
Il presidente del parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf ha dichiarato che gli eserciti dei Paesi europei sono ufficialmente considerati terroristi dalla Repubblica Islamica iraniana. Il segretario del Supremo consiglio per la sicurezza nazionale dell’Iran Ali Larijani aveva annunciato che “sulla base di una risoluzione dell’assemblea consultiva islamica, gli eserciti dei Paesi coinvolti nella recente risoluzione Ue” contro i pasdaran “sono considerati terroristi” da Teheran.
Si tratta, anche ma non solo, di una risposta alla classificazione delle Guardie della Rivoluzione islamica come organizzazione terroristica da parte dell’Unione europea.
PASDARAN TERRORISTI E RINNOVO DELLE SANZIONI CONTRO TEHERAN
Il 30 gennaio i ministri degli Esteri UE hanno anche approvato un nuovo pacchetto di sanzioni contro l’Iran, indirizzato sia a figure di governo accusate di violazioni dei diritti umani sia a entità legate ai programmi militari e di armamenti di Teheran. Parallelamente, l’UE ha confermato l’intenzione di inserire formalmente l’IRGC nella lista delle organizzazioni terroristiche.
Ma ripercorriamo gli ultimissimi e complessi eventi nella tensione tra il cosiddetto occidente allargato e Teheran: nel giugno del 2025 Israele scatenava la “guerra dei 12 giorni” contro la repubblica iraniana, proseguita dagli Usa, per i media filoatlantisti pacificata dal presidente americano Donald Trump.
LE PROTESTE DELLL’INVERNO E LE INTERFERENZE DICHIARATE DI CIA E MOSSAD
Tra dicembre e gennaio 2026 pesanti interferenze di intelligence e ingerenze militari sono state annunciate candidamente da Mossad e Cia nelle proteste popolari contro il governo degli Ayatollah, le quali hanno cercato di fomentare la guerra civile a Teheran. Alla base delle proteste, sofferenze economiche, dovute anche e quelle sanzioni iniziate nel lontano 1979. Descritte come innocui “pacchetti” sono in realtà tagliole per le famiglie e le imprese che le subiscono.
Le sanzioni sono state imposte dagli Stati Uniti fin dal lontano 1979; poi dal 2011 si è aggiunta l’Unione europea, che ha introdotto un regime di sanzioni nei confronti dell’Iran motivate come deterrenti contro le “gravi violazioni dei diritti umani” nel paese. Da allora le sanzioni sono state rinnovate annualmente e sono state prorogate da ultimo fino al 13 aprile 2026.
Dunque vediamo irrigidirsi un’Unione Europea sempre più allineata alle linee geopolitiche statunitensi, pronta a inserire entità statali in una lista terroristica senza l’onestà intellettuale e politica di valutare e misurare anche la propria condotta internazionale.
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