06 Maggio 2026 17:00

“Made in Italy per l’industria del genocidio: esportazioni militari ed energetiche verso Israele”. Alla Camera dei Deputati martedì, l'onorevole Stefania Ascari ha presentato un dossier, sfociato in un'interrogazione parlamentare, che denuncia il continuo invio di forniture militari ed energetiche italiane verso Israele. La ricerca dimostra come tali esportazioni siano proseguite ininterrottamente dall'ottobre 2023, smentendo le rassicurazioni del Governo italiano e violando gli obblighi internazionali.

La deputata del Movimento Cinque Stelle ha chiesto l'immediata sospensione di ogni trasferimento bellico ed energetico, la revoca delle licenze e il blocco dei transiti nei poli logistici italiani. 

"Vogliamo che vengano alla luce tutte le rotte, tutti i contratti, tutte le coperture usate per mascherare le destinazioni reali"Di seguito il comunicato e il video pubblicato da Stefania Ascari.

Oggi alla Camera abbiamo presentato il dossier “Made in Italy per l’industria del genocidio: esportazioni militari ed energetiche verso Israele” elaborato da Giovani Palestinesi d’Italia (GPI), Palestinian Youth Movement (PYM) e The Weapon Watch nell’ambito della campagna People’s Embargo for Palestine, da cui è nata un’interrogazione parlamentare a mia prima firma ai Ministri Tajani e Crosetto.
La ricerca mostra come, dall’ottobre 2023, l’Italia abbia mantenuto un flusso costante di forniture militari ed energetiche verso Israele, nonostante le dichiarazioni del Governo su una presunta limitazione delle esportazioni.
Il dossier documenta almeno 416 spedizioni di materiale militare e oltre 224 chilotonnellate di carburante, attraverso una rete di aziende e infrastrutture italiane, che si pongono in netto contrasto con gli obblighi internazionali che il nostro Paese è tenuto a rispettare.
Diciamo basta a ogni complicità con lo Stato terrorista Israele.
Chiediamo l’immediata sospensione di ogni trasferimento militare e di ogni fornitura energetica verso Israele, la revoca delle autorizzazioni in vigore, il blocco dei transiti nei porti e negli aeroporti italiani.
Vogliamo che vengano alla luce tutte le rotte, tutti i contratti, tutte le coperture usate per mascherare le destinazioni reali.
Chiediamo di interrompere ogni relazione commerciale, politica, diplomatica con lo Stato genocida Israele e di riconoscere lo Stato di Palestina
Nessuna reale pace potrà mai esserci se lo Stato genocida e terrorista Israele non pagherà per tutti i crimini commessi. Palestina libera.
Ritorniamo a essere umani.----