mercoledì 18 marzo 2026

BYOBLU - SI DIMETTE IL “SUPERMAN” DELL’ANTITERRORISMO AMERICANO...


40 secondi fa Andrea Tomasi

Trump perde pezzi. Perde il vertice dell’antiterrorismo.Joe Kent. Il capo del National Counterterrorism Center, dice addio, un addio che pesa perché pesa la motivazione: l’attacco all’Iran non si doveva fare. “Non è giustificato per ragioni di sicurezza”.

Queste parole e queste dimissioni inevitabilmente delegittimano Donald Trump, che il 28 febbraio ha scatenato la guerra contro Teheran assieme ad Israele ed oggi, a fronte dello spettro della paralisi dell’economia globale, fatica non poco a giustificare questa scelta.

Joe Kent – 46 anni, un passato nei Berretti Verdi, agente delle operazioni speciali dell’esercito degli Stati Uniti e della Cia, due volte padre – ha un curriculum inattaccabile. Con le sue dimissioni fa scoppiare una bomba politica, i cui effetti sono difficili da contenere.

Non usa giri di parole (come il suo presidente) e per questo mediaticamente sfonda. Il pubblico americano lo capisce. “E’ chiaro – ha detto –  che abbiamo iniziato questa guerra a causa delle pressioni di Israele e della sua potente lobby negli Stati Uniti.”  Punto. Fine.

Kent in terra americana è visto come qualcosa che assomiglia ad un super eroe. Ha il cognome, l’aspetto e la storia di un Superman. La moglie Shannon Mary, esperta nella protezione e nella decifrazione delle comunicazioni della Marina Usa, perse la vita in Siria nel 2019 a seguito di un attacco suicida dell’Isis.

Anche per questo per la Casa Bianca è difficile sminuire il ruolo di Joe Kent e archiviarlo come uno che non capisce cosa sta succedendo in Medio Oriente. A questo si aggiunga il fatto che l’ormai ex direttore dell’antiterrorismo  era stato scelto personalmente da Trump ed è un uomo di primo piano del movimento Maga (Make America Great Again), quel movimento che in parte contesta il nuovo Trump, quel Trump tanto diverso da quello della campagna elettorale: una campagna elettorale fondata anche sul no all’interventismo americano, sul no a nuovi interventi bellici.

Trump perde pezzi e vorrebbe non perdere la guerra: quella in Iran e quella interna perché – non dimentichiamo – le elezioni di midterm si terranno il 3 novembre. Insomma non domani ma dopodomani. 

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