Bollette luce, prezzi ancora su del 4,6% da luglio. ...Ma
che non raccontassero balle agli italiani! Ecco perché ci
spellano vivi.
Dal 1° luglio 2026 la bolletta elettrica per i circa tre milioni di clienti vulnerabili in regime di Maggior Tutela aumenterà del 4,6% rispetto al trimestre precedente.
Lo ha comunicato ufficialmente l’Arera — l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente — nell’aggiornamento trimestrale delle condizioni economiche di tutela per il periodo luglio-settembre 2026. È il secondo rincaro consecutivo per questa categoria di utenti.Il prezzo di riferimento per il cosiddetto “cliente tipo” salirà a 31,63 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. La voce più pesante è la spesa per l’approvvigionamento dell’energia: 16,92 centesimi al kWh, pari al 53,5% del totale della bolletta, in crescita del 7% rispetto al secondo trimestre 2026. In aumento anche gli oneri di sistema (+9,4%, a 3,32 centesimi) e le imposte (+4,3%, a 3,10 centesimi). Scende invece la componente di commercializzazione al dettaglio (-5,5%, a 2,11 centesimi), mentre rimangono stabili i costi di rete (6,18 centesimi).
Chi sono i clienti vulnerabili
La categoria comprende gli over 75, i percettori del bonus sociale, le persone con disabilità ai sensi della legge 104, chi risiede in moduli abitativi di emergenza o in isole minori non interconnesse alla rete nazionale, e gli utilizzatori di apparecchiature salvavita. Sono circa tre milioni di utenze, le più fragili economicamente e socialmente, e subiscono il rincaro proprio nel trimestre estivo, quello in cui i consumi elettrici raggiungono il picco a causa dell’uso dei condizionatori.
Quanto costerà in più
Secondo le stime dell’Unione Nazionale Consumatori (UNC), il rincaro si traduce in circa 28 euro in più su base annua per il cliente tipo con consumi di 2.000 kWh e potenza impegnata di 3 kW. Proiettando la tariffa per i dodici mesi da luglio 2026 a giugno 2027, la spesa elettrica complessiva per un vulnerabile potrebbe avvicinarsi a 633 euro. Sommando i circa 1.344 euro stimati per il gas, la bolletta combinata luce-gas arriverebbe a quasi 1.977 euro annui.
Su base annua — nel periodo ottobre 2025/settembre 2026 — la spesa del cliente tipo si attesta a 591,86 euro, in calo dello 0,9% rispetto ai 597,30 euro del periodo precedente. Un alleggerimento di cinque euro in dodici mesi che difficilmente compensa le difficoltà quotidiane delle famiglie più deboli.
Le cause ufficiali e quelle che non si dicono
Arera motiva il rincaro con tre fattori: l’aumento atteso dei prezzi all’ingrosso dell’energia elettrica per effetto dei maggiori consumi estivi; i maggiori costi del mercato della capacità, concentrati a luglio nelle cosiddette “ore critiche”; l’adeguamento della componente tariffaria ASOS — destinata a finanziare le energie rinnovabili — necessario a rafforzare la liquidità della Cassa per i servizi energetici e ambientali (CSEA), prevista in riduzione nei prossimi mesi.
Assoutenti ha etichettato il rincaro come “effetto Iran”, invocando le tensioni geopolitiche mediorientali. Ma questa lettura merita di essere contestata con i fatti.
La crisi energetica europea non nasce nel Golfo Persico: affonda le radici nelle sanzioni alla Russia imposte a partire dal 2022, nel sabotaggio dei gasdotti Nord Stream e nella scelta politica — seguita acriticamente dall’Italia insieme all’Unione Europea — di tagliare i rapporti con Mosca in nome del sostegno all’Ucraina. Quella decisione ha sottratto all’Europa forniture di gas a basso costo che avevano garantito per decenni bollette accessibili, imponendo una trasformazione forzata e costosissima del mix energetico europeo.
Il risultato? Fuori dall’Unione Europea, in molti paesi che non hanno aderito al regime sanzionatorio, l’energia costa significativamente meno. Il prezzo della luce in Italia è oggi superiore del 76,8% rispetto ai livelli pre-crisi del luglio 2020, stando ai calcoli dell’UNC. Non si tratta di una congiuntura passeggera legata ai conflitti mediorientali: è la conseguenza strutturale di scelte politiche precise, assunte allineandosi agli Stati Uniti dell’era Biden, che hanno scaricato il peso maggiore sui cittadini europei — e italiani — attraverso bollette sempre più care.
Attribuire oggi i rincari all'”effetto Iran” significa spostare l’attenzione dalle responsabilità politiche che hanno determinato questa struttura di prezzi, e che ancora nessuno, né a Roma né a Bruxelles, ha avuto il coraggio di rimettere in discussione apertamente.
Le associazioni dei consumatori: “Il governo intervenga”
“Una pessima notizia”, ha dichiarato Marco Vignola, vicepresidente dell’UNC. “Anche se il rialzo non è stratosferico, si tratta di una nuova tegola che si abbatte sui portafogli già vuoti degli italiani. Il nostro appello al governo di intervenire contro il caro bollette per attutire la scoppola è caduto nel vuoto e ora le famiglie ne pagano le conseguenze”.
Assoutenti ha chiesto una campagna nazionale per aiutare i consumatori a ridurre i consumi e gli sprechi nei mesi estivi, così da contenere almeno in parte la spesa. Ma la questione strutturale resta aperta: quando le istituzioni europee ammetteranno che il vero prezzo delle sanzioni alla Russia lo stanno pagando i cittadini, sulle bollette?
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