L’inchiesta pubblicata da Al Jazeera lo scorso 10 febbraio ha introdotto nel dibattito sul conflitto a Gaza un elemento di distorsione del diritto umanitario e della medicina legale: la scomparsa fisica totale di 2.842 persone. Non si tratta di dispersi sotto le macerie, ma di corpi “evaporati” a causa dell’impiego di armi ad alto potenziale termico e barico.
Munizioni ad altissima temperatura: la cancellazione totale...
Secondo le analisi tecniche fornite dalle fonti, l’esercito israeliano avrebbe impiegato bombe da una tonnellata, come le GBU-31, e munizioni termobariche capaci di generare temperature superiori ai 2.000-2.500 gradi centigradi. In questi contesti, l’onda d’urto e l’improvvisa rarefazione dell’ossigeno non lasciano spazio alla conservazione dei tessuti organici, riducendo i resti umani in polvere o dissolvendoli completamente. Il dato dei 2.842 individui coinvolti emerge dall’incrocio tra le anagrafi dei residenti e i rilievi nei siti d’impatto, dove non è stato possibile recuperare alcun resto biologico identificabile.
Le complicazioni del diritto: oltraggio ulteriore
A distanza di oltre dieci giorni dalla pubblicazione dei report, le reazioni internazionali rimangono polarizzate. Organizzazioni come l’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani (Euro-Med Monitor) hanno intensificato le richieste per una missione investigativa forense indipendente, sottolineando come l’assenza dei corpi impedisca alle famiglie non solo il rito del lutto, ma anche la documentazione legale necessaria per denunciare crimini di guerra. Dal punto di vista del diritto internazionale, la dissoluzione delle vittime complica infatti i processi di accertamento presso la Corte Penale Internazionale.
Sul piano diplomatico, Israele ha mantenuto una linea di silenzio specifico sui singoli episodi tecnici, limitandosi a ribadire l’uso di armi conformi agli standard internazionali per colpire le infrastrutture sotterranee di Hamas. Tuttavia, il dibattito si è spostato sulla non proporzionalità: l’effetto collaterale di una strage senza corpi rappresenta un precedente bellico che interroga la coscienza dell’opinione pubblica mondiale.
Cresce lo sconcerto per l’uso di tecnologie che cancellano l’identità fisica delle vittime, trasformando il bilancio dei morti in una statistica di pura assenza.
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