mercoledì 6 maggio 2026

Marco Tosatti - " Gli USA ha armato l' ISIS e Al- Queda per Israele.( ex Capo dell'Antiterrorismo).

 

Marco Tosatti

Carissimi StilumCuriali, offriamo alla vostra attenzione questo post pubblicato su Facebook da Francesco Agnoli, che con la consueta lucidità e chiarezza risponde a chi (e  ogni tanto qualcuno anche su Stilum commenta in quel senso) dice: parlate sempre di Gaza e Libano e Cisgiordania e intanto i cristiani vengono uccisi in Africa dagli islamisti. Ma prima leggete questo post pubblicato su Instagram da Roberta Clemente, che ringraziamo per la cortesia. Per il video di Joe Kent cliccate sul collegamento. Buona lettura e diffusione.

joe kent isis al qaeda

Mentre ieri, ho pubblicato la confessione (non ormai tanto segreta) di un ex ufficiale della Cia che dichiarava che l’America aveva armato Isis e Al Qaeda, oggi in questo video, l’ex capo dell’antiterrorismo americano Kent dichiara ciò che sapevano tutti ormai da tempo e cioè che la creazione di questi gruppi sanguinari terroristici come Isis ed Al Qaeda non solo sono stati creati dagli americani, ma sono stati Creati dagli americani con lo scopo esclusivo di proteggere gli interessi di Israele rovesciando i regimi contrari agli interessi dei sionisti.

Gli Stati Uniti hanno rovesciato Saddam Hussein in Iraq e Bashar al-Assad in Siria perché Israele li ha spinti a farlo, afferma Joe Kent, ex capo del Centro Nazionale Antiterrorismo.

Per raggiungere questo obiettivo, gli Stati Uniti hanno armato gruppi di insorti, inclusi ISIS e Al-Qaeda. Tuttavia, questi gruppi sono poi sfuggiti al controllo e hanno iniziato a pianificare attacchi in tutto l’Occidente, afferma Kent.

Ora, grazie al loro, il terrorista al Jolani è al comando in Siria e stringe la mano di tutti i leader politici europei, compresa la nostra Giorgia Meloni.

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Ed ecco Agnoli.

Un breve commento al post dell’amico Andrea. Le stragi di cristiani in alcune parti del mondo sono continue e reiterate.
Per alcuni anni, soprattutto sotto Benedetto XVI, si è cercato di accendere qualche riflettore su questo, con pochi risultati (ricordo per esempio di aver presentato più volte la bellissima indagine di Renè Guiotton, “Cristianofobia. la nuova persecuzione”) .
E’ vero i cristiani perseguitati sono dimenticati.
Però ogni tanto c’è qualcuno che se ne ricorda: qualcuno per interesse, altri in modo strumentale.
Per esempio in questi anni segnati dalle stragi di Gaza, e ora dalla guerra in Iran, vi sono moltissimi che parlano di continuo dei poveri cristiani uccisi dagli islamici.
Postano i morti in Africa, in Nigeria, in Congo… ma solo per dire: vedete che a Gaza e in Iran Trump e Netanyahu fanno bene!
Oppure, nella loro testa, collegano gli immigrati in Europa con i fatti mediorientali.
Costoro hanno un modo di “ragionare” un po’ grottesco: propongono relazioni tra realtà del tutto diverse.
Non distinguono una banana da un melone.
Ragionano un tot al quintale, soprattutto a partire dalla pigmentazione della pelle.
Così per loro il tunisino che ruba o spaccia in Italia è lo stesso del persiano che vive nel suo paese, sotto le bombe “buone” o il palestinese che non è fuggito qui, in Europa, ma a cui hanno distrutto la casa, là, nella sua terra.
Non si accorgono neppure, costoro, nella loro visione puramente ideologica, che TUTTE le GUERRE PREVENTIVE contro l’ISLAM e il TERRORISMO, vero o presunto, non sono mai state fatte per aiutare i cristiani perseguitati ( è spesso sono state portate avanti con l’ appoggio degli islamici più radicali, ad esempio i sauditi).
MAI!
Né in Iraq, né a Gaza, né in Iran…
Mai le amministrazioni USA e Israele hanno impugnato le armi laddove c’erano cristiani perseguitati!
Anzi, con le loro guerre hanno favorito e amplificato la persecuzione!
Con le loro guerre hanno contribuito a spazzare via i cristiani da Libano, Iraq, Siria ecc…
I cristiani perseguitati tornano utili, per alcuni, solo per “giustificare” una guerra: ma in tutt’altra parte del mondo e per tutt’altri motivi.
In fondo per un cristiano è una conferma: la morte di Gesù fu salutata, dal potere, con grida di gioia o con il lavarsene le mani.
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