martedì 11 agosto 2026

Partito Comunista di Unità Popolare Partito Comunista di Unità Popolare - Di Fosco Giannini, Segretario Generale PCUP

 

Roma, sabato 8 agosto, Sezione “A.Bernardini” Una


 straordinaria giornata comunista!

Di Fosco Giannini, Segretario Generale PCUP

Sabato 8 agosto 2026, Zagarolo (Roma), un giorno che non dimenticheremo, che non dimenticherò: nel caldo sahariano, presso la storica sezione comunista “Aldo Bernardini”, mi incontro con le compagne e i compagni del Partito Comunista di Unità Popolare della Federazione di Roma e del Lazio. Sono presenti sia i militanti e i dirigenti che da tempo sono iscritti al PCUP che i nuovi compagni, tanti, che hanno scelto da poco di entrare nel nostro Partito.

L’assemblea è per le ore 17.00: arrivo un quarto d’ora prima e ho la prima sensazione di meraviglia e grande soddisfazione politica, ma non solo politica: è qualcosa di più, è un sentimento forte che torna, dai tempi del grande e storico PCI, dai primi anni di Rifondazione Comunista. La sezione “Aldo Bernardini” è collocata al centro del paese, la sua porta d’entrata e d’uscita, in via Antonio Fabrini 26, “spinge” il Partito direttamente tra la gente che passa, tra i cittadini, tra i giovani, le donne, i lavoratori. Oltretutto, in paese, si sta celebrando la festa in onore di San Lorenzo Martire ed è tutto folklore, musica, banchetti enogastronomici. In questo clima di festa popolare alta sventola, sulla via, la bandiera del PCUP e sul muro accanto alla sezione è già installata, in grande evidenza, la bacheca col simbolo del Partito. L’organizzazione è la somma e la totalità dei dettagli vincenti, e questa è organizzazione comunista!

Passo con la macchina di fronte alla sezione e già una venticinquina di compagni e compagne (sono sul marciapiede, sotto la bandiera con la falce e il martello del PCUP) mi salutano, alzano il pugno, con affetto e stima che subito sento e subito, sinceramente, ricambio. Il gruppo di compagni fuori della sezione sono già, in sé, una festa e questa festa si unisce con la festa popolare in corso, un segno della “natura” politica, che conosciamo, di questi compagni romani: essere comunisti, del popolo, col popolo e tra il popolo. Quando passano i gonfaloni e gli stendardi della festa popolare, la nostra bandiera comunista, grande e diritta sulla via, sembra appartenere anch’essa al popolo in festa.

Inizia l’assemblea: la sezione è strapiena militanti (le tessere cartacee disponibili non basteranno per iscrivere i nuovi compagni, ne mancheranno molte per soddisfare la richiesta) e in presidenza sono invitati il compagno Daniele Baccarini, la giovane compagna Beatrice Giampà e io stesso, come Segretario del Partito.

È il compagno Baccarini ad aprire l’assemblea: la sua è una relazione lucida, essenziale e, insieme, corposa nei contenuti. Ci dice perché tutti questi comunisti presenti hanno scelto, dopo altre ed importanti esperienze di militanza comunista, di aderire al PCUP. Quelle di Baccarini sono parole di stima nei confronti del nostro Partito, sono parole che raccontano l’esigenza della lotta contro la guerra imperialista in atto e l’esigenza di condurre la lotta di classe sferrata da decenni, senza una risposta all’altezza, dal capitale contro i lavoratori. Sono parole di stima verso il PCUP che chiedono di essere totalmente confermate dalla prassi concreta conseguente e dall’accoglienza del nostro Partito.

Baccarini mi dà poi la parola. E dico ai compagni ciò che non avevo pensato di dire, ciò che mi è balzato in cuore e in mente sin dall’arrivo, sin dal momento in cui ho visto la sede del Partito vivere, pulsare, animarsi lungo la strada, in mezzo alla festa di popolo. Dico, cioè, che noi abbiamo spesso un metro di misura per valutare un compagno, una militante: la sua preparazione, la sua capacità organizzativa. Qualità importanti, decisive. Ma che dovremmo cominciare a valutare i compagni anche per la loro generosità, per il loro senso di sacrificio, per la capacità di “gettare il cuore oltre l’ostacolo”, per organizzare lotte, iniziative, senza soffermarsi troppo sulla conta precisa delle forze in campo, ma pensando alla lotta come ad una sfida (che cos’è stata, peraltro, la costruzione del PCUP se non una sfida?), pensando all’iniziativa del Partito come ad uno slancio che superi anche la “contabilità” e la freddezza dei numeri. E dico questo perché la qualità dello “slancio”, della passione, mi sono sembrate immediatamente, appena arrivato alla sezione “Bernardini”, le qualità morali che strutturano i nuovi compagni che ora entrano nel PCUP.

