Si sono svolte oggi in tutto l’Iran manifestazioni oceaniche e pacifiche per celebrare la rivoluzione islamica, oggi 11 febbraio il paese festeggia infatti il 47mo anniversario dalla caduta dello scià.
La rivoluzione iraniana è stato un periodo di convulsi eventi politici e sociali, avvenuti tra il 1978-1979, che trasformarono la monarchia del Paese in una repubblica islamica sciita, la cui costituzione si ispira alla legge coranica (shari’a).
FOLLA OCEANICA CONTRO USA E ISRAELE
In diverse città hanno sfilato migliaia di persone anche con manifesti che mostrano Trump con le mani grondanti sangue. Diversi slogan intonati anche contro Netanyahu e Israele e in sostegno alla popolazione palestinese.
“Il Giorno di Allah è il giorno in cui la gente si solleva contro l’oppressione, l’aggressione e il bullismo”, ha detto alla folla il presidente Masoud Pezeshkian citando parole di Khomeini. “Dal giorno in cui la rivoluzione è stata vittoriosa, è stato fatto di tutto per impedire la nostra crescita”, ha detto alla folla: “gli Stati Uniti e i paesi europei hanno cercato di far finire la rivoluzione”.
Nelle stesse ore il primo ministro israeliano Netanyahu si è recato a Washington dove ha incontrato l’inviato per il Medio Oriente Steve Witkoff e il genero del presidente Trump, Jared Kushner per discutere di nucleare iraniano, questioni di sicurezza nell’area. È opinione diffusa tra i dirigenti politici iraniani che un attacco americano sia ormai inevitabile. Lo riporta il Washington Post citando un diplomatico europeo in contatto con Teheran. I colloqui in corso tra Washington e Teheran potranno solo ritardare l’azione militare, ha spiegato la fonte, “hanno esaurito tutte le strade e lo sanno”.
“UNA RIVOLUZIONE ANTI-IMPERIALISTA”, DA UNA INTERVISTA DEL ‘79
È da ricordare l’intervista che rilasciò l’allora Segretario Generale del Tudeh, il principale e più antico Partito Comunista iraniano, Nureddin Kianuri, al quotidiano greco Elevtherotipia il 27-28 novembre 1979 e ripresa poi dalla rivista Merip nel numero 86 di marzo/aprile 1980.
“Ho notato che stai usando il termine rivoluzione anti-imperialista, non rivoluzione islamica anti-imperialista. È deliberato o lo stai facendo semplicemente per amore di brevità?” Chiese il giornalista. Così rispose Kianuri:
“Per noi, il contenuto di questa rivoluzione è anti-imperialista, popolare e democratico. Naturalmente ha avuto luogo sotto l’ombrello dell’Islam, ma questo è esattamente ciò che è l’Islam, o meglio lo sciismo. È anti-imperialista, anti-dittatoriale e di conseguenza democratico, popolare e anti-capitalista. Dopo tutto, il ruolo svolto dall’Islam nel periodo pre-rivoluzionario, non solo politicamente e organizzativamente, attraverso le moschee, è stato catalizzante e principalmente indicativo del suo contenuto più profondo. È proprio questo contenuto che il nostro partito ha riconosciuto. Ci siamo quindi uniti alle forze musulmane nel campo unitario, anti-Scià, anti-imperialista che alla fine è riuscito a rovesciare il regime di dipendenza”.
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