
Mentre i Mondiali 2026 prendono il via senza l’Italia — per la terza edizione consecutiva — il presidente della FIFA Gianni Infantino non ha risparmiato una frecciata agli azzurri. Il 12 giugno, in occasione della presentazione ufficiale della rassegna iridata, Infantino ha dichiarato che nel Consiglio FIFA si è discusso di un’eventuale espansione del torneo a 64 nazionali, aggiungendo con tono sarcastico che forse, a quel punto, anche l’Italia riuscirebbe a qualificarsi. Una battuta che, secondo quanto riportato da Adnkronos e Repubblica, ha fatto il giro delle redazioni sportive.
Lo stesso Infantino, il giorno prima — l’11 giugno — aveva già chiuso la porta sul fronte del ripescaggio: «Non c’è mai stata la possibilità di ripescare l’Italia», aveva dichiarato il numero uno della FIFA, sgomberando il campo da voci che nelle settimane precedenti avevano alimentato qualche speranza tra i tifosi. Nessun ripescaggio, dunque, e nessuna deroga: gli azzurri resteranno a guardare.
Una terza esclusione che pesa
L’assenza dell’Italia da tre edizioni consecutive dei Mondiali — Russia 2018, Qatar 2022 e ora USA-Canada-Messico 2026 — è un dato che parla da solo. Non si tratta di sfortuna episodica, ma di un declino strutturale del calcio italiano che affonda le radici in scelte precise: il mercato dei club ha privilegiato per anni l’importazione di calciatori stranieri, spesso a costi elevatissimi, a scapito della valorizzazione dei vivai e dei talenti locali. I giovani italiani faticano a trovare spazio nelle squadre di club, e senza minutaggio non maturano l’esperienza necessaria per competere ai massimi livelli internazionali.
È lo stesso meccanismo che ha eroso negli anni le eccellenze italiane in molti settori: si esportano i talenti migliori, si rinuncia a investire in chi cresce in casa, e il prezzo lo paga il sistema nel suo complesso.
Il Mondiale più grande della storia, ma l’Italia non c’è
Quello che prende il via oggi è il torneo più ampio mai disputato: 48 nazionali, 104 partite totali, un format inedito che si estende su tre paesi. Eppure, per il pubblico italiano, anche la fruizione televisiva del torneo è tutt’altro che immediata. Secondo quanto riportato da Repubblica, delle 104 partite in programma solo 35 saranno trasmesse in chiaro sulla Rai, mentre il resto della competizione sarà accessibile esclusivamente su DAZN, piattaforma a pagamento. Un ulteriore elemento di distanza tra gli italiani e un Mondiale che, già senza la nazionale, fatica a suscitare il consueto entusiasmo di massa.
A rendere il tutto ancora meno agevole, molte gare — specialmente nella fase a gironi — si disputeranno in orario notturno per via del fuso orario nordamericano.
Prossimi sviluppi
La battuta di Infantino sull’espansione a 64 squadre non è campata in aria: il dibattito interno alla FIFA su un ulteriore allargamento del torneo è reale, anche se nessuna decisione ufficiale è stata ancora annunciata. Nel frattempo, la Federazione italiana (FIGC) dovrà rispondere non solo ai tifosi delusi, ma a una crisi di sistema che le parole del presidente FIFA hanno reso, volente o nolente, ancora più visibile.
Nessun commento:
Posta un commento