
Nel mediterraneo si sta realizzando il sogno di molti patiti dei giochi in scatola: una partita ad altissimo rischio che mescola Monopoly e Risiko. C’è già un campione assoluto di questo gioco ibrido: si chiama Jared Kushner ed è il genero di Donald Trump. Perfetta sintesi tra affarismo se spregiudicatezza diplomatica, Kushner compie evoluzioni tra affari di famiglia e politica estera (che comunque resta affare di famiglia), ricavando enormi vantaggi per gli Stati Uniti, per Israele e per le aziende immobiliari della premiata ditta Trump-Kushner.
Il teatro della speculazione più recente è l’Albania
Nel mirino della sua società “Affinity Partners” ci sono i gioielli incontaminati dell’Adriatico: l’ex base militare dell‘isola di Sazan e l’area protetta di Pishë Poro-Narta, a Zvërnec. È un affare da 1,4 miliardi di dollari, foraggiato da società offshore e capitali qatarioti dei fratelli di origine siriana Al-Khayyat. L’obiettivo è colare cemento per migliaia di camere di resort di super lusso, devastando una delicata zona umida abitata da fenicotteri rosa, foche e tartarughe marine.
I cittadini albanesi tuttavia hanno qualcosa da ridire in proposito. Tirana ha vissuto due notti di piazze infuocate. “La patria non è in vendita”, scandiscono migliaia di cittadini che, senza alcun simbolo di partito, si sono riversati sotto i palazzi del governo per contestare direttamente il primo ministro Edi Rama.
La protesta sul delta del fiume più naturale d’Europa
La protesta si è innescata quando nel delta del Vjosa, l’ultimo grande fiume europeo a non aver mai conosciuto l’intervento dell’uomo, sono comparsi filo spinato e ruspe a bloccare le spiagge. Chi ha cercato di fermare lo scempio è stato aggredito da gruppi di guardie private: sono girati video di un manifestante trascinato a terra che hanno forzato Rama a pubbliche scuse e alla rimozione del capo della polizia di Valona.
La svendita del Paese ai miliardari, tra cui Ivanka Trump, minaccia anche le Alpi di Theth e l’area Unesco di Drilon, grazie a una legge del 2024 sugli “investimenti strategici” che aggira i vincoli ambientali. Sono vicende che non giocano a favore del governo albanese, considerando che della vicenda si sta interessando anche la procura speciale anticorruzione. I magistrati indagano sui repentini cambi di destinazione d’uso delle riserve naturali, sui passaggi di proprietà e sui flussi di denaro non limpidissimi. Sono già scattati i sequestri preventivi dei conti di società immobiliari come l’Albania Land Development, mentre persino l’Unione Europea esprime viva preoccupazione per le procedure.
Gratta il lusso e trovi le basi da guerra fredda
Ma dietro agli ambienti patinati ed alle piscine a sfioro c’è altro. L’area dei cantieri lambisce la strategica base navale di Pasha Limani, attualmente in uso alla Turchia. Nella contesa per il Mediterraneo orientale, l’espansione Usa fa da testa di ponte per Israele che, forte degli accordi militari con Grecia e Cipro in funzione anti-turca, punta a piazzare pedine sulle coste albanesi. Nel Monopoly-Risiko del mare Nostrum l’ambiente si sacrifica per gli affari, le potenze alleate ridisegnano la mappa del potere navale e l’Italia, sempre fedele al copione di Washington, resta a guardare. E considerate le poche miglia che separano le due coste adriatiche, forse è meglio così.---
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