
Attacchi dal Libano al Golfo Persico. Nella notte si aggrava la nuova fase del conflitto mediorientale.
Israele colpisce Teheran e Beirut.
Obiettivi terroristici, dicono da Tel Aviv, in particolare contro l’organizzazione libanese Hezbollah, ma i missili colpiscono anche edifici civili nel sud della capitale del Libano.
In Iran gli israeliani annunciano attacchi mirati contro figure di vertice come Ali Larijani, ex presidente del Parlamento e capo della sicurezza ad interim. L’IDF annuncia l’uccisione di Gholam Reza Soleimani, ex capo delle forze Basij, organizzazione paramilitare del Corpo delle guardie della rivoluzione islamica.
Ma la risposta iraniana non si fa attendere. Missili e droni hanno fatto scattare le sirene in tutto il centro di Israele.
L’attenzione si concentra però nuovamente nel Golfo. L’Iran punta ancora alle basi americane. Sotto attacco le installazioni di Isa in Bahrein e al-Dhafra negli Emirati. Esplosioni a Dubai e Doha. Ad Abu Dhabi si registra una vittima civile a causa della caduta di frammenti di un missile intercettato.
Alta tensione anche in Iraq. Droni e missili centrano l’ambasciata USA e l’Hotel Rasheed a Baghdad. All’interno ci sono anche i militari italiani, rimasti illesi e protetti nei bunker mentre all’esterno le difese americane abbattevano decine di droni. Sempre in Iraq gli USA hanno risposto con un attacco diretto a un covo delle milizie filo-iraniane, causando almeno quattro morti.
Intanto, sul fronte interno, l’Iran si blinda. Sotto la nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei scatta una nuova stretta. Diversi cittadini stranieri sarebbero stati fermati nel nord-ovest del Paese con accuse di spionaggio.
Poi c’è lo Stretto di Hormuz. Mentre l’Iraq raggiunge un accordo con l’Iran per garantire il passaggio delle petroliere, Donald Trump chiede agli alleati NATO e asiatici (Giappone e Corea del Sud) di scendere in campo per proteggere la rotta da cui passa il 20% del greggio mondiale. “Chi non collabora ne pagherà le conseguenze“, avverte la Casa Bianca.
L’economia globale trema: il prezzo del petrolio sfonda il muro dei 100 dollari al barile. Con le rotte energetiche paralizzate e i fronti che si moltiplicano, il conflitto non sembra una semplice crisi regionale ma appare più profondo.
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