A Kiev non sembra bastare il proprio fronte....!
Zelensky ha accettato la richiesta statunitense di inviare aiuto in Iran. L’Ucraina fornirà specialisti, sistemi di intercettazione, tecnologie di rilevamento e soprattutto l’esperienza accumulata contro i droni Shahed, di fabbricazione iraniana e uso russo.
Secondo il Washington Post la Casa Bianca e vari Paesi del Golfo guardano all’Ucraina come un laboratorio di sopravvivenza, una scuola di contromisure.
Stati Uniti e Qatar starebbero anche discutendo con Kiev l’eventuale acquisizione di droni intercettori ucraini, più economici e adatti a colpire i velivoli iraniani rispetto ai costosissimi missili di difesa occidentali.
Anche perché, di recente, questi sono stati utilizzati contro dei disegni. Soldi buttati su caccia ed elicotteri inesistenti, perché l’ultima strategia di difesa iraniana è disegnare la sagoma degli aerei. Una beffa militare che dice molto sul rapporto fra costo delle armi e qualità dell’intelligence.
Dall’Ucraina gli USA vorrebbero anche sistemi acustici e reti di sensori capaci di individuare gli Shahed quando volano bassi, lentamente e sotto il radar.
Zelensky ha già fatto sapere che ogni eventuale collaborazione dovrà portare vantaggi concreti per il Paese. Ma sembra già evidente che l’Iran drenerà le risorse militari americane, a discapito di Kiev.
Il risultato è una scena grottesca. Gli Stati Uniti e i loro sistemi avanzatissimi si scoprono vulnerabili ai droni lenti e a basso costo iraniani. E così bussano alla porta dell’Ucraina, che dice sì, senza una reale promessa di ottenere qualcosa in cambio.
La guerra, alla fine, riscrive anche le gerarchie. E chi fino a ieri chiedeva aiuto, oggi si ritrova a spiegare agli altri come sopravvivere.---
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