lunedì 3 agosto 2026

Byoblu -Ceuta: agenti dei servizi segreti del Marocco tra i migranti.

Esteri — Byoblu
La Guardia Civil li ha riconosciuti con le telecamere di confine. Fonti spagnole parlano di guerra ibrida. E Madrid era stata avvertita prima...?
Byoblu·4 ore fa

Dentro la marea di persone che giovedì scorso ha attraversato illegalmente il confine tra il Marocco e l’enclave spagnola di Ceuta (qui [i video rimontati da Byoblu \[3.0\]](/ceuta-i-video-che-inchiodano-la-false-flag/)), la Guardia Civil dice di aver riconosciuto alcuni uomini dei servizi segreti marocchini. Non erano migranti: erano agenti.

Lo hanno raccontato al quotidiano madrileno El Español fonti interne allo Stato Maggiore del corpo, cioè il vertice della gendarmeria spagnola. Come li hanno individuati? Con le telecamere. Lungo quel confine c’è una rete di videosorveglianza che riprende tutto in tempo reale. Gli analisti hanno rivisto le immagini gruppo per gruppo, faccia per faccia (ndr. probabile che abbiano utilizzato l’AI). E in mezzo alla folla hanno riconosciuto volti che con l’emigrazione non c’entrano niente.

Perché agenti dei servizi si mettono in fila con i

 migranti?

Secondo quelle stesse fonti, gli agenti non erano ovviamente lì per andare in Spagna e restarci. Erano lì per guardare. Per capire come reagisce Madrid quando arrivano decine di migliaia di persone tutte insieme: quanti uomini schiera, in quanto tempo, con quali mezzi, dove cede il dispositivo.

Detto in parole povere: un test. Si spinge, si misura la risposta, si prende nota.

Gli analisti della Guardia Civil aggiungono una cosa che vale più della notizia stessa: non è la prima volta. Sostengono di aver visto operazioni simili in altri momenti di forte pressione sui confini di Ceuta e Melilla, con presunti agenti marocchini mescolati ai gruppi. E dicono che un’operazione così non si fa senza il coinvolgimento dei servizi di Rabat. «È la procedura logica per qualsiasi servizio di intelligence».

La formula che usano è precisa: guerra ibrida. Cioè quella zona grigia in cui non si spara, ma si usano i flussi di persone, l’energia, i cavi, la disinformazione come armi.

I gendarmi marocchini «a braccia conserte»

C’è poi il secondo elemento, quello che in Spagna sta facendo più rumore dei presunti infiltrati. I video. Sui media spagnoli sono circolate immagini in cui i gendarmi marocchini stanno fermi mentre migliaia di persone camminano verso la frontiera. Alcuni agenti spagnoli schierati sul posto hanno riferito che i colleghi marocchini erano “a braccia conserte”, sia sul frangiflutti sia sulla strada che porta al valico.

Nella stessa direzione va la testimonianza raccolta dal New York Times. Uno dei migranti entrati a Ceuta, Youssef Aloui, ha raccontato che quando il suo gruppo si è avvicinato al confine nessuno ha provato a fermarli. Anzi. «Continuavano a dirci: “Andate di qua, di qua”». Nel ](/ceuta-i-video-che-inchiodano-la-false-flag/) si vede una donna filmare tutto e dirigere i migranti.

Chiaramente, un confine non ha molti stati possibili: o è chiuso o è aperto. E se è aperto, qualcuno ha deciso di farlo.

Ceuta non è un incidente

Ceuta è una città spagnola incastrata sulla costa africana. Ottantaquattromila abitanti. Attaccata al Marocco, che la rivendica da sempre. Nei giorni scorsi ci sono entrate tra 60.000 e 75.000 persone: la più grande crisi migratoria della storia della città. Circa 53.000, secondo il ministero dell’Interno spagnolo, sono poi rientrate in Marocco. Fate il conto: parliamo di un flusso pari a quasi l’intera popolazione locale.

Non è la prima volta che accade. Nel maggio 2021 Rabat allentò i controlli per punire Madrid, che aveva accolto per cure il leader del Fronte Polisario, Brahim Ghali. Il Polisario è il movimento che rivendica l’indipendenza del Sahara Occidentale, il grande contenzioso che il Marocco considera intoccabile.

Stavolta, dicono le fonti della Guardia Civil, i motivi sono due. Il primo: una sentenza del Tribunale Supremo spagnolo che vieta di respingere subito chi arriva a nuoto sul territorio nazionale. Rabat l’avrebbe letta come una crepa nelle difese spagnole. Il secondo: la visita di Pedro Sánchez in Algeria, il grande rivale del Marocco, dieci giorni prima. E, terzo, i quaranta milioni di investimenti USA in Marocco, con le probabili pressioni dell’alleato statunitense per “punire” Madrid, rea di non partecipare al crescente finanziamento della NATO.

Madrid sapeva. E ha mandato trenta uomini e una barca

Secondo fonti dell’intelligence militare e civile citate dal sito The Objective, gli allarmi erano arrivati giorni prima. Si segnalava che re Mohammed VI avrebbe potuto compiere un “gesto di magnanimità” alla frontiera in coincidenza con la Festa del Trono. Poi sono arrivate le segnalazioni sui migranti che nuotavano da Fnideq e sugli autobus che portavano gente verso il confine da mezzo Marocco. In dieci giorni, quasi mille persone erano già entrate a nuoto. Gli analisti l’avevano definita una prova generale. E l’avevano scritto.

La risposta del governo spagnolo si era limitata a circa trenta agenti in più e un’imbarcazione che, pochi giorni dopo, si era guastata. L’esercito è stato chiamato solo giovedì sera, quando la frontiera era già saltata, con duecento poliziotti speciali e sessanta militari arrivati dalla penisola. Eppure le unità militari a Ceuta e Melilla erano già pronte: bastava un ordine politico, dicono le fonti.

Sánchez ha parlato di «violazione dell’integrità territoriale della Spagna» e ha dato la colpa alle reti di trafficanti, che avrebbero sfruttato la sentenza del Tribunale Supremo. Ha però tenuto a precisare che le autorità marocchine hanno collaborato «rapidamente e con continuità». Il ministero dell’Interno ha definito la cooperazione con Rabat «esemplare, leale e permanente». Il governo ha negato di aver ignorato avvisi. Il leader del Partito Popolare, Alberto Núñez Feijóo, sostiene invece che l’esecutivo sapeva già da lunedì.

Mettiamo in fila le due frasi: da un lato la Guardia Civil che parla di spie di Rabat infiltrate e di guerra ibrida, dall’altro il governo che parla di collaborazione esemplare. Non possono essere vere entrambe.

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