sabato 14 marzo 2026

BYOBLU2 - MISSILI DALL’IRAN SULLA TURCHIA. ITALIA: “NON ENTRIAMO IN GUERRA”

 


PS: MISSILI DALL’IRAN..??..Chi li ha visti SULLA TURCHIA?? ....

ITALIA: “NON ENTRIAMO IN GUERRA”...semplice, non c'è nessssunisssimo motivo!.

comunicati dall’Unicef, che riferiscono di 1100 bambini uccisi, uccisi in Iran!

Umberto Marabese
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Sono ben 24.500 le strutture colpite in Iran, dal Pentagono e da Israele, dal 28 febbraio a oggi. Il bilancio è stato diramato dalla Luna Rossa locale. Dati drammatici che si sommano, a quelli comunicati

in tutto il Medioriente, nello stesso arco temporale. Le rappresaglie di Teheran, in risposta ai raid subiti, sono state compiute nella regione, stando a fonti di intelligence occidentali, mediante 850 missili e 2650 droni. Tali strumenti bellici sono stati scagliati da Teheran sull’Arabia Saudita, Emirati, Kuwait, Bahrein, Qatar, Oman, ma anche, in misura minore, sui Paesi limitrofi.

Il problema di Ankara

Bisogna aggiungere alla lista sicuramente pure la Turchia che ha denunciato stamane, per la terza volta in una settimana, che gli apparati di Difesa della Nato hanno intercettato un vettore balistico scagliato, dalla Repubblica Islamica, nella direzione del proprio spazio aereo. “Rimaniamo vigili e fermi nella tutela degli Alleati”, ha rassicurato la portavoce del Patto Atlantico, Allison Hart, confermando l’accaduto.

Il coinvolgimento

La crisi è ormai internazionale e anche l’Italia è stata chiamata a prendere una posizione chiara. Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, ha riunito pertanto, dalle ore 10 alle 12 di oggi, il Consiglio supremo di Difesa. L’organismo è stato istituito con la legge numero 624 del 28 luglio 1950 ed è previsto dal nono comma dell’articolo 87 della Costituzione. Ha il compito di analizzare le problematiche attinenti alla sicurezza della Penisola. La nota finale del vertice, convocato come sempre al Quirinale, ha ribadito che, in osservanza del punto undicesimo della Carta fondamentale del nostro Paese che ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie, Roma non parteciperà alle attività militari ai danni dell’antica potenza persiana, né permetterà all’America di agire in tale senso, dal suo territorio, senza il previo consenso di Palazzo Chigi e del Parlamento.

L’impegno storico

La cooperazione con Washington dovrà attenersi, pertanto, alle clausole riportate nel tratto bilaterale siglato il 20 ottobre 1954. L’esecutivo, guidato da Giorgia Meloni, starebbe cercando nel frattempo di attutire le conseguenze economiche generate, dalla scelta dei Pasdaran, di limitare ai partner il passaggio delle navi nello Stretto di Hormuz. La diplomazia tricolore starebbe, in base ad alcune indiscrezioni, provando a convincere, insieme a Parigi, la Repubblica Islamica a togliere il divieto che blocca il transito delle sue imbarcazioni. La Farnesina ha smentito tuttavia l’informazione.

I dati oggettivi

L’unica certezza è che le prescrizioni in atto hanno causato un balzo delle quotazioni petrolifere, attutite parzialmente dalle dichiarazioni del capo della Sala Ovale, Donald Trump, in riferimento ad una non meglio precisata imminente fine del conflitto. Le affermazioni del tycoon vengono però contrastate dagli eventi sui campi di battaglia. I Guardiani della Rivoluzione proseguono, infatti senza arretrare, la loro lotta, promettendo l’impiego di armi più potenti. Lo stesso leader repubblicano ha puntualizzato che intensificherà i bombardamenti dalla prossima settimana divulgando, per l’ennesima volta, quei messaggi contraddittori che caratterizzano, ormai da anni, la sua strategia comunicativa.  

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