3,5 milioni di documenti consultabili da chiunque sul sito del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Video, fotografie, email, atti investigativi. Da quando l’archivio sul caso Jeffrey Epstein è stato reso accessibile al pubblico, si è detto di tutto.
Liste segrete. Coperture. Intelligence. Ricatti. Omissis. Teorie contrapposte. Omicidi. Ma in mezzo a questa massa imponente di materiale il rischio è uno solo: perdere il senso dei fatti.
In questa puntata di V per Virginia, insieme al giornalista Marcello Foa, analizziamo cosa raccontano davvero gli “Epstein Files” e cosa invece appartiene alla sfera delle interpretazioni. Purtroppo molte questioni sono peggiori di quanto si possa immaginare.
Ripercorriamo le origini dell’inchiesta, dal 2005 in Florida fino all’arresto federale del 2019 e alla morte in carcere di Epstein (suicidio secondo la versione ufficiale), passando per il controverso accordo del 2008 e il processo a Ghislaine Maxwell, condannata nel 2022 a 20 anni di reclusione e ora alla ricerca della grazia da parte di Donald Trump.
Esistevano diversi livelli di conoscenza nei rapporti che Jeffrey Epstein tesseva: c’era chi orbitava superficialmente, chi, invece, lo conosceva molto di più: veniva invitato alle sue feste e nella sua isola privata. Poi c’era il terzo e ultimo livello, il più pericoloso e controverso…
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