domenica 15 marzo 2026

BYOBLU24 - HORMUZ SIGILLATO, THE ECONOMIST: “IL PIÙ GRAVE SHOCK ENERGETICO DELLA STORIA”..

 

.....L’UE OSTINATAMENTE CONTRO IL GREGGIO RUSSO!

La guerra in Medio Oriente condiziona fortemente il conflitto tra gli Stati Uniti e Mosca nel cuore dell’Europa, e il segnale più evidente è l’economia del petrolio.

THE ECONOMIST: “IL PIÙ GRAVE SHOCK ENERGETICO DELLA STORIA”

Secondo un’analisi pubblicata da The Economist, la guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran ha già innescato il più grande shock di approvvigionamento energetico della storia moderna, con effetti potenzialmente devastanti per l’economia globale.

La crisi è legata alla situazione nello Stretto di Hormuz, il passaggio marittimo da cui transitano enormi quantità di petrolio e gas. I missili iraniani e l’interruzione del traffico marittimo hanno di fatto intrappolato circa il 15% delle forniture mondiali di petrolio oltre lo stretto. La crisi non riguarda solo il petrolio. Circa un quinto del commercio mondiale di gas naturale liquefatto (LNG) è stato interrotto, con effetti a catena su numerose filiere industriali.

“Qualunque cosa accada nello Stretto di Hormuz, i mercati energetici sono cambiati per sempre” scrive il settimanale britannico. Ed è proprio dalla Gran Bretagna che solo una settimana fa, Donald Trump diceva di non aver bisogno del suo aiuto. Trump afferma invece una settimana dopo: “Spero che la Gran Bretagna invii navi affinché lo Stretto di Hormuz non sia più minacciato”.

USA SOSPENDONO SANZIONI CONTRO MOSCA, UE LE RINNOVA

L’impatto economico della guerra all’Iran, scatenata da Israele il 28 febbraio, è talmente grave e i prezzi così alti che l’amministrazione Trump ha dichiarato sospese le sanzioni sul petrolio russo, le quali saranno ripristinate a crisi finita. “Voglio che ci sia petrolio per il mondo” ha affermato il repubblicano con i suoi tipici enfatici, toni. Il Tycoon si è anche rivolto al presidente ucraino, “rimproverandolo”: “Sono sorpreso che Zelensky non voglia raggiungere un accordo. Dite a Zelensky di trovare un accordo, perché Putin è disposto a farlo”. 

L’Unione Europea, invece, tira dritto sulle sanzioni contro il Cremlino, e proroga di altri sei mesi anche le sanzioni individuali contro Mosca. La lista comprende oltre 2.700 persone, entità e società ritenute coinvolte nella guerra a Kiev. I danni di questi veri e propri atti di guerra finanziaria, però, dal 2022 si misurano in euro più che in rubli, mentre il governo italiano è invece diviso sul da farsi.

SE NON LO PUOI SCONFIGGERE, TI CI DEVI ALLEARE

Intanto, il primo ministro del Belgio, Bart De Wever, ha invitato l’Unione Europea ad avviare negoziati diretti con la Russia, sostenendo che la diplomazia rappresenta l’unica via realistica per porre fine al conflitto in Ucraina. In un’intervista al quotidiano L’Echo, De Wever ha affermato che finora l’UE non è riuscita a costringere Mosca a ritirarsi né attraverso l’assistenza militare a Kiev né tramite la pressione economica. Secondo il premier belga, senza un ruolo diretto nei negoziati l’Europa rischia di trovarsi di fronte a un accordo sfavorevole deciso da altri attori. “Se non siamo in grado di minacciare Vladimir Putin inviando armi all’Ucraina, e non possiamo strangolarlo economicamente senza il sostegno degli Stati Uniti, allora resta una sola strada: fare un accordo”, lo riporta il giornalista Andrea Lucidi sul suo canale Telegram.

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