sabato 28 marzo 2026

BYOBLU24 - ARMI AD ISRAELE, PARTE LA CAUSA CIVILE CONTRO LEONARDO...



... “FERMIAMO LA COMPLICITÀ ITALIANA NEL GENOCIDIO PALESTINESE”...!

27 Marzo 2026 
3 minuti di lettura

27 marzo, questa la data della prima udienza al Tribunale civile di Roma per la causa contro Leonardo e lo Stato italiano. Lo scopo è quello di fermare la vendita di armi italiane ad Israele.

L’iniziativa è promossa da una rete di organizzazioni della società civile: Arci, Acli, A Buon Diritto, AssoPace Palestina, Attac Italia, Pax Christi,Un Ponte Per insieme alla Fondazione Hind Rajab con il nome e l’hashtag “Giù le armi Leonardo”.

Le organizzazioni promotrici hanno lanciato una raccolta fondi pubblica per sostenere una battaglia legale che chiama direttamente in causa la responsabilità delle istituzioni italiane nel genocidio palestinese.

Il 29 settembre 2025 è stata depositata una citazione che chiede di dichiarare nulli i contratti di fornitura di armamenti stipulati da Leonardo – partecipata dallo Stato – con Israele, perché in contrasto con l’articolo 11 della nostra Costituzione, con la legge 185/1990 e con il diritto internazionale.

Dal 7 ottobre 2023, come testimoniato da decine di Ong, l’esercito israeliano si è accanito sulla popolazione uccidendo almeno 70mila persone (sono solo le vittime di cui si conoscono nomi e generalità), distruggendo l’intera rete sanitaria, uccidendo più di 300 giornalisti, continuando a bombardare le tende degli sfollati mentre gli aiuti internazionali venivano e tuttora vengono bloccati ai valichi, impedendo anche alle associazioni umanitarie di entrare per fornire cibo e medicinali.

Il 21 novembre 2024 la Corte penale internazionale ha emesso mandati d’arresto per crimini di guerra e crimini contro l’umanità commessi tra l’8 ottobre 2023 e il 20 maggio 2024 nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dell’ex ministro della difesa Yoav Gallant[1].

LUISA MORGANTINI: “SALVARE I PALESTINESI E RISTABILIRE LA LEGALITÀ IN ITALIA”

Il commento di Luisa Morgantini (già vicepresidente Parlamento Europeo e presidente Assopace Palestina) per Byoblu: “Il nostro compito oltre a quello principale e più urgente di difendere il diritto alla vita dei palestinesi, è quello di ristabilire la democrazia e il rispetto della Costituzione nel nostro paese. Forse sembra un’utopia ma dobbiamo arrivare allo smantellamento dell’industria delle armi. È da tutta la vita che mi impegno per questo con tante persone e diversi comitati per la soluzione non-violenta delle controversie internazionali”.

Abbiamo scritto anche a Leonardo per chiedere alla società una dichiarazione in merito alla causa legale intentata dalle associazioni sopra citate e attendiamo fiduciosi una risposta da parte della società guidata da Stefano Pontecorvo e Roberto Cingolani.

Leonardo è una società per azioni italiana a controllo pubblico, attiva nei settori della difesa, dell’aerospazio e della sicurezza. Il suo maggiore azionista è il Ministero dell’economia e delle finanze italiano, che possiede circa il 30% delle azioni. Leonardo viene denunciata anche nel Report “Dall’economia dell’occupazione all’economia del genocidio” di Francesca Albanese, Relatrice Speciale per i Territori Palestinesi Occupati, sanzionata dagli Stati Uniti, primo fornitore di armi ad Israele, per aver documentato la violazione dei diritti umani a Gaza e in Cisgiordania. È una lotta tra piccole fionde e giganti legati da interessi finanziari e geopolitici mastodontici, ma tutte le tempeste hanno inizio da piccole correnti.


[1]  e anche nei confronti del capo del braccio armato di Hamas Mohammad Deif, ucciso il 13 luglio 2024 a Khan Yunis dall’Idf.

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