Naturalmente, ho proseguito la mia relazione ricordando ai compagni presenti i temi centrali del Congresso costitutivo del PCUP, tenutosi gli scorsi 24 e 25 gennaio 2026 a Roma: la costruzione del Partito nei territori e nei luoghi di lavoro, gli obiettivi, da perseguire tenacemente, dell’unità dei comunisti e del Fronte Ampio di carattere antimperialista, della costruzione di forti relazioni del PCUP con il movimento comunista, antimperialista e rivoluzionario mondiale, i nostri obiettivi volti all’uscita dell’Italia dalla Nato, dall’Ue e dall’Euro, la nostra collocazione internazionalista e antimperialista che oggi ci fa dire chiaramente, e senza balbettii, che il PCUP giudica la crisi russo-ucraina come una guerra della Nato contro la Russia e che dunque siamo con Putin e col Partito Comunista della Federazione Russa contro il progetto di guerra Nato-Ue contro Mosca, contro la Repubblica Popolare Cinese e  contro l’intero mondo Brics. E, a partire da tutto ciò, la nostra linea di alternativa sia alle destre che al centro-sinistra, entrambi subordinati agli Usa, alla Nato e a Bruxelles. E che ora, anche a partire dalla nostra linea antimperialista, stiamo lavorando per il rafforzamento e l’ampliamento, verso i comunisti e le forze antimperialiste, del movimento Agorà.

Dopo la mia relazione è intervenuta la compagna Monica Natali, segretaria regionale PCUP Lazio e della Segreteria nazionale del Partito. Monica, che tanto ha lavorato per l’unità dei comunisti[A1] ,  specie a Roma, si è molto soffermata sulle due esigenze-chiave del Partito: unire le forze comuniste e costruire, anche nei territori, anche a Roma e nel Lazio, il Partito e Agorà.

Il dibattito che si è sviluppato dopo la mia relazione e l’intervento della compagna Natali è stato ampio, intelligente, coinvolgente. Un dibattito che ha messo a fuoco, pur nella discussione sincera, la totale condivisione dell’Assemblea con le relazioni e con le linee politiche del Partito: la costruzione del Partito stesso nella sua autonomia ideologica, politica e organizzativa, l’unità dei comunisti, la costruzione del Fronte Ampio, di un’Agorà ancor più rafforzata, unitaria e aperta alle forze d’avanguardia, l’essere alternativi sia al governo Meloni che alla finta opposizione del centro-sinistra.

Molte le analisi e le domande dei compagni. Per ragioni di spazio riporto, in sintesi, solo alcune delle questioni sollevate, specie dai compagni Roberto Pallini, Pietro Tocci, Gianluca Giampa’, Gaetano Seminatore e da altri compagni e simpatizzanti intervenuti.

Le domande più corpose: come si organizza il consenso di massa, come affrontare il problema dell’energia? (Pallini). Come possono i comunisti tornare in parlamento? (Tocci). Come si pongono i comunisti rispetto alla questione della Sicurezza? (Giampa’). Come si rapportano i comunisti con la robotizzazione nel mondo del lavoro? (Seminatore).

Ho tentato così di rispondere:

-sul consenso di massa: non te lo regala nessuno, a partire dal fatto che i media sono in mano ai “padroni del vapore”, che la cultura dominante è quella della classe dominante. Il consenso di massa potrà giungere solo attraverso un nuovo legame di massa, un radicamento sui territori, il protagonismo da comunisti nelle lotte contro la guerra imperialista e a fianco dei lavoratori. E attraverso una forte attitudine all’unità, alla costruzione dell’unità, dei comunisti e per il Fronte antimperialista. Se saremo percepiti come unitari, già questa sarebbe una buona ed essenziale strada per la costruzione, attorno a noi (come già sta avvenendo) della stima, del prestigio e del consenso;

