Una vaccinazione pediatrica, un bambino in gravi condizioni e una famiglia in attesa di risposte. È un calvario quello raccontato da una mamma al Comitato Fortitudo. Il figlio è ricoverato a Catania nel reparto di broncopneumologia pediatrica e il suo respiro è quello forzato di un ventilatore.
La storia comincia con un richiamo del vaccino esavalente. Cinque giorni dopo, la febbre sale: “Mio figlio era assente, tremava, chiudeva gli occhi. Non rispondeva più“, racconta la madre.
Il 16 gennaio – giorno del suo compleanno – la corsa in ospedale. Il referto della TAC d’urgenza rivela macchie all’encefalo. Si passa al prelievo del liquido spinale: l’esame conferma gravi lesioni cerebrali. Tra crisi epilettiche e difficoltà respiratorie, comincia un valzer drammatico di rianimazioni e terapia intensiva tra Messina e Catania.
Oggi il piccolo è stabile, ma non muove più braccia e gambe. Dovrà essere trasferito, ancora, in un altro ospedale. Medici e genitori attendono il risultato di ulteriori esami per avere risposte anche dal punto di vista genetico.
La questione infatti è complessa. La mamma racconta che suo figlio aveva già dei problemi, riscontrati intorno ai 16 mesi: “Ma anche se non parlava, giocava ed era un bambino attivo“, dice al Comitato. Così erano cominciate presto alcune verifiche per capire se si trattasse di autismo.
C’è purtroppo un precedente drammatico in questa vicenda. Dieci anni fa, questa madre ha perso una bambina. Stessi sintomi, stessa sequenza temporale dopo una vaccinazione. Allora, la piccola non si risvegliò dal coma. Per questo, la donna era terrorizzata. Ma le pressioni dell’ASP sarebbero state decisive: “Siete in ritardo per la scuola, dovete vaccinarlo“, le avrebbero detto.
Ricordiamo che la Legge Lorenzin prevede dieci vaccini obbligatori per i minori da 0 a 16 anni. Fino ai 6 anni, l’obbligo è collegato all’accesso scolastico. Fino ai 16 anni, invece, la frequenza scolastica non può essere negata ma la scuola segnala l’inadempienza all’ASL: parte il cosiddetto ‘recupero vaccinale‘ e possono scattare sanzioni amministrative.
La famiglia siciliana attende delle risposte: resta da capire se sia stata la vaccinazione a innescare le gravi condizioni del bambino oppure se esista una fragilità congenita. C’è una mamma che pretende la verità, mentre aspetta che le condizioni del figlio migliorino.--

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