mercoledì 17 giugno 2026

AntiDiplomatico - Ucraina, il vicepremier Kuleba nel mirino dell’anticorruzione: chiesta la confisca dei beni.


Cronaca — Byoblu
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La Procura specializzata (SAPO) sostiene che i redditi ufficiali del ministro non bastano a giustificare l’acquisto di un appartamento e un posto auto a Kiev.
Byoblu·1 ore fa

Un altro uomo di stretta fiducia del presidente Volodymyr Zelensky finisce nel mirino delle autorità anticorruzione ucraine. La Procura Specializzata Anticorruzione (SAPO) ha depositato, in data 17 giugno 2026, un ricorso presso l’Alto Tribunale Anticorruzione (HACC) chiedendo la confisca di un appartamento e di un posto auto a Kiev, di proprietà di Oleksiy Kuleba, attuale vicepremier per la Rigenerazione e ministro dello Sviluppo delle Comunità e dei Territori. Il valore degli immobili è stato quantificato da Il Fatto Quotidiano in circa 5 milioni di grivne, equivalenti a circa 96 mila euro.

Le accuse: redditi insufficienti e prestanome

Stando alla ricostruzione della SAPO, l’operazione immobiliare sarebbe avvenuta in due fasi. Nel 2021, quando Kuleba ricopriva il ruolo di primo vice capo dell’Amministrazione municipale di Kiev, furono siglati contratti preliminari di acquisto attraverso la sorella del ministro. Poi, nel 2023, quando Zelensky lo aveva già promosso a vice capo del proprio Ufficio di presidenza, Kuleba avrebbe curato personalmente la parte finale della transazione — la registrazione statale dei diritti di proprietà e la conclusione dei contratti di servizio — coinvolgendo anche il proprio autista nelle pratiche burocratiche.

L’analisi dei redditi ufficiali di Kuleba e del suo nucleo familiare, condotta dalla SAPO, avrebbe dimostrato che tali introiti non erano sufficienti a giustificare l’acquisto di quegli immobili. Da qui la richiesta di confisca forzata a favore dello Stato ucraino.

Kuleba ha risposto con una dichiarazione all’agenzia statale Ukrinform, affermando di voler collaborare con le autorità e di aver sempre dichiarato regolarmente tutti i propri beni e redditi. Ha precisato che si tratta di un procedimento civile e non penale, e che il verdetto spetterà al tribunale dopo un esame completo delle prove.

Chi è Kuleba e il suo legame con Zelensky

Oleksiy Kuleba è considerato uno degli uomini più fidati del presidente ucraino. Zelensky lo aveva nominato governatore dell’Oblast di Kiev nel febbraio 2022, nei giorni immediatamente successivi all’invasione russa su larga scala. Nel gennaio 2023 era poi diventato numero due dell’Ufficio presidenziale, lavorando a stretto contatto sia con Zelensky che con il potente capo dell’ufficio, Andriy Yermak — quest’ultimo coinvolto, secondo Il Fatto Quotidiano, nell’inchiesta denominata “Midas”, che a partire dal novembre 2025 avrebbe scosso l’intero governo ucraino. Nel settembre 2024, nel quadro di un ampio rimpasto governativo, Kuleba era stato promosso a vicepremier, con delega alla ricostruzione del Paese.

Non è un caso isolato: il precedente delle ville con i fondi degli aiuti

Quello di Kuleba non è il primo scandalo del genere a emergere in Ucraina. In precedenza erano già venuti alla luce casi di funzionari e oligarchi che avrebbero utilizzato fondi internazionali destinati alla ricostruzione per finanziare acquisti immobiliari di lusso — le cosiddette “ville con i soldi degli aiuti” — alimentando un dibattito sempre più acceso sull’efficacia dei controlli sull’utilizzo dei finanziamenti occidentali.

Questa vicenda si inserisce in un contesto più ampio di tensioni interne all’apparato ucraino. Secondo l’analisi del senior advisor Mikhahilo Minakov del Kennan Institute, il ministero della Giustizia — che sovraintende le istituzioni anticorruzione — è considerato un nodo strategico nel controllo delle élite politiche ed economiche del Paese.

Miliardi dall’Europa e dall’Italia: dove finiscono?

La notizia arriva in un momento in cui i trasferimenti finanziari verso l’Ucraina da parte dell’Unione Europea e dei suoi Stati membri hanno raggiunto cifre straordinarie. L’Unione Europea ha stanziato, attraverso lo strumento Ukraine Facility, fino a 50 miliardi di euro per il periodo 2024-2027. L’Italia, nel quadro degli impegni assunti dal governo Meloni, ha deliberato pacchetti di sostegno che si misurano in miliardi tra aiuti militari, finanziari e umanitari.

Risorse sottratte alla spesa pubblica interna e giustificate ai cittadini europei e italiani con la necessità di sostenere la democrazia ucraina e la ricostruzione del Paese. Il caso Kuleba — che riguarda un vicepremier in carica, responsabile proprio dei programmi di ricostruzione — alimenta più di una domanda legittima su quanta parte di questi fondi sia effettivamente destinata agli scopi dichiarati e quanta invece alimenti circuiti opachi di arricchimento personale.

Il procedimento è ora nelle mani dell’Alto Tribunale Anticorruzione. Gli sviluppi giudiziari sono attesi nelle prossime settimane.


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