venerdì 13 marzo 2026

BYOBLU24 - BIENNALE DI VENEZIA E ARTISTI RUSSI: MINISTRO CHIEDE DIMISSIONI SUA RAPPRESENTANTE NEL CDA.

 


  

Tiene banco il caso della Biennale di Venezia, finita al centro di un acceso scontro politico e istituzionale dopo l’ipotesi di un possibile ritorno degli artisti russi alla storica manifestazione.

Nelle ultime ore è arrivata una presa di posizione netta da parte del Ministro della Cultura, Alessandro Giuli che ha infatti chiesto alla propria rappresentante nel Consiglio di amministrazione della Fondazione Biennale, Federica Gregoretti, di lasciare l’incarico. Secondo quanto riferito dal dicastero, la consigliera non avrebbe informato il ministero della possibile presenza della Federazione Russa alla rassegna né del fatto di essersi espressa a favore di questa eventualità.

Un comportamento che, si legge nella nota diffusa, avrebbe fatto venir meno il rapporto di fiducia alla base della nomina.

L’interessata però respinge le accuse. Gregoretti afferma di essere “serena” e ribadisce di non avere alcuna intenzione di dimettersi. La sua posizione si basa sullo Statuto della Biennale, che stabilisce come i membri del Consiglio di amministrazione non rappresentino l’ente o l’istituzione che li ha indicati e non rispondano a essi nelle proprie decisioni.

La vicenda ha rapidamente superato i confini del dibattito nazionale ed è arrivata anche a Bruxelles. La Commissione europea ha infatti espresso forti perplessità sull’eventuale partecipazione della Russia alla manifestazione veneziana, lasciando intendere che la questione potrebbe avere conseguenze anche sul piano finanziario. La Biennale riceve infatti un contributo europeo di circa due milioni di euro, distribuito su tre anni, nell’ambito del programma Creative Europe Media.

Il portavoce della Commissione, Thomas Regnier, ha spiegato che ogni accordo di sovvenzione prevede il rispetto di precise condizioni, tra cui standard etici e valori dell’Unione. Se queste condizioni non dovessero essere rispettate Bruxelles potrebbe riesaminare l’accordo e arrivare anche alla sospensione del finanziamento.

Nel frattempo la questione alimenta un confronto politico sempre più acceso. Riccardo Magi, segretario di +Europa, parla apertamente di “figuraccia del governo”, mentre Irene Manzi, capogruppo del PD in commissione Cultura alla Camera, denuncia una gestione che definisce “caotica”.

Diversa la posizione del Movimento 5 Stelle, che sostiene invece la necessità di includere tutti i Paesi partecipanti, Russia compresa.

Anche nella maggioranza non mancano voci favorevoli a un approccio inclusivo. Matteo Salvini ha sottolineato come cultura e sport debbano restare strumenti di unione tra i popoli. 

Silenzio invece dal presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, che non ha rilasciato nuovi commenti sulla vicenda. L’ultima posizione ufficiale resta quella espressa lo scorso 10 marzo durante la presentazione del Padiglione Italiano, quando aveva rivendicato l’autonomia di una istituzione che da oltre 130 anni si propone come luogo di incontro e non di esclusione.

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