
Novità nell’inchiesta francese sulla rete di sfruttamento sessuale legata a Jeffrey Epstein. La procuratrice Laure Beccuau rivela che altre venti persone si sono fatte avanti dopo l’appello lanciato dalle autorità a febbraio. Dieci di loro erano già note agli inquirenti, ma le altre dieci sono volti nuovi. Nuove presunte vittime finora mai identificate. Molte vivono all’estero e i magistrati francesi stanno organizzando i loro interrogatori a Parigi.
L’indagine su Epstein in Francia
L’indagine della magistratura per tratta di esseri umani è decollata a gennaio, dopo la pubblicazione dei cosiddetti Epstein Files da parte del Dipartimento di Giustizia USA. L’obiettivo dell’inchiesta è capire quali reati siano stati commessi in Francia.
Sotto la lente degli investigatori ci sono computer, tabulati telefonici, vecchie rubriche e il lussuoso appartamento parigino di Epstein: nell’abitazione, già perquisita nel 2019, erano state trovate foto di donne nude e animali imbalsamati.
Epstein: collegamenti con casi pregressi in Francia
Tra le donne già sentite, alcune avevano già testimoniato contro Jean-Luc Brunel: l’agente di modelle accusato di procurare ragazze a Epstein, era arrestato e trovato morto in carcere nel 2022. Una fine simile a quella di Epstein ma anche di altri soggetti vicini al finanziere e deceduti in circostanze misteriose: come Alfred Paul Seckel, cognato della compagna di Epstein, Ghislaine Maxwell, incaricato di pulire la reputazione online del finanziere.
Altre richieste di indagine sono quelle contro Gerald Marie, ex capo di un’importante agenzia. Su di lui, quindici donne chiedono di indagare per presunti legami con Epstein, nonostante una vecchia inchiesta per abusi commessi negli anni ’80 e ’90 sia già caduta in prescrizione.
Caso Epstein e ripercussioni politiche in Francia
Le scosse degli Epstein Files non hanno risparmiato nemmeno la politica. A febbraio la Procura finanziaria ha aperto un fascicolo per riciclaggio e frode fiscale che travolge l’ex ministro della Cultura Jack Lang e sua figlia Caroline. Un’indagine che ha già portato alle dimissioni di Lang dalla presidenza dell’Istituto del Mondo Arabo dopo le perquisizioni nella sede dell’ente.
Per il momento, precisa la procuratrice, nessun indagato è stato ancora interrogato. Si procede con i piedi di piombo, blindando prima le testimonianze delle vittime e le prove documentali.
E in Italia? Al momento, a fine marzo, l’associazione Differenza Donna ha presentato un esposto alla Procura di Roma chiedendo l’avvio di indagini su possibili reati transnazionali di tratta, violenze sessuali e sfruttamento sessuale di donne, ragazze e minori connesse agli Epstein Files.
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