
Milano, Bologna, il sabotaggio dei binari dell’Alta velocità, le piazze delle Olimpiadi e gli scontri al corteo. L’atmosfera su Milano – Cortina si è fatta improvvisamente incandescente e Giorgia Meloni alza i toni: “Chi manifesta contro le Olimpiadi è un nemico dell’Italia”.
Il post di Meloni dopo scontri e sabotaggi tra Milano e Bologna
Sui social, il presidente del Consiglio parla di “bande di delinquenti”, citando “chi ha tranciato i cavi della ferrovia per impedire ai treni di partire”. Le immagini sono finite “nelle televisioni di mezzo mondo“, attacca Meloni.
Nel mirino non solo il corteo degenerato a Milano e gli scontri con le forze dell’ordine, ma anche il rallentamento dei treni della linea ad Alta velocità, rimasta paralizzata per ore: un sabotaggio secondo le Ferrovie, che ricalcherebbe quanto accaduto in Francia nel 2024.
La Procura di Bologna indaga per danneggiamento aggravato e “attentato alla sicurezza dei trasporti” con l’ipotesi di terrorismo, per ora contro ignoti. Gli inquirenti starebbero cercando un legame tra la galassia anarchica e i gruppi antagonisti più radicali. Per gli scontri di Milano sono state fermate sei persone, tra cui una legata al centro sociale Askatasuna di Torino.
Per Meloni non si tratta insomma di dissenso ma di un attacco alla nazione o comunque al governo. Sulla stessa linea Matteo Piantedosi: il ministro dell’Interno parla di una strategia studiata per creare il caos e chiede alle opposizioni di non offrire sponde politiche ai violenti. Anche Guido Crosetto, parla di “attacco allo Stato“.
La circolare del 2017 e il nuovo decreto sulla sicurezza
Il ministro della Difesa battibecca a distanza con Franco Gabrielli. Nel 2017 l’ex capo della polizia aveva inviato una circolare che chiamava in causa prefetti, sindaci e organizzatori nella gestione dei grandi eventi. L’obiettivo? Responsabilità condivisa, non militarizzazione dell’ordine pubblico. Ora, Gabrielli si dichiara contrario a un eventuale scudo penale per gli agenti e dice: “La divisa va difesa da chi fa propaganda sulla pelle delle forze dell’ordine“. Crosetto replica: “Perché polemizza?”.
Proprio lo scudo penale è al centro della svolta del governo. La circolare del 2017 non sembra convincere l’esecutivo, che prepara un nuovo decreto sulla sicurezza dei grandi eventi: sul tavolo anche l’inasprimento delle pene per chi colpisce infrastrutture strategiche, misure più dure contro i blocchi e i recidivi degli scontri di piazza, fino a una sorta di Daspo per le manifestazioni, sul modello di quello già usato negli stadi.
Se ne discute già da diversi mesi: dalle manifestazioni pro Palestina sfociate in scontri, fino a quelli più recenti con Askatasuna. Lo stesso scudo penale è tornato prepotentemente in discussione dopo l’uccisione a Milano di un marocchino con precedenti durante un controllo di polizia.
Ma il rischio, denunciano i più critici, è che per fermare i violenti si finisca per limitare il diritto di manifestare di tutti. Una tesi sostenuta anche dall’opposizione, che aveva già contestato il governo sulla presenza degli uomini dell’ICE statunitense proprio in occasione di Milano – Cortina: tuttavia, è doveroso ricordare il silenzio di gran parte delle fazioni politiche nel 2021, durante lo sgombero degli anti green pass a Trieste, assolti proprio pochi giorni fa dalle accuse di oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale.
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