giovedì 13 agosto 2026

Partito Comunista di Unità Popolare del Lazio.- Data Center Colleferro (Roma): per i grandi interessi destra e “sinistra” si prendono per mano.

 


Data Center Colleferro (Roma): per i grandi interessi destra e “sinistra” si prendono per mano.

Partito Comunista di Unità Popolare del Lazio

Il Partito Comunista di Unità Popolare del Lazio denuncia il patto trasversale che ha unito maggioranza e opposizione nell’approvazione di un progetto destinato a trasformare profondamente il territorio di Colleferro.

Ieri, in Consiglio comunale, è andato in scena il grande spettacolo del consociativismo politico: l’inciucio è servito. 

Da una parte l’Amministrazione guidata dal sindaco Giulio Calamita, espressione del centrosinistra. Dall’altra le forze di opposizione riconducibili alla destra. Schieramenti che normalmente si affrontano a colpi di dichiarazioni e accuse reciproche, ma che davanti ai grandi progetti che sventrano e spolpano la Valle del Sacco ritrovano improvvisamente una straordinaria unità.

Quando si tratta di grandi interessi economici, destra e “sinistra” istituzionali parlano la stessa lingua.

Il Consiglio comunale di Colleferro ha infatti approvato senza voti contrari il progetto per la realizzazione di un gigantesco data center dedicato all’intelligenza artificiale, promosso dalla società Cobra Green Hyperscale.

Parliamo di un intervento di dimensioni enormi: circa 76 ettari di territorio, quasi 58.000 metri quadrati di superficie coperta, impianti fotovoltaici per circa 34 MW e una potenza elettrica assegnata nell’ordine dei 150 MW.

Un progetto che viene presentato come il trionfo della modernizzazione di Colleferro, della transizione digitale e di una nuova stagione di sviluppo.

Ma noi poniamo una domanda molto semplice: sviluppo per chi e a quale prezzo per il territorio? Non basta pronunciare le parole “intelligenza artificiale”, “fotovoltaico” o “green” per rendere automaticamente sostenibile qualsiasi grande intervento industriale. Il territorio non può essere trasformato in una piattaforma al servizio dei grandi operatori dell’economia digitale senza una discussione seria e approfondita sulle conseguenze ambientali, energetiche, urbanistiche e infrastrutturali.

Il ricatto dei posti di lavoro

Ancora una volta viene agitata la promessa dell’occupazione.

Si parla di centinaia di lavoratori impiegati contemporaneamente, di posti di lavoro diretti e indiretti, di programmi con le scuole e di nuove opportunità per i giovani.

Siamo i primi a rivendicare il diritto al lavoro.

Ma proprio perché siamo comunisti sappiamo che il lavoro non può essere utilizzato come ricatto per far accettare qualsiasi deturpamento del territorio. Colleferro ha una storia industriale importante e vive sulla propria pelle il prezzo di uno sviluppo privo di adeguate garanzie ambientali.

La Valle del Sacco non è una tabula rasa.

È un territorio che porta ancora su di sè le conseguenze di decenni di industrializzazione e di contaminazioni e che avrebbe bisogno innanzitutto di bonifiche, tutela ambientale, servizi pubblici e uno sviluppo economico al servizio della popolazione.

Il Data Center non è un’operazione “neutrale”

Il progetto viene raccontato come un modello di sostenibilità: raffreddamento a circuito chiuso, ricircolo delle acque, utilizzo delle acque meteoriche, fotovoltaico e approvvigionamento energetico attraverso contratti da fonti rinnovabili. Elementi che meritano certamente di essere valutati. Ma proprio per questo non accettiamo che la discussione venga chiusa con qualche slogan. Un’infrastruttura di questa dimensione comporta un enorme fabbisogno energetico, nuove infrastrutture di connessione, trasformazioni urbanistiche e una significativa occupazione di territorio. E il progetto si inserisce in un’area strategica già sottoposta a fortissime pressioni industriali, logistiche e infrastrutturali.

La domanda che dovrebbe guidare ogni amministratore pubblico è quindi una sola: quale modello di sviluppo vogliamo per Colleferro nei prossimi decenni?

Rocca e Calamita: cambiano i colori, non la politica

Il problema non riguarda soltanto il Consiglio comunale.

La Regione Lazio guidata da Francesco Rocca, espressione della destra, ha accompagnato questo percorso. Il Comune di Colleferro guidato da Giulio Calamita, espressione del centrosinistra, lo rivendica invece come una grande occasione di sviluppo.

E così, ancora una volta, destra e sinistra istituzionali finiscono dalla stessa parte.

È questo il dato politico che il PCUP Lazio vuole denunciare.

Cambiano i partiti, cambiano i simboli, cambiano le campagne elettorali, ma quando arrivano i grandi interessi economici il risultato è sempre lo stesso.

È il modello del consociativismo: maggioranza e opposizione litigano davanti alle telecamere e poi votano insieme quando c’è da approvare una grande trasformazione del territorio.

Il “Partito Unico” del profitto a qualsiasi costo

Noi non siamo contro l’innovazione tecnologica.

Siamo contro un modello di sviluppo nel quale il territorio viene considerato una merce da mettere a disposizione dei grandi capitali.

Non basta dire che un progetto è digitale per renderlo sostenibile.

Non basta installare pannelli fotovoltaici per cancellare il consumo di suolo.

Non basta promettere posti di lavoro per rendere intoccabile qualsiasi grande investimento. E soprattutto non basta che destra e sinistra votino insieme per trasformare una scelta politica in una scelta inevitabile.

Il PCUP Lazio si schiera dalla parte dei cittadini, dei lavoratori, dei comitati e di tutti coloro che chiedono che il futuro di Colleferro venga deciso nell’interesse della comunità e non sulla base delle esigenze dei grandi gruppi economici.

Colleferro non ha bisogno di diventare una piattaforma per la rendita e la speculazione. Ha bisogno di lavoro stabile e qualificato, bonifiche, servizi pubblici, tutela ambientale, infrastrutture efficienti e di una vera politica industriale pubblica.

Per questo denunciamo il connubio tra destra e sinistra istituzionali, tra Regione e Comune, tra chi governa e chi dall’opposizione dovrebbe controllare. Perché davanti ai grandi interessi economici, a Colleferro, la contrapposizione politica sembra improvvisamente scomparire.

Destra e “sinistra” a braccetto. L’inciucio paga. Il territorio paga.

E alla vigilia delle elezioni politiche piazzare qualche amico di amici, promettere “postarelli” di lavoro, può portare qualche voto in più al PD e a FDI. Franza o Spagna purché se magna. 

Non un passo indietro!!

12 agosto 2026.

PCUP Lazio.

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