
Anche le autorità russe denuncia i raid del nemico. Nell’ultima settimana 12 civili russi, tra cui un bambino di sei anni, sono stati uccisi e oltre 60 sono rimasti feriti in seguito ad attacchi attribuiti alle Forze armate ucraine, ha dichiarato all’agenzia Tass Rodion Miroshnik, ambasciatore del ministero degli Esteri russo incaricato per i crimini di Kiev.
Allo stesso tempo le autorità russe annunciano avanzamenti lungo il fronte. I militari ucraini starebbero abbandonando in modo precipitoso le loro posizioni nel distretto di Krasnopolsky, nell’oblast di Sumy. “Le difese delle Forze armate ucraine stanno letteralmente cedendo, il personale fugge abbandonando le proprie armi”, ha dichiarato una fonte delle forze di sicurezza all’agenzia Tass. Nella zona opera il gruppo russo “Nord”. Secondo il ministero della Difesa russo, nelle ultime 24 ore le forze ucraine avrebbero subito perdite fino a 250 soldati.
Sul piano diplomatico le due parti si preparano al vertice di Abu Dhabi. Ieri Zelensky ha incontrato il team dei negoziatori che da domani parteciperanno al trilaterale con inviati russi e americani, ovvero Rustem Umerov, Kyrylo Budanov, Sergiy Kyslytsya, Andrii Hnatov e Oleksandr Bevz. Se ieri il presidente ucraino aveva detto che “l’Ucraina è pronta a compiere passi concreti. Riteniamo realistico raggiungere una pace dignitosa e duratura”, dopo i bombardamenti russi sembra aver arroccato la propria posizione. I russi, ha detto oggi, “hanno infranto la promessa” fatta a Donald Trump “di astenersi dagli attacchi contro l’energia e le infrastrutture durante le riunioni dei nostri team negoziali”. “Ogni attacco russo conferma che l’atteggiamento a Mosca non è cambiato – ha aggiunto -: continuano a scommettere sulla guerra e sulla distruzione dell’Ucraina, e non prendono sul serio la diplomazia. Il lavoro del nostro team negoziale verrà adattato di conseguenza“.
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