sabato 1 agosto 2026

Marco Tosatti - Di infosannio il 1 agosto 2026:"L’Italia è in guerra?..."


Marco Tosatti

Siamo in guerra a nostra insaputa. Per conto degli USA e di Israele, se nza che il parlamento abbia discusso e approvato alcunché e senza che l’imbarazzante inquilino del Quirinale desse segno di vita. Offriamo alla vostra attenzione alcuni elementi di valutazione di questa ennesima cialtronata del governo di questa destra cialtrona (e di non pochi pezzi di opposizione, servi degli stessi padroni…). Buona lettura e diffusione.

§§§

Il primo è questo commento di Andrea Zhok, che ringraziamo per la cortesia

Ieri siamo venuti a sapere che da quattro mesi l’Italia ha
dispiegato nel
Golfo Persico 400 membri dell’Areonautica e 300 dell’
Esercito, più caccia
 Eurofighter, Aerei di sorveglianza, ecc., sempre a sotegno
 dell’aggressione
statunitense all’Iran.
In sintesi, il governo Meloni ci ha coinvolto in una guerra di
aggressione
illegale, non dichiarata, senza mandato parlamentare, in
 forma clandestina
e occulta.
Ricordo, per quanto nessuno oramai sembri farci caso,
che la Costituzione
 italiana, all’art. 11, dichiara che “L’Italia ripudia la guerra
come strumento di
 offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di
risoluzione delle
controversie internazionali”.
Ergo il comportamento del governo è manifestamente
anticostituzionale.
Non mi intendo abbastanza di diritto per sapere se ci sono
 gli estremi per
 un procedimento formale di messa sotto accusa, ma quel
che è certo è che
 questo modo irresponsabile di agire ci mette tutti in
pericolo, su questo
come su altri fronti.

***

E poi c’è questo post su 

Facebook di

 Luciano Tovaglieri, 

Di Luciano Tovaglieri, Segretario Nazionale di 
IGNIS 🔥 Fuoco Italico
Il governo Meloni ha compiuto uno dei passi più gravi della
 storia
 recente della Repubblica.
Mentre agli italiani si raccontava che il nostro Paese era 
estraneo 
alla guerra contro l’Iran, centinaia di militari italiani, 
insieme a caccia, 
sistemi antimissile e altri assetti militari, venivano dispiegati
 anche in 
Arabia Saudita, uno degli Stati coinvolti nello schieramento 
che 
sostiene l’azione militare statunitense e israeliana nella 
regione.
Solo grazie alle rivelazioni della stampa e alle denunce 
delle
 opposizioni il Paese ha scoperto ciò che avrebbe dovuto 
essere 
discusso apertamente davanti al Parlamento e agli italiani.
Oggi Guido Crosetto sostiene che fosse tutto autorizzato e
 che fosse 
tutto pubblico. Ma se davvero era tutto così trasparente, 
perché
 nessun italiano sapeva che i nostri soldati erano stati
 trasferiti in
 Arabia Saudita?
Perché il governo non è venuto spontaneamente in 
Parlamento a 
spiegare una scelta tanto delicata?
Perché sono servite le interrogazioni delle opposizioni 
perché la 
questione esplodesse nel dibattito pubblico?
Il ministro Crosetto e il suo governo ci stanno prendendo
 per i fondelli,
 una notizia del genere avrebbe dovuta essere annunciata
 da tutti i
 Telegiornali e discussa apertamente in parlamento prima 
di muovere
 uno solo dei nostri soldati su un teatro di guerra e invece
 il nulla o 
quasi.
La realtà politica è evidente.
Il governo ha deciso di collocare uomini e mezzi italiani 
nel cuore di un
 teatro di guerra nel quale si confrontano Stati Uniti, 
Israele e Iran. Può

 chiamarla “missione difensiva”, “riposizionamento” o 
come preferisce.
 Ma la sostanza non cambia: quando schieri i tuoi militari 
a
 protezione
 di uno dei protagonisti di un conflitto, accetti il rischio che 
quei militari 
diventino parte di quel conflitto.
E questo significa esporre anche l’Italia alle possibili 
conseguenze di 
un’escalation.
Tutto questo avviene contro il sentimento della grande
 maggioranza
 del popolo italiano, che da anni rifiuta nuove guerre e 
nuovi 
coinvolgimenti militari all’estero.
Gli italiani non vogliono essere trascinati in una guerra e 
soprattutto
 non vogliono essere spinti in una guerra contro l’Iran.
Non vogliono che il nostro Paese diventi un legittimo
 bersaglio per 
decisioni prese a Gerusalemme, a Washington, a Bruxelles o in altre 
capitali straniere.
Non vogliono che i nostri soldati vengano utilizzati come
 pedine in una
 guerra inutile, peggio ingiusta e che non appartiene agli 
interessi 
nazionali italiani.
Ancora più grave è il fatto che l’attacco proditorio contro 
l’Iran non sia 
stato autorizzato da una specifica risoluzione del Consiglio
 di 
Sicurezza delle Nazioni Unite che autorizzi l’uso della forza. In un 
contesto internazionale tanto delicato, il governo avrebbe 
dovuto agire 
con la massima prudenza, trasparenza e responsabilità 
politica e 
+'invece è accaduto tutto il contrario.
Le opposizioni, nelle quali voglio sottolineare io non ho 
alcuna stima e 
fiducia, in questo specifico caso hanno il pieno diritto di
 pretendere
 spiegazioni.
Il Parlamento deve sapere esattamente quali ordini siano 
stati impartiti, quali siano le regole d’ingaggio, quali siano i rischi operativi e quale sia il reale 
livello di coinvolgimento dell’Italia.
Su questi temi non possono esistere zone d’ombra.
La pace non si difende nascondendo ai cittadini decisioni
 che possono
 trascinare il Paese dentro un conflitto sempre più esteso.
L’Italia deve tornare a essere una nazione sovrana e 
neutrale, fedele 

allo spirito dell’articolo 11 della Costituzione, capace di 
parlare con tutti e di
 promuovere la pace, non di trasformarsi nell’ennesimo 
ingranaggio delle 
guerre altrui.
Perché quando un governo porta soldati italiani in uno dei
 fronti più
 esplosivi del pianeta senza un confronto politico chiaro e
 trasparente, 
non è soltanto una scelta di politica estera: è una scelta 
che riguarda il 
destino e la sicurezza di tutti gli italiani.
Cosa succederà se dei nostri soldati dovessero morire ⚰️ 
per questa
 scelta scellerata? Chi ne risponderà?
Questa volta, anche questa volta, Giorgia Meloni e il suo
 Governo
 hanno tradito l’Italia e gli Italiani.
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