La Camera dei Deputati ha approvato il rinnovo del sostegno militare a Kiev. Il Governo ha blindato il provvedimento ponendo la questione di fiducia, una mossa pensata e voluta dal Ministro della Difesa Guido Crosetto per verificare la tenuta della maggioranza, neutralizzando al contempo il possibile ostruzionismo sulle forniture belliche all’Ucraina.
Una mossa in due passaggi...
I risultati che hanno evidenziato una maggioranza variabile. La fiducia ha raccolto 207 voti favorevoli, 119 contrari e 4 astenuti. Per il voto finale sul DL Ucraina sono arrivati 229 sì e 40 no. Il decreto ha incassato un consenso superiore alla fiducia grazie al supporto di PD, Azione e Italia Viva che, pur votando contro la fiducia politica all’esecutivo, hanno confermato la linea atlantista sul merito del provvedimento.
Il caso politico che tutti attendevano
C’era attesa intorno ai tre deputati che hanno aderito a Futuro Nazionale, il movimento guidato da Roberto Vannacci: Emanuele Pozzolo (ex FDI), Edoardo Ziello e Rossano Sasso (entrambi ex Lega). I “vannacciani” come li chiama qualcuno, o “Futuristi”, hanno avuto un esordio che potrebbe essere definito democristiano, se non addirittura mastelliano. Hanno votato SÌ alla fiducia per non uscire dal perimetro della maggioranza, ma hanno espresso un netto NO al voto finale sul decreto.
Una distinzione che ha permesso di marcare una distanza critica dall’invio di armi senza provocare una rottura formale con Palazzo Chigi.
Il generale Vannacci, da Bruxelles ha così commentato la linea dei suoi parlamentari:
“Votiamo a favore della fiducia perché non è un voto nel merito, sul quale restiamo contrari, ma serve a delimitare un perimetro politico. Futuro Nazionale sa bene dove stare: non ci prestiamo ai giochini di chi vorrebbe addossarci l’etichetta di stare con le sinistre, ma non rinunciamo alla nostra identità che dice ‘basta’ alla guerra tramite l’invio di armi.”
Il testo passa ora al Senato per la conversione definitiva in legge entro il 1° marzo.
Nessun commento:
Posta un commento