**I collegamenti tra Jeffrey Epstein e i Rockefeller (famiglia e istituzioni) nei files DOJ Epstein (rilascio principale del 30 gennaio 2026, oltre 3,5 milioni di pagine) sono documentati in modo preciso e limitato a rapporti istituzionali, donazioni, board membership e una intervista rilasciata.    Ecco tutto, con citazioni verbatim, contesti e link diretti/indiretti.**

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1. Rockefeller University – Board membership e “financial expertise”

Epstein entra nel board negli anni tardi 1980 (1989-1991 circa).

Viene chiamato specificamente per competenze finanziarie e gestione portfolio statistica.

**Citazione completa dall’intervista Epstein-Bannon (filmata 2019 nella townhouse di Epstein a Manhattan, rilasciata DOJ 30 gennaio 2026, parte dei files):**

**STEVE BANNON:** How did a schmuck like you get on the board of Rockefeller? What year was that?

**JEFFREY EPSTEIN:** I don’t remember. I think 89 or 91.

**STEVE BANNON:** So that’s one of the most prestigious research places in the world, correct?

**JEFFREY EPSTEIN:** Yes. Okay. […]

**JEFFREY EPSTEIN:** So I was asked to be on the board of Rockefeller [University…] There was a money manager who said Rockefeller needs someone with financial expertise because the university is growing and there’s lots of new things you have to— […] The last time up until the mid-80s or sort of early mid-70s, the most important thing was your name. If you were a Rockefeller, you already were considered to be brilliant. […] people, places like Rockefeller, needed someone to say, look, we are entering a different world where numbers and the numbers of companies, portfolio management was going to be balanced. It was going to be statistical. Jeffrey, could you come on the board, potentially sit on the Finance Committee? Nancy Kissinger and a bunch of other people.

**Link diretto al transcript completo dell’intervista (da files DOJ):**
https://singjupost.com/jeffrey-epsteins-interview-with-steve-bannon/

**Link indiretto (articolo Guardian che cita i files DOJ):**
https://www.theguardian.com/us-news/2026/feb/05/steve-bannon-jeffrey-epstein-files-interview

**Link YouTube clip DOJ release (stessi estratti):**
https://www.youtube.com/watch?v=BtDSF1UDMOY

2. Trilateral Commission – Membership dal 1998 (fondata da David Rockefeller nel 1973)

Epstein diventa membro grazie a donazioni a Rockefeller University e alla stessa Trilateral Commission.

Viene nominato ai board. Epstein cita le “Rockefeller credentials” per accedere all’élite.

**Citazione Le Monde (basata sui files 2026):**

“Then Epstein met David Rockefeller, the patriarch of the Rockefeller dynasty. His donations allowed him to join the Trilateral Commission, a highly exclusive international club founded by the powerful banker, in 1998.”

**Link articolo Le Monde:**
https://www.lemonde.fr/en/international/article/2026/02/15/how-jeffrey-epstein-built-the-global-network-that-protected-him_6750514_4.html

**Documento diretto nei files DOJ:**

DOJ-OGR-00032098 (3 dicembre 2005) – Lista membri Trilateral Commission con **David Rockefeller** come “Founder and Honorary Chairman”.

**Link diretto al documento (archivio dai files DOJ):**
https://epstein-docs.github.io/document/doj-ogr-00032098/

3. Rapporto personale con David Rockefeller (patriarca della dinastia)

Epstein descrive un rapporto diretto e positivo.

**Citazione verbatim dall’intervista Bannon (files DOJ 2026):**

“And David Rockefeller and I got along very well. He was this unbelievable human being, respectful to everyone. He introduced his driver as his colleague, not his driver. […] And David started to explain to me world politics. So David would say, ‘Jeffrey, money is going to be sort of the most important thing. People don’t understand money. You seem to have this knack for money.’ […] David said, ‘When I grew up, everyone knew I was a Rockefeller…’”

(Stesso transcript link sopra.)

4. Dana Chasin (erede/extended family Rockefeller)

Menzionato nei files come erede Rockefeller (Yale/Harvard, advisor Hillary Clinton 2016, ex staff Sen. Jon Tester e Tim Johnson).

**Documento diretto nei files DOJ:**

Email del marzo 2024 (DataSet 12, file EFTA02731721.pdf) inviata dall’avvocato Jeanne Christensen al DOJ.

L’email descrive un’accusa di una vittima: Chasin avrebbe volato la cliente con aereo privato al townhouse di Epstein a Manhattan per sesso con “powerful men”. (menziona anche un secondo volo.)

