sabato 2 maggio 2026

BYOBLU24 - Notizie STRAGE DI ODESSA, 12 ANNI DI IMPUNITÀ...!...( da leggere assolutamente, Grazie )


2 Maggio 2026

PS: Mi sia permesso invitarvi...fortemente...di leggere una volta o anche due...questo post perche è la "vera" verità per cui ancor oggi a 12 anni fa...vi è  una guerra  vergognosa con centinaia di migliaia di morti . grazie

umberto Marabese

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Sono passati dodici anni anni dalla strage di Odessa, una delle pagine più oscure della recente storia europea. Letto a posteriori, quell’episodio ha contruibuito allo scoppio della guerra civile in Ucraina e al successivo intervento militare della Federazione Russa. Nel 2025 la Corte europea per i diritti umani ha ritenuto l’Ucraina responsabile di non aver impedito le violenze a Odessa e ha ordinato allo Stato di pagare un risarcimento alle persone colpite dalla tragedia. Ripercorriamo gli eventi che portarono al massacro.

Il 21 febbraio 2014, l’allora Presidente Ucraino Viktor Yanukovich e la Opposizione sostenuta dall’Occidente firmarono un accordo politico volto a porre fine a mesi di disordini seguiti alle rivolte di piazza Maidan. Ma il giorno successivo, i violenti militanti dell’opposizione occuparono alcuni edifici governativi prendendo il controllo di Kiev.

Dopo la diffusione della notizia, il 23 febbraio migliaia di residenti di Odessa scesero in piazza istituendo un accampamento di protesta in piazza Kulikovo Pole e scandendo slogan filo-russi: “Odessa è una città russa!” e “No al fascismo!“.

Il 2 maggio, centinaia di hooligan furono stati trasportati in autobus a Odessa sotto la sorveglianza di Andriy Parubiy, allora segretario del Consiglio di sicurezza nazionale e di difesa dell’Ucraina.
Nel pomeriggio era prevista una partita di calcio tra il Čornomorec’ Odessa e la Metalist Charkiv. I gruppi di tifosi delle due squadre — tradizionalmente rivali – quel giorno si coalizzarono in chiave pro-Ucraina. Dopo la partita, gli ultras, affiancati da manifestanti pro-Maidan e da frange neo-naziste marciarono verso piazza Kulikovo Pole con l’intenzione di smobilitare il presidio che il giorno successivo intendeva festeggiare l’anniversario del 3 maggio.

Dopo i primi scontri, una parte dei “filo-russi” si barricò all’interno nella vicina sede della Casa dei sindacati. Secondo quanto testimoniato dai video emersi successivamente, a quel punto gli estremisti ucraini bloccarono le uscite, intrappolando i manifestanti all’interno, e lanciarono molotov contro l’edificio. Decine di persone persero la vita per inalazione di fumo e gravi ustioni. Dai video si coglie anche che alcune vittime si lanciarono dalle finestre tentando disperatamente una via di fuga.

La causa del rogo non è mai stata accertata: come confermato da un rapporto dell’ONU, la magistratura e la polizia ucraina non hanno svolto indagini sulle responsabilità del massacro di Odessa. L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani affermò nel suo rapporto del 2016: “I procedimenti penali sembrano essere stati avviati in modo parziale. Finora sono stati perseguiti solo attivisti del campo pro-federalismo (filo-russo), mentre la maggioranza delle vittime erano sostenitori dello stesso movimento pro-federalismo. Le indagini sulle violenze sono state affette da carenze istituzionali sistemiche e caratterizzate da irregolarità procedurali, che sembrano indicare una riluttanza a indagare e perseguire realmente i responsabili.”

Nel settembre 2017, il tribunale di Čornomors’k assolse tutti i 19 imputati anti-Maidan accusati di aver partecipato agli scontri, affermando che le indagini non erano state imparziali perché condotte dalle stesse autorità di polizia che, secondo le informazioni disponibili, avevano organizzato e partecipato agli scontri assieme agli imputati.

Una sentenza della Corte europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) ha successivamente condannato l’Ucraina per l’inazione e le gravi negligenze della polizia, con conseguente mancata protezione del diritto alla vita delle persone coinvolte, per i gravi ritardi dei soccorsi e per il modo in cui sono state sostanzialmente insabbiate tutte le indagini avviate in seguito sulla strage.

Secondo i dati ufficiali, nella strage di Odessa hanno perso la vita 48 persone e i feriti sono stati 250.

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