Le crisi in Iran e in Ucraina sono state discusse, nelle ultime ore, a Ginevra. La giornata ha preso il via con il vertice tra la delegazione di Washington e quella di Teheran per scongiurare una escalation che potrebbe oltrepassare i confini regionali.
La rivelazione
Il quotidiano Wall Street Journal ha riportato che la Repubblica Islamica ha proposto all’interlocutore la disponibilità a sospendere l’arricchimento dell’uranio, per un massimo di tre anni, trasferendo in Russia una sezione delle sue scorte di quello altamente arricchito. Potrebbe stringere inoltre rapporti commerciali con la Casa Bianca, sviluppando con quest’ultima una possibile cooperazione nei settori del petrolio, del gas, dell’estrazione mineraria e dell’aviazione.
La possibile condizione
Chiederebbe però in cambio la revoca delle sanzioni varate dal Paese d’Oltreoceano. Bisognerà vedere se tutto ciò sarà accettato dall’amministrazione repubblicana. La stessa ha promesso, all’alleato israeliano nei giorni scorsi, di chiedere agli Ayatollah il blocco totale del loro programma atomico. Benjamin Netanyahu ha domandato pure a Donald Trump di imporre, agli avversari, lo stop del sostegno nei confronti dei gruppi sciiti presenti nella regione, senza dimenticare la limitazione della gittata dei missili balistici dei Guardiani della Rivoluzione unita alla quantità di tali vettori nei propri arsenali.
La mossa
I Pasdaran hanno iniziato, nel frattempo, una esercitazione militare con gli alleati russi e cinesi nello Stretto di Hormuz, mentre la guida suprema, l’Ayatollah Alì Khamenei, non ha escluso la possibilità di scagliare ordigni contro le portaerei americane Abramo Licoln e Gerard Ford. Il dipartimento della Difesa, a stelle e strisce, continua pure a spostare jet nel Golfo Persico da impiegare nel caso in cui la porta della diplomazia dovesse chiudersi completamente. La stessa rimane, al momento, aperta. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, ha parlato del raggiungimento di una intesa sui principi fondamentali con la controparte, in vista di un accordo complessivo, concordando con quest’ultima un terzo giro di negoziati.
L’altro scenario
Bocche cucite invece su quelli tra Kiev e Mosca che dureranno fino a domani. “Non rilasceremo dichiarazioni almeno fino alle prossime 24 ore”, ha sottolineato il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov.
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