-sull’energia: è del tutto evidente come la causa primaria della crisi energetica e del rialzo dei costi energetici dipenda dalla collocazione internazionale del governo Meloni e dello stesso centro-sinistra, entrambi ostili alla Russia e al mondo Brics-plus, entrambi succubi degli Usa e le sue guerre, ed entrambi d’accordo sulle sanzioni contro la Russia, che costringono l’Italia a comprare, a prezzi altissimi, il gas liquefatto statunitense. Altra questione dirimente: occorre giungere ad un’autonomia energetica anche attraverso (una volta risolti scientificamente i problemi delle scorie radioattive) l’energia nucleare di terza e quarta generazione;

– sul ritorno in Parlamento: siamo di nuovo di fronte alla questione del consenso di massa. Noi, senza essere istituzionalisti né succubi dell’elettoralismo, non siamo di certo contrari, per ragioni di principio, all’entrata in Parlamento. Rispetto a ciò ricordiamo però, doverosamente, il Lenin che afferma: “Occorre trasformare il Parlamento borghese in cassa di risonanza della lotta di classe”. Non si entra, cioè, in Parlamento, come tante volte accaduto, per fare i camerieri delle istituzioni o dei padroni. Come far tornare oggi i comunisti in Parlamento oggi non è facile: in questa fase, in questo momento, la strada più verosimile e concreta è quella di entraci, e lottare, attraverso un Fronte più ampio, di carattere antimperialista e anticapitalista, ma anche, naturalmente, attraverso l’autonomia comunista;

– questione della Sicurezza: i comunisti sono per la Sicurezza, sono affinché la vita dei cittadini, delle donne, dei giovani, degli anziani, sia sicura. Ma la Sicurezza vuol dire molte cose, non solo sicurezza nelle strade, nei quartieri, di notte, ma Sicurezza del lavoro, la sicurezza di  avere un lavoro e un salario, sicurezza della pensione, della Sanità pubblica, della Scuola pubblica. Perché questa e solo questa, nel suo insieme, è la Sicurezza;

questione della robotizzazione del lavoro: lo sviluppo tecnologico delle forze produttive capitaliste (robot, digitalizzazione, Intelligenza Artificiale) è irrefrenabile. Non si tratta di ostacolare tale processo con un neo luddismo (un ritorno, cioè, di quel luddismo inglese che per paura dei nuovi processi di sfruttamento e attacco all’occupazione spaccava i nuovi mezzi di produzione del capitale). Di fronte al fatto che l’Intelligenza Artificiale (IA) sostituirà con sé stessa tanta parte della forza-lavoro, si tratta di capire chi prenderà la guida dell’IA, chi prenderà il potere politico. Sempre di più occorre il socialismo. Il grande capitale italiano scalpita, poiché vorrebbe sin da ora introdurre massicciamente l’IA nei processi produttivi. E poiché il pericolo è quello, con l’entrata vasta dell’IA,  di una disoccupazione di massa, occorre lottare sin da ora per una riduzione secca dell’orario di lavoro, ma non a parità di salario, poiché la riduzione secca dell’orario di lavoro non migliorerebbe, di per sé, il tenore di vita degli operai, ma con un rialzo del salario, attaccando il profitto. Così, e solo così, si è comunisti, rivoluzionari.

Dopo le mie risposte, due compagne (Candida e Tamara) lanciano un appello volto al proseguimento della raccolta dei medicinali per Cuba. Vi sono scatoloni di medicinali già riempiti dal lavoro dei compagni che, poi, Gianluca Giampà si incaricherà di far giungere a Cuba. E il lavoro prosegue.

I compagni e le compagne hanno preparato, nella nuova sezione del PCUP, una cena lussuriosa. Si mangia e ci si diverte insieme. Siamo comunisti: siamo intellettuali, tutti, e popolo.

È stata una delle più belle assemblee comuniste che ho ultimamente ho vissuto.  L’entrata dei nuovi compagni e compagne, con il loro forte spirito di iniziativa e di lotta, col loro forte spirito internazionalista, rafforzerà il PCUP.

Avanti! Uniti! Per il PCUP, contro ogni settarismo, per l’unità dei comunisti e per la costruzione di un Fronte Ampio! Per la pace! Per i lavoratori! Per la trasformazione sociale!

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