martedì 3 febbraio 2026

F. Q. - Ucraina, “tregua” finita: 70 missili su Kiev e strutture energetiche. Ora cambia il lavoro dei negoziatori”


Ucraina, “tregua” finita: 70 missili su Kiev e strutture energetiche. Zelensky: “Mosca ha rotto la promessa fatta a Trump. Ora cambia il lavoro dei nostri negoziatori”
La Russia è tornata a colpire la capitale dopo lo stop ai bombardamenti "concordato" dal presidente Usa con il Cremlino. Il governo: "1.100 edifici senza riscaldamento" con -20 gradi. Da domani i negoziati trilaterali negli Emirati arabi.
La Russia è tornata a colpire Kiev e le infrastrutture energetiche dell’Ucraina, dopo la “tregua” annunciata venerdì da Donald Trump e PUTIN. Nella notte “oltre 70 missili in totale ed oltre 450 droni” hanno raggiunto la capitale ferendo almeno 9 persone, ha affermato il presidente Volodymyr Zelensky. “Il risultato di questi attacchi è che più di 1.100 edifici residenziali sono rimasti senza riscaldamento” con temperature che sfiorano i -20 °C, ha dichiarato il ministro dello Sviluppo Oleksiy Kuleba sul social network X, accusando la Russia di attaccare “le abitazioni, il riscaldamento e le condizioni di vita di base dei civili” in tutto il Paese.
La Russia ha confermato di avere compiuto un “massiccio attacco“. I raid sono stati effettuati con missili a lungo raggio lanciati da terra e dall’aria e con droni, ha precisato il ministero della Difesa. Negli attacchi, scrive ancora il dicastero russo sul suo canale Telegram, sono strati presi di mira “impianti del complesso militare-industriale ucraino e siti energetici utilizzati a loro vantaggio, nonché luoghi di stoccaggio e assemblaggio di droni a lungo raggio”.

Anche le autorità russe denuncia i raid del nemico. Nell’ultima settimana 12 civili russi, tra cui un bambino di sei anni, sono stati uccisi e oltre 60 sono rimasti feriti in seguito ad attacchi attribuiti alle Forze armate ucraine, ha dichiarato all’agenzia Tass Rodion Miroshnik, ambasciatore del ministero degli Esteri russo incaricato per i crimini di Kiev.

Allo stesso tempo le autorità russe annunciano avanzamenti lungo il fronte. I militari ucraini starebbero abbandonando in modo precipitoso le loro posizioni nel distretto di Krasnopolsky, nell’oblast di Sumy. “Le difese delle Forze armate ucraine stanno letteralmente cedendo, il personale fugge abbandonando le proprie armi”, ha dichiarato una fonte delle forze di sicurezza all’agenzia Tass. Nella zona opera il gruppo russo “Nord”. Secondo il ministero della Difesa russo, nelle ultime 24 ore le forze ucraine avrebbero subito perdite fino a 250 soldati.

Sul piano diplomatico le due parti si preparano al vertice di Abu Dhabi. Ieri Zelensky ha incontrato il team dei negoziatori che da domani parteciperanno al trilaterale con inviati russi e americani, ovvero Rustem Umerov, Kyrylo Budanov, Sergiy Kyslytsya, Andrii Hnatov e Oleksandr Bevz. Se ieri il presidente ucraino aveva detto che “l’Ucraina è pronta a compiere passi concreti. Riteniamo realistico raggiungere una pace dignitosa e duratura”, dopo i bombardamenti russi sembra aver arroccato la propria posizione. I russi, ha detto oggi, “hanno infranto la promessa” fatta a Donald Trump “di astenersi dagli attacchi contro l’energia e le infrastrutture durante le riunioni dei nostri team negoziali”. “Ogni attacco russo conferma che l’atteggiamento a Mosca non è cambiato – ha aggiunto -: continuano a scommettere sulla guerra e sulla distruzione dell’Ucraina, e non prendono sul serio la diplomazia. Il lavoro del nostro team negoziale verrà adattato di conseguenza“.



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