lunedì 29 giugno 2026

Byoblu - Putin: «Nessuno può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia»...

 

Esteri
Putin al congresso di Russia Unita: «Nessuno può sconfiggere la Russia sul campo di battaglia». Lo zar ammette code ai distributori e valuta lo stop all’export di diesel.
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Nessuno è in grado di sconfiggere la Russia sul campo di battaglia. È questo il messaggio che Vladimir Putin ha lanciato oggi intervenendo al congresso di Russia Unita, il partito di governo convocato a Mosca per avviare la selezione delle liste in vista delle elezioni alla Duma previste per settembre. Un’uscita pubblica che mescola retorica bellica, campagna elettorale e qualche ammissione scomoda sul fronte interno.

Secondo la Tass, Putin ha dichiarato che le «élite occidentali» avevano tentato di infliggere alla Russia «una sconfitta strategica sul campo di battaglia» e di destabilizzarne la società, ma che entrambi gli obiettivi non sarebbero stati raggiunti. «Volevano indebolirci con ogni mezzo, sbarazzarsi di noi come fattore mondiale. Non ci è mai riuscito nessuno e non funzionerà ora», ha detto il presidente russo, avvertendo che qualsiasi segno di debolezza porterebbe l’Occidente a usare «il linguaggio della forza».

La narrativa sulla guerra: Kiev accusata di terrorismo

Nel medesimo intervento Putin ha dipinto la situazione al fronte come favorevole alle forze di Mosca, affermando che le truppe ucraine «perdono posizioni in tutti i settori della linea di contatto» e che proprio questa condizione spingerebbe Kiev a ricorrere a «metodi terroristici». Il riferimento è agli attacchi ucraini sempre più profondi in territorio russo: nella notte tra sabato e domenica missili balistici hanno colpito Kiev — con almeno sette esplosioni registrate e due feriti — mentre, sul versante opposto, Zelensky ha rivendicato raid su raffinerie russe nelle regioni di Krasnodar e Yaroslavl, quest’ultima a circa 700 chilometri dal confine ucraino.

La versione di Kiev è naturalmente opposta: il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha invitato Mosca a «negoziati seri», avvertendo che in caso contrario la posizione russa sul campo di battaglia continuerà a peggiorare.

Un’ammissione inattesa: code ai distributori e stop all’export di diesel

Tra i passaggi più significativi dell’intervento vi è però una rara ammissione di difficoltà interne: Putin ha riconosciuto che in Russia «ci sono file alle pompe di benzina e i tipi di carburante necessari non sono sempre disponibili». Secondo quanto riferito dall’AGI, il Cremlino starebbe valutando un blocco totale delle esportazioni di diesel per far fronte alla carenza, conseguenza in parte degli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche e petrolifere russe. Putin ha auspicato di «minimizzare» l’impatto di questi raid, ammettendo che il Paese «vede i problemi e li riconosce».

Il contesto: congresso pre-elettorale e unità del partito

L’appuntamento ha una valenza politica precisa: il congresso di Russia Unita è il passaggio formale attraverso cui vengono selezionati i candidati per le elezioni parlamentari, fissate per settembre. Putin ha esortato tutti i partiti e i candidati a «lavorare insieme per rafforzare la solidarietà del popolo» anche durante i dibattiti più accesi, senza mai «mettere a repentaglio l’unità del Paese». Un appello che suona tanto come direttiva quanto come monito.

La scelta di aprire il congresso con un intervento così muscolare — imperniato sulla narrativa della Russia invincibile e sull’Occidente fallito — rispecchia la funzione che il conflitto ucraino ha assunto nel discorso politico interno: collante identitario, fonte di legittimazione e argomento da spendere in campagna elettorale. In questa cornice, le parole di Putin non sono solo comunicazione diplomatica rivolta all’esterno, ma un messaggio calibrato per il pubblico domestico chiamato alle urne.

Intanto il conflitto prosegue senza segnali concreti di apertura negoziale: gli scambi di fuoco e i raid reciproci continuano, e la distanza tra le posizioni di Mosca e Kiev — così come tra le rispettive narrazioni — resta, al momento, incolmabile.


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