleonora ai nostri microfoni. “Oltretutto il nonno, cioè mio marito, si è sentito male. Lui è cardiopatico“.
Da quel momento qualsiasi contatto è stato impedito non solo alla mamma, che ha perso la potestà genitoriale, ma anche ai nonni e agli zii. “La mamma ha provato a telefonare“, ci dice ancora la signora Eleonora, “ma non hanno mai risposto, quindi sappiamo niente“.
In Campidoglio per sensibilizzare il Sindaco
Così nella giornata di oggi 19 maggio, diverse associazioni, i condomini e tante persone che sentono vicino la storia di Stella si sono riunite in piazza del Campidoglio per sensibilizzare il Comune di Roma nella persona del Sindaco Roberto Gualtieri a intervenire per riportare Stella a casa. Durante il corso della manifestazione, una delegazione è stata invitata a salire e ha incontrato un rappresentante capitolino.
Non solo, la bambina ha una malattia congenita che secondo alcune perizie potrebbe persino peggiorare in una situazione di forte stress come quella che probabilmente sta vivendo.
Non è un caso isolato
La storia di Stella è solo una delle tante che vede protagonisti bambini strappati con la forza pubblica da casa o addirittura da scuola. Un’azione che in realtà dovrebbe essere limitata solo a casi di forza maggiore, ma a cui invece le varie notizie ci riportano sempre più spesso.
La richiesta dunque è anche quella di smettere di prelevare forzosamente i bambini, soprattutto quando ripetono a gran voce che vogliono restare dove sono.
“L’abbiamo vissuta per anni questa situazione, giorno e notte, quindi sappiamo benissimo com’è realmente la cosa“, dicono alcuni condomini, che lamentano anche di non essere mai stati ascoltati.
“La bambina ha testimoniato, ha testimoniato anche lei, con disegni, anche fisicamente e questo è stato tutto ignorato. Quello che è drammatico è che è stato anche archiviato“, conclude una signora, anche lei appartenente al condominio di Monteverde.
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