C’è un forum di discussione privato dove interagiscono oltre 5.000 agenti ed ex agenti di ICE e CBP. A rivelarlo e ad analizzarne i contenuti è un’inchiesta pubblicata dalla testata americana Wired.
I commenti dell’agente infel-ICE
Dai commenti emerge un certo malcontento, cosa ovvia se pensiamo che un forum di discussione è fatto apposta per dar sfogo alle frustrazioni. Tuttavia è interessante osservare come vengano messi in evidenza un certo caos operativo, il morale degli agenti in picchiata e le tensioni interne dovute all’attuale sforzo governativo nell’impiego del dipartimento su vasta scala.
I veterani si lamentano per la qualità scarsa delle reclute. I ritmi dovuti alla politica migratoria dell’amministrazione Trump hanno reso necessarie 12mila assunzioni e tempi di addestramento ridotti. Si parla di “uffici inondati” da personale inesperto che non conosce le procedure legali di base.
D’accordo sulle finalità ma non sul metodo
Molti utenti criticano anche la modalità con cui vengono condotte le operazioni. C’è scetticismo verso operazioni giudicate puramente scenografiche o disorganizzate, che mettono a rischio la sicurezza e l’efficienza a lungo termine dell’agenzia.
Poi ci sono i turni massacranti, il lavoro nel fine settimana e la mancanza di protezioni sindacali. Molti agenti vicini alla pensione esprimono amarezza per come la loro carriera stia finendo in un clima di “pressione insostenibile” e gestione arbitraria da parte dei vertici.
La maggior parte delle critiche sono per il DHS, il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti. Nato dopo l’11 settembre del 2001 per unificare le diverse agenzie di sicurezza nazionale, il dipartimento viene percepito come un colosso burocratico guidato da persone incompetenti.
Le critiche al Dipartimento
Le falle nel sistema sono evidenti, nonostante molti degli agenti che intervengono nel forum siano allineati con gli obiettivi di politica migratoria di Washington. La realtà operativa dell’ICE sta creando fratture tra chi deve eseguire gli ordini e chi li impartisce. Gli avvenimenti di Minneapolis hanno sicuramente messo l’Agenzia per il controllo dell’immigrazione e delle dogane sotto una lente di ingrandimento che ha creato pressione tanto negli Stati Uniti quanto nel resto del mondo.
L’uccisione di due cittadini americani avvenute in modalità discutibili certo non hanno tranquillizzato gli animi di chi già nutriva dubbi sul proprio operato.
Negli ultimi giorni altri avvenimenti rilevanti: la rimozione di Gregory Bovino dal comando generale della polizia di confine e il ritiro di 700 unità da Minneapolis per “allentare la pressione”.
Non giovano sul morale nemmeno le notizie relative al trattamento dei minori. È stato rilasciato insieme al padre il piccolo Liam Ramos, divenuto suo malgrado un simbolo della protesta anti ICE. Rilasciata dopo un mese anche una bambina di 10 anni, fermata a Minneapolis con la famiglia richiedente asilo e trattenuta nel centro di Dilley, in Texas.----
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