21 Febbraio 2026 Miriam Gualandi
Pensavate che l’affaire dazi fosse finito in soffitta e che l’attenzione di Trump fosse rivolta altrove? Di dossier sul tavolo ce ne sono molti in fondo, dall’Iran all’Ucraina e ora ci si mettono anche gli Alien Files.
Beh, sbagliato....
Proprio in queste ore la querelle sui dazi torna in primo piano perché la Corte Suprema ha decretato (con sei voti a favore e tre contrari) che il presidente non può imporre i dazi in base all’International Emergency Power Act cui aveva fatto ricorso. Si tratta di una legge varata negli anni ‘70, che dà al presidente l’autorità di affrontare minacce in caso di un’emergenza straordinaria, inclusa la regolazione dell’import su beni esteri.
Ma, ed è su questo che fa leva la Corte, la norma non cita esplicitamente i dazi che sono competenza esclusiva del Congresso. Quindi quelli imposti a partire dallo scorso anno sarebbero illegittimi. La sentenza non chiarisce se gli Stati Uniti dovranno restituire i dollari incassati, una cifra che supera i 100 miliardi. Secondo un’analisi dell’Università Penn Wharton si apre la strada a richieste di risarcimento, ma la partita è tutta da giocare ancora.
Un cavillo burocratico, insomma, cui Trump risponde firmando un nuovo pacchetto di dazi globali al 10% sui prodotti importati in America. Sono temporanei, entreranno in vigore alla mezzanotte del 24 febbraio e avranno una durata di 150 giorni. Non si applicheranno a un’ampia gamma di prodotti, inclusi minerali essenziali o i prodotti farmaceutici e i beni già soggetti a dazi separati che non rientrano nella decisione della Corte.
In conferenza stampa il tycoon ha definito la decisione della Corte “influenzata da interessi stranieri” e ha rivendicato la propria linea sui dazi. I dati del Tesoro americano sembrano dargli ragione visto che nel 2025 il governo federale ha incamerato circa 287 miliardi di dollari, la cifra più elevata dal 1993.
Naturalmente la questione preoccupa le cancellerie di gran parte del mondo, soprattutto nel Vecchio Continente. In Italia si vocifera di un bilaterale Meloni – Trump se il presidente dovesse presentarsi per la chiusura dei giochi invernali.
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