mercoledì 23 settembre 2020

Il "padrone del M5S" Beppe Grillo fa a pezzi la democrazia parlamentare (e il recovery fund):<< A volte è meglio la dittatura...>>.

 



By Angela Mauro x Huffgton Post

Il fondatore del M5s invitato al Parlamento Ue da Sassoli: "Non credo nella democrazia rappresentativa". E sul Recovery: "State costruendo una società del debito".

“State costruendo una società del debito. Il debito è il vostro ‘sabba’, della serie: datemi debito illimitato e cambio il mondo. Ma significa fare economia su presupposti che non stanno in piedi...”, dice Beppe Grillo. “Il Green deal può avere successo soltanto con un altro modello commerciale”, fa eco Gunter Pauli. Quando ha deciso di invitarli ad un confronto al Parlamento europeo su Europa, futuro e ambiente, David Sassoli sapeva chi stava invitando: due personalità fuori dagli schemi classici, per dire poco.

E in effetti ne viene fuori un quadretto che va oltre i confini soliti del dibattito politico sovente stretto tra le convenienze di governo. Lì, in casa Ue, sia il fondatore del M5s che l’imprenditore belga fondatore della ‘blu economy’, osano fare le pulci al recovery fund, il gioiello della ‘corona Europa’ alle prese con la crisi del covid. Il fondatore del Movimento inoltre torna a criticare la democrazia rappresentativa, a due giorni dal referendum costituzionale.

Grillo si definisce “visionario”, riprende le teorie ambientaliste, prima scintilla del Movimento, parte in quarta sull’economia sostenibile e sull’uso distorto delle parole nel mainstream. Riconosce gli sforzi di Ursula von der Leyen per costruire un’economia verde, apprezza “l’apertura” di “uno del P” come Sassoli. Poi dice la sua. “Parlano di crescita, ma la crescita non è sviluppo”, sottolinea. E se la prende con il sistema sul quale si poggia il recovery fund: il debito pubblico. “Chi decide è la politica – dice – e la politica non può più essere assente e sotto scacco del debito. Bisogna cambiare modello di sviluppo, ma abbiamo un problema: le idee vecchie non vogliono morire”.

Quanto al referendum, “quando lo usiamo, usiamo il massimo dell’espressione democratica - dice - Per me che ho contribuito alla democrazia diretta, quindi non credo assolutamente più in una forma di rappresentanza parlamentare ma nella democrazia diretta, fatta dai cittadini attraverso i referendum”. E ancora: “Alle elezioni ormai ci va meno del 50 per cento, è una democrazia zoppicante. Si cominciano a prospettare scenari come l’estrazione a sorte, perché no? Perché non posso selezionare una persona con certe caratteristiche?”

Pauli, pure lui un ‘visionario’ che in pieno lockdown è stato chiamato da Giuseppe Conte come consulente economico del governo e ha fatto molto discutere per un tweet in cui sosteneva che il 5g è tra le cause della pandemia, spiega il suo piano ‘rifiuti zero’. “Sto lavorando ad un modello che genera valore perché prevede zero rifiuti. Si usa tutto quello che si ha a disposizione e lo si trasforma in valore aggiunto. Ma serve un modello di business diverso che dipenderà dalle esigenze di ogni territorio”.

Grillo invoca “l’intervento dello Stato in economia”, Pauli sostiene di non essere “a favore o contrario al capitalismo o al comunismo. Sono favorevole ad una economia che risponda alle esigenze della società e crei lavoro rispettando l’ambiente”. E poi attacca sui paradisi fiscali: “Le multinazionali americane prendono i nostri dati senza nemmeno pagare le imposte. Per me i paradisi fiscali sono dei deserti”.

“E’ vero che negli anni scorsi la crescita ha mostrato limiti perché non si è rivelata per tutti”, replica Sassoli. “Ma ora abbiamo l’obiettivo di trasformare l’Europa in un continente neutro” per emissioni zero “e abbiamo bisogno di far convergere tutti i nostri sforzi verso questo obiettivo. Da una consapevolezza dell’Europa può nascere un nuovo modello commerciale: bisogna partire dal green deal per un nuovo modello di sviluppo”. Ma il presidente difende il recovery fund: “Produrremo debito ma daremo nuove opportunità alle generazioni future”.


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