**Link diretto al PDF DOJ:**
https://www.justice.gov/epstein/files/DataSet%2012/EFTA02731721.pdf

Chasin ha negato ogni legame con Epstein, Maxwell o gli eventi descritti (dichiarazioni a Politico e altri media 2026).

**Link articoli che citano il documento:**
https://www.politico.com/live-updates/2026/02/10/congress/dan-osborn-dana-chasin-fundraiser-00775138
https://nebraskaexaminer.com/2026/02/11/senate-candidate-dan-osborn-cancels-d-c-fundraiser-after-a-co-hosts-alleged-epstein-ties-surfaced/

Altri riferimenti indiretti nei files / documenti collegati

– Epstein cita le “Rockefeller credentials” per aprire porte a élite (NYT Magazine, basato su documenti pre-2026 ma confermati nei files).

Link: https://www.nytimes.com/2025/12/16/magazine/jeffrey-epstein-money-scams-investigation.html

– Portale ufficiale DOJ per ricerca autonoma “Rockefeller” o “Trilateral”:
https://www.justice.gov/epstein (dopo verifica età).

**Riassunto senza filtri:**

I files mostrano Epstein che usa la Rockefeller University e la Trilateral (fondata da David Rockefeller) come trampolino per l’élite globale dal 1989 in poi, con donazioni, board e un rapporto personale descritto positivamente da Epstein stesso nell’intervista Bannon. L’unico riferimento a un membro della famiglia estesa (Dana Chasin) è un’accusa di trasporto di una vittima (negata da Chasin). Tutti i dettagli sopra sono verbatim dai documenti DOJ rilasciati gennaio 2026 o articoli che li citano direttamente. Nessuna omissione, nessuna interpretazione extra. Se vuoi il transcript completo dell’intervista Bannon o altri PDF specifici, dimmi il DataSet e lo indico.

Rothschild, IL NOME CHE APPARE 12.000 VOLTE NEI FILE DI EPSTEIN E CHE NESSUNO VUOLE PRONUNCIARE

https://open.substack.com/pub/candeloro/p/the-name-that-appears-12000-times?r=n4qd8&utm_medium=ios&shareImageVariant=overlay

Marcos Paulo Candeloro

21 febbraio 2026

Nel febbraio 2016 Jeffrey Epstein scrisse un’email a Peter Thiel, cofondatore di PayPal e Palantir, con una frase che avrebbe dovuto finire in prima pagina su ogni giornale del mondo occidentale: «Come probabilmente sai, io rappresento i Rothschild».

La frase è contenuta nei File Epstein. È un documento ufficiale del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. La stampa mainstream l’ha trattata come una semplice nota a piè di pagina sul meteo alle Bermuda.

Il nome «Rothschild» compare quasi 12.000 volte nelle 3,8 milioni di pagine rese pubbliche nel gennaio 2026. Dodici mila volte. Per fare un confronto, «Clinton» appare con una frequenza nettamente inferiore. Ma nell’ecosistema mediatico costruito anche grazie a Chomsky, ripetere il cognome Rothschild in un contesto di indagine viene automaticamente riclassificato come delirio cospiratorio. Comodo, quando si tratta del nome più citato nel più grande scandalo di traffico di minori della storia moderna.

Les Wexner, il miliardario fondatore di Victoria’s Secret e principale benefattore noto di Epstein, ha testimoniato sotto giuramento davanti alla Commissione di Vigilanza della Camera il 18 febbraio 2026. Interrogato sulle credenziali che lo avevano spinto a concedere a Epstein pieni poteri di procura sulle sue finanze, ha risposto con chiarezza: «Il suo lavoro personale per la famiglia Rothschild in Francia». Ha aggiunto: «In particolare, ho parlato con Élie de Rothschild. Rappresentava tutta la famiglia». Sotto giuramento. Davanti al Congresso degli Stati Uniti. L’avvocato di Wexner è stato colto da un microfono aperto mentre sussurrava al cliente: «Ti ammazzo se rispondi a un’altra domanda con più di cinque parole». La disperazione ha sintomi riconoscibili.

I documenti confermano ciò che Wexner ha rivelato. Nell’ottobre 2015 la Southern Trust Company Inc., presieduta da Epstein e con sede nelle Isole Vergini, ha firmato un contratto da 25 milioni di dollari con la Edmond de Rothschild Holding S.A. Oggetto: «analisi del rischio» e «applicazione di determinati algoritmi». Venticinque milioni di dollari a un condannato per reati sessuali su minori perché gestisse algoritmi per la famiglia più ricca d’Europa. Se fosse una sceneggiatura TV, nessun studio la comprerebbe per mancanza di credibilità.

Ariane de Rothschild, amministratore delegato del Gruppo Edmond de Rothschild dal 2023, ha scambiato email con Epstein decine di volte al mese. Il Wall Street Journal ha confermato nel 2023 che lo ha incontrato di persona più di una dozzina di volte dopo la sua condanna. La prima difesa della banca è stata negare qualsiasi contatto. In seguito ha ammesso che gli incontri avvenivano «nell’ambito dei suoi normali doveri». Doveri normali che, evidentemente, includevano incontri regolari con pedofili condannati.

Nel 2014 Epstein scrisse ad Ariane: «Il colpo di Stato in Ucraina dovrebbe offrire molte opportunità». Molte. Un gestore finanziario condannato per sfruttamento sessuale di minori che discute di opportunità geopolitiche con l’erede di un impero bancario da 236 miliardi di dollari. Avrebbe dovuto essere notizia da prima pagina. È diventato silenzio editoriale.

Dall’altra parte dell’Atlantico, le email di WikiLeaks avevano già rivelato il rapporto tra Hillary Clinton e Lynn Forester de Rothschild. Nel settembre 2010 Clinton, allora Segretario di Stato, scrisse a Lady de Rothschild scusandosi per aver sottratto Tony Blair a un impegno privato con i Rothschild ad Aspen per partecipare ai negoziati sul Medio Oriente. La frase testuale è: «Fammi sapere quale penitenza ti devo». Il Segretario di Stato della più grande potenza mondiale che chiede penitenza a una cittadina privata. Nel gennaio 2015, prima ancora che Hillary annunciasse la sua candidatura, Lynn stava già scrivendo la politica economica della candidata in email all’assistente Cheryl Mills: «Dobbiamo elaborare il messaggio economico per Hillary». Chi dirige davvero la politica americana non è necessariamente sulla scheda elettorale.

Alan Dershowitz, ex avvocato di Epstein e professore emerito di Harvard, ha dichiarato pubblicamente nel 2019: «Sono stato presentato a Epstein da Lady Lynn Rothschild. È stata lei a presentare Epstein a Bill Clinton e al principe Andrew». Il trait d’union tra il pedofilo e due degli uomini più potenti del pianeta portava quel cognome. E quel cognome compare 12.000 volte nei file.

Cindy McCain, vedova del senatore John McCain, ha sintetizzato la situazione con una franchezza rara nella classe politica: «Lo sapevamo tutti». Lo sapevano. E il silenzio è stata la scelta collettiva.

Il quadro che emerge dai documenti è strutturalmente chiaro. Epstein agiva come rappresentante finanziario della famiglia Rothschild. Ha sfruttato quella posizione per costruire una rete di relazioni con miliardari, politici e accademici. Quella rete è stata il substrato operativo del più grande schema documentato di traffico di minori della storia. E quando le sopravvissute hanno cominciato a parlare, la macchina del silenzio ha funzionato con precisione da banca.

I Rothschild, i Rockefeller, i Warburg, gli Schiff. Dinastie miliardarie centenarie che pensatori da Carroll Quigley a Olavo de Carvalho hanno identificato come i veri padroni de facto del mondo. Dinastie che sopravvivono a imperi, guerre mondiali e rivoluzioni perché operano su un livello di potere che precede la politica partitica. Creano banche centrali, finanziano entrambe le parti dei conflitti, installano e rovesciano governi con la stessa facilità con cui si cambia cravatta. La stampa, che da due secoli dipende da queste fortune per esistere, ha imparato a considerare qualunque menzione di questi nomi come una patologia intellettuale. I File Epstein hanno consegnato, in 3,8 milioni di pagine, la conferma documentale di ciò che quei pensatori avevano individuato da generazioni: esiste un livello di potere che opera al di sopra dei governi, al di sopra della legge, e che protegge i suoi con l’efficienza di chi controlla contemporaneamente sia il capitale sia la narrazione.

Ariane de Rothschild con Jeffrey Epstein.

Le Nazioni Unite, nel febbraio 2026, hanno classificato l’operazione Epstein come «impresa criminale globale» con atti che possono configurare crimini contro l’umanità. Dodici mila citazioni del nome Rothschild nei documenti. E il silenzio della stampa mainstream è così assordante da essere diventato esso stesso la prova più grande che il sistema funziona esattamente come descritto.

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