domenica 15 marzo 2026

BYOBLU24 - GUERRA VICINO ORIENTE, TEHERAN: “SE NETANYAHU È VIVO LO UCCIDEREMO”.



Si espande il conflitto nel nostro Vicino Oriente, travolgendo sempre più potenze sul campo, facendo sempre più vittime civili e attivando il pericoloso effetto domino che coinvolge le alleanze globali.

IL NUMERO DEI MORTI, “IN GUERRA LA VERITÀ È LA PRIMA VITTIMA”

Le vittime in Libano sarebbero più di seicento in dieci giorni, i caduti sotto le bombe in Iran più di 4000, di cui 3000 militari e più di 1000 civili, mentre una coltre di nebbia mediatica non fa trapelare quasi nulla sulle condizioni di Tel Aviv e le perdite nell’IDF, la città però conterebbe molte strutture distrutte e alcune decine di morti. Il Pentagono conferma 140 feriti tra i propri soldati e 15 uccisi.

Nel paese dei cedri sarebbero più di 500mila gli sfollati. Secondo Human Rights Watch Israele avrebbe usato fosforo bianco sulla popolazione civile.

Dal punto di vista delle potenze coinvolte, Israele spinge per l’ingresso in guerra dei Paesi del Golfo, i servizi israelo-americani stanno sollecitando le milizie curde ad intervenire. Francia, Italia, Spagna Turchia mandano navi ed F-16 a Cipro, dove una base britannica è stata colpita da droni. Teheran vorrebbe coinvolgere, dopo Hezbollah, anche gli Houthi dello Yemen.

ILLAZIONI E IA SULLA MORTE DI NETANYAHU

“L’incertezza sul destino del criminale premier sionista e la possibilità della sua morte o della sua fuga rivelano l’instabilità dei sionisti. Se Netanyahu, questo criminale assassino di bimbi, è vivo, continueremo a dargli la caccia per ucciderlo con tutte le nostre forze“. Così Le Guardie Rivoluzionarie. “Gli obiettivi dei criminali terroristi sionisti americani sono stati distrutti E hanno rivelato la profondità dell’impatto dei nostri missili sui settori industriali di Tel Aviv” e nei centri di raduno americano delle basi aeree.

Infatti da circa una settimana circola un video, probabilmente realizzato con l’IA che mostra Benjamin Netanyahu con sei dita e altre anomalie “anatomiche”, le quali hanno portato a speculazioni sulla sua morte. Dubbi seri circa la possibilità che la sofisticata intelligence israeliana diffonda un video di scarsa qualità, in cui il primo ministro Mileikowsky appare con simili grossolani errori, se non per confondere o manipolare. Ma c’è un altro elemento sospetto: da sei giorni, il figlio Yair, che vive negli Usa, non pubblica sui suoi social alcun contenuto.

In questo video afferma che “La guerra contro l’Iran porterà alla venuta del Messia e trasformerà Israele in una superpotenza globale contro il pericolo dell’Islam”.

Il presidente Usa Trump ha messo invece in dubbio che sia ancora in vita la nuova Guida Suprema dell’Iran, Mojtaba Khamenei, che giovedì non è apparso in Tv nella sua prima dichiarazione da leader “Nessuno è riuscito a mostrarlo. Mi giunge voce che non sia vivo e, se lo fosse, dovrebbe fare qualcosa di molto intelligente per l’Iran: arrendersi”. Trump invoca anche il sostegno marittimo di navi alleate nello stretto di Hormuz dove la stretta iraniana setaccia il passaggio delle petroliere stabilisce i prezzi del greggio.

L’ESCLUSIVA DI AXIOS SULLA PROPOSTA DI PACE DI PARIGI

Mentre gli interessi e i missili allargano le aree coinvolte dalla guerra, muove i suoi passi incerti la diplomazia: secondo Axios la Francia avrebbe proposto un “piano di pace” per porre fine alla guerra in Libano che richiederebbe al Libano di riconoscere Israele per la prima volta. In cambio, Israele si ritirerebbe dal Libano meridionale e inizieranno i negoziati su un accordo di non aggressione. Il piano prevede anche il disarmo di Hezbollah, il ridispiegamento dell’esercito libanese a sud del fiume Litani e un monitoraggio internazionale. Il Libano ha accettato la proposta come base per i colloqui, mentre Israele e Stati Uniti la stanno valutando.

Fin dal 1982, anno della sua nascita, Hezbollah ha sempre avuto come priorità la lotta armata e la resistenza civile contro “l’entità sionista”, non prendendo mai in considerazione la possibilità di considerare “l’occupante” come una presenza statale legittima. Infatti i popoli del Medio Oriente non considerano l’attacco del 28 febbraio come una nuova guerra, ma un’altra sfida della la stessa lotta anticolonialista che inizia almeno dal 1948 con la Nakba palestinese e le successive espansioni di Israele.

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