Non solo l’hantavirus. Ora sembra essere arrivata una nuova emergenza sanitaria, si tratta di un nuovo ceppo dell’ebola, denominata Bundibugyo.
Il nuovo ceppo di ebola in Congo
Il principale focolaio si troverebbe attualmente nella provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo. Finora sono stati segnalati 8 casi confermati, 246 casi sospetti e 80 decessi sospetti. Altri due casi sono stati confermati in un laboratorio (incluso un decesso), apparentemente non collegati tra loro, a Kampala, in Uganda.
La dichiarazione dell’OMS
Nelle scorse ore sulla vicenda è intervenuta l’Organizzazione Mondiale per la Sanità attraverso la voce del criticato direttore Tedros Ghebreyesus: “Il Direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), dopo aver consultato gli Stati parte nei quali è noto che l’evento è attualmente in corso, determina che la malattia da virus Ebola causata dal virus Bundibugyo nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda costituisce un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale, ma non soddisfa i criteri di emergenza pandemica, come definiti nel Regolamento sanitario internazionale”. Che cosa significa?
In pratica è come se l’OMS avesse richiamato gli Stati membri a fornire una risposta pronta e coordinata di fronte alla minaccia. Tra il 2009 e il 2022 l’OMS ha dichiarato per sette volte l’emergenza sanitaria di rilievo nazionale.
Nel 2009 con quella che poi è stata definita pandemia H1N1, meglio conosciuta come influenza suina. Poi con la poliomielite del 2014, poi con la prima epidemia di Ebola in Africa occidentale tra il 2014 e il 2016, poi con l’epidemia di virus Zika nel 2015, poi con la seconda diffusione di Ebola nel Kivu tra il 2018 e il 2020, poi con la discussa pandemia Covid nel 2020 e infine con il vaiolo delle scimmie del 2022. Due di queste si sono quindi poi trasformate in pandemia.
Ritorno al passato?
Nella comunicazione dell’OMS si parla già di vaccini, si può infatti così leggere: “Realizzare studi clinici per promuovere lo sviluppo e l’utilizzo di potenziali terapie e vaccini, con il supporto dei partner”. L’OMS corre anche se il virus fortunatamente è localizzato e il numero dei casi ancora non è elevato. E dalle nostre parti i virologi che avevano goduto di ampia copertura mediatica nel periodo della pandemia, sembra vogliano tornare sulla cresta dell’onda.
Tra questi Matteo Bassetti ha così twittato: “Nelle ultime due settimane si è potuto capire (per chi lo ha voluto fare..) dell’importanza strategica dell’OMS nel contenimento delle malattie infettive”. Finora però di concreto l’OMS non ha fatto granché, se non delle semplici comunicazioni rivolte agli Stati.
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