giovedì 7 maggio 2026

BYOBLU24 - EURO DIGITALE: IN ITALIA SONO ...(QUASI)... TUTTI D’ACCORDO!



7 Maggio 2026

L’Italia arriva a Bruxelles con una posizione insolitamente compatta sull’euro digitale. Partiti spesso divisi, marciano insieme sul progetto della Banca centrale europea. Da Fratelli d’Italia e Forza Italia, passando al Movimento 5 Stelle, fino al centrosinistra, si dicono tutti favorevoli. Tranne la Lega, assente al convegno organizzato dall’Associazione Bancari Italiani.

Secondo la BCE il progetto rafforzerebbe la sovranità monetaria europea, riducendo la dipendenza dai colossi americani Visa Mastercard, oltre a tagliare i costi delle commissioni che pesano fino all’1,3% sui commercianti.

L’euro digitale non è una criptovaluta e non manderà in pensione il contante, assicurano da Francoforte. Sarà piuttosto la sua versione elettronica, emessa dalla BCE, utilizzabile tramite applicazioni digitali o carte, anche senza rete internet.

A luglio si attende il via libera del Parlamento Europeo, nel 2027 si partirebbe con una fase pilota. Il debutto è fissato al 2029. E l’Italia avrebbe un ruolo di primo piano: il nostro Paese ospiterà tre centri di elaborazione dati e il Centro Donato Menichella di Frascati diventerà il cuore tecnologico della piattaforma.

Il sostegno politico è trasversale. Da Fratelli d’Italia, Giovanni Crosetto – nipote del ministro della Difesa – critica l’attuale dipendenza dai privati americani. Una posizione condivisa da Pasquale Tridico del M5S, che mette l’accento sui costi inferiori. Marco Falcone di Forza Italia definisce l’euro digitale “la moneta del futuro“.

La Lega, invece, ha votato contro o si è spesso astenuta sugli emendamenti che acceleravano il progetto dell’euro digitale. Il senatore Claudio Borghi ribadisce la contrarietà al progetto “il cui fine è tutt’altro che chiaro e dove i rischi superano i benefici”, spiega.

Secondo i critici, la BCE eserciterebbe un controllo diretto sui risparmi, con tutte le implicazioni del caso in termini di libertà privacy. Sul fronte bancario, invece, gli istituti – in particolare quelli tedeschi e del nord Europa – hanno espresso preoccupazione per il timore di perdere il controllo della piattaforma e quindi sulle transazioni online, con il rischio di vedere sfumare il business.

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