sabato 23 maggio 2026

BYOBLU24 - GUERRA IRAN-USA. PER TRUMP LA FINE DELLE OSTILITÀ È VICINA, MA TEHERAN NEGA UN ACCORDO IMMINENTE

iran

23 Maggio 2026

Mentre il presidente Donald Trump Trump insiste nell’affermare che la fine delle ostilità con l’Iran è vicina, Teheran ancora una volta fa un passo indietro: “Non possiamo dire che un accordo con gli Usa sia imminente” dichiarano infatti le autorità.

Del resto il consenso interno ha un peso importante per la tenuta del governo durante la guerra, e se tra gli statunitensi la guerra contro l’Iran è molto impopolare, per gli iraniani non c’è altra via che tenere testa all’attacco di Washington, dopo quaranta anni di sanzioni, attentati ai capi politici e tentativi di regime change.

Ricapitolando i fatti degli ultimi mesi, il 28 febbraio Usa e Israele hanno attaccato l’Iran uccidendo Khamenei e decine di leader di governo. L’Iran ha risposto colpendo Israele, le basi Usa nel Golfo e i Paesi che le ospitano, bloccando il trasporto di petrolio nello Stretto di Hormuz e mobilitando Hezbollah in Libano. Il 23 aprile è stata annunciata una proroga al cessate il fuoco tra Israele e Libano iniziato il 17 aprile.

NUOVO ATTACCO USA IMMINENTE E “DECISIVO”?

Secondo Axios, che cita una fonte vicina a Donald Trump, il presidente statunitense avrebbe parlato di lanciare un’operazione militare finale, di grande portata e “decisiva”, dopo la quale potrebbe dichiarare vittoria e porre fine alla guerra. Intanto a Teheran sono pervenuti tutti i mediatori, innanzitutto dal Pakistan, per tentare di portare a termine un’intesa che dovrà poi aprire la strada a ulteriori negoziati e ad un accordo definitivo. Il segretario di Stato americano Rubio ha parlato di “lievi progressi”, ma invita a immaginare “un piano B qualora l’Iran non riaprisse Hormuz”.

IL TAVOLO NEGOZIALE CON I MEDIATORI PAKISTANI

Sul tavolo intanto è aperto un documento d’intesa su cui Repubblica islamica e Stati Uniti starebbero lavorando con la mediazione del Pakistan. Il testo, secondo l’emittente saudita Al Arabiya, prevede un cessate il fuoco immediato, completo e incondizionato su tutti i fronti. Garantisce la libertà di navigazione nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz e nel Golfo dell’Oman, istituendo un metodo di sorveglianza comune per monitorare l’attuazione. Stabilisce che i negoziati sui punti non ancora pacificati inizino entro sette giorni e che la una revoca graduale delle sanzioni americane, in cambio del rispetto iraniano dei termini concordati.

LE VIOLAZIONI CONTINUE DEL CESSATE IL FUOCO IN LIBANO E A GAZA

Nella notte tra il 22 e 23 maggio Israele ha attaccato il campo profughi di Nuseirat, al centro della Striscia di Gaza. Si tratta di civili disarmati e allo stremo delle forze, che non ricevono da mesi aiuti umanitari internazionali. Anche il cessate il fuoco in Libano viene regolarmente violato dall’esercito di Netanyahu con raid su interi centri residenziali.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in una conversazione telefonica con il Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha affermato: “Gli Stati Uniti stanno sabotando i colloqui per porre fine alla guerra con le loro persistenti richieste massimaliste”. “La malafede di Washington, le sue posizioni contraddittorie, i ripetuti tradimenti e le richieste eccessive hanno bloccato il processo di dialogo”, ha sottolineato, secondo quanto riportato da Tasnim.

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