
Il conflitto in Ucraina “sta volgendo al termine”. Vladimir Putin lancia un messaggio inatteso al termine della parata del Giorno della Vittoria.
Il capo di Stato russo accoglie positivamente l’idea del presidente del Consiglio europeo Antonio Costa di avviare un dialogo per una “pace giusta e duratura”. Putin ribadisce che la Russia “non ha mai rifiutato i negoziati” e indica come mediatore ideale Gerhard Schroeder: l’ex cancelliere tedesco è stato un promotore chiave dei gasdotti Nord Stream, ricoprendo ruoli di vertice nelle aziende energetiche russe. Putin aggiunge che, in alternativa, l’UE può scegliere un mediatore di cui si fida, purché non ostile alla Russia.
Nel suo discorso, il presidente ricorda che i soldati russi combattono contro “una forza aggressiva sostenuta dall’intero blocco della NATO“. Alle celebrazioni era presente come unico leader europeo Robert Fico. Secondo il primo ministro slovacco, Volodymyr Zelensky sarebbe pronto a un incontro diretto con Putin.
Le parole del presidente russo arrivano dopo la tregua di tre giorni mediata dagli Stati Uniti. Donald Trump vede un possibile “inizio della fine” del conflitto. Per il Cremlino, invece, gli USA “hanno fretta” e il percorso resta comunque “lungo e complesso”.
Yuri Ushakov, consigliere di Putin ed ex ambasciatore russo a Washington, definisce “infondata” la possibilità di prolungare la tregua, prevista fino all’11 maggio per evitare rappresaglie ucraine durante la parata. Entrambe le parti denunciano comunque violazioni della tregua, accusandosi a vicenda di attacchi e bombardamenti.
I colloqui mediati dagli Stati Uniti sono fermi e le distanze restano profonde su confini, neutralità ucraina e garanzie di sicurezza. L’apertura esplicita di Putin rappresenta in ogni caso una novità dopo mesi di stallo. Dopo l’11 maggio, il quadro su un’eventuale evoluzione della tregua apparirà più chiaro.
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