PS: Il Ministro Grosetto:...non dice niente, a proposito delle armi per guerra italiane donate a Israeele per bombardare..."(anche)"...il Libano???.Grazie.
Umberto Marabese.
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Di Andrea Zhok
Come temuto e previsto, Israele non ha alcun interesse ad accettare né una tregua né una pace.
D’altro canto, se non fosse stato per le pressioni israeliane, questo mattatoio non avrebbe neanche avuto inizio, visto che per gli USA l’intera operazione era solo un onere (magari per i giochini in borsa di Trump no, ma Trump non governa da solo).
Appena posatasi la polvere dopo l’inizio ufficiale della tregua, Israele ha effettuato il suo più massiccio bombardamento …
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... di sempre sul Libano.
Le immagini di morte e distruzione da Beirut sono apocalittiche.Una volta di più Israele si dimostra come la più costante minaccia alla pace e alla convivenza tra i popoli della regione.
Un’immagine simbolica di tutto ciò era ieri il rabbino capo della comunità ebraica iraniana che inveiva contro Israele, dopo che l’aviazione dell’IDF aveva distrutto la sinagoga di Teheran e la biblioteca adiacente. Le sue parole sono state: “Non ci perdoneranno mai di essere ebrei antisionisti.”
Israele, con il suo fanatismo, con il suo potenziale militare, con il suo suprematismo etnico, è una minaccia esistenziale per il mondo intero.
L’Iran non abbandonerà il Libano alla sua sorte, dunque se gli Usa non riescono a porre un freno alla frenesia idrofoba di Netanyahu, la guerra riprenderà a breve.
Galoppini: L’Entità ha effettuato uno dei più intensi bombardamenti terroristici sul Libano e la sua capitale Beirut. Il tutto durante la sbandierata “tregua di Trump”.
Ma sulle centinaia di morti assassinati in Libano nemmeno una parola.
Quelli sul Libano sono bombardamenti terroristici effettuati da terroristi. Terroristi fin dal primo giorno, cioè da migliaia di anni. Da quando sulla base della pretesa alla cosiddetta “elezione” e alla “terra promessa” hanno aggredito, previa demonizzazione mediatica ante litteram, tutti i popoli che, a loro dire, costituivano un ostacolo alle loro pretese. Se poi si aggiunge che quelli di oggi non sono nemmeno più discendenti di quelli della leggenda; che non stanno “tornando” da nessuna parte perché trattasi di altri popoli convertitisi; che si tratta solo di un gruppo ben foraggiato in soldi ed armi per motivi escatologici e strategici; ecco, anche solo considerando questo, il quadro si delinea per quel che è: tutto il mondo è in pericolo